venerdì 4 novembre 2022

Forza Lavoro è online

Dal 3 novembre è online Forza Lavoro:

un giornale della FIOM di Milano che parla di temi legati al lavoro (ad esempio si parte con un'inchiesta sulla consulenza nel mondo dell'informatica) e riporta news delle aziende del milanese.
Fra queste anche la "nostra" Italtel:
Buona lettura
RSU Italtel Milano

giovedì 20 ottobre 2022

CIGS, Videosorveglianza, Rozzano

Giovedì 13 ottobre si è svolto l’incontro tra l’azienda e la RSU di Milano per discutere i seguenti temi:

-      analisi dati CIGS di agosto, settembre e ottobre

-      attivazione videosorveglianza degli uffici di Caldera

-      trasferimento di alcuni lavoratori nella nuova sede di Rozzano

In merito alla cassa integrazione, i dati consuntivi dei 2 mesi passati e quelli previsionali di ottobre evidenziano un ricorso medio alla CIGS, per tutti i reparti (eccettuata la UBB, per la quale si attende lo sblocco delle commesse legate alle Aree Grigie), inferiore alla media prevista nell’accordo sottoscritto i primi di agosto.

Alcuni dati esemplificativi, per reparto:

PPS

CIGS media mensile prevista nell’accordo 3 gg

CIGS applicata a settembre 1,3 gg

CIGS prevista in ottobre 1 giorno

Telco & Media

CIGS media mensile prevista nell’accordo 5 gg

CIGS applicata a settembre 2,7 gg

CIGS prevista in ottobre 2,6 gg

ONP

CIGS media mensile prevista nell’accordo 6,5 gg

CIGS applicata a settembre 3 gg

CIGS prevista in ottobre 3 gg

UBB

CIGS media mensile prevista nell’accordo 4 gg

CIGS applicata a settembre 5,1 gg

CIGS prevista in ottobre 4,6 gg

I numeri parlano da soli: il lavoro in Italtel non manca, come sosteniamo da tempo.

La CIGS copre da settembre 2022 a marzo 2023 il costo dei 200 esuberi dichiarati dall’azienda, ma la CIGS reale, è applicata in misura nettamente inferiore alle previsioni aziendali. 

Se le percentuali di CIGS del periodo agosto-ottobre troveranno conferma nei mesi successivi, e se proseguirà l’esodo dei colleghi, andrà rivista la quantificazione degli esuberi dichiarata dal management (o dobbiamo credere che il ricorso “light” della CIGS sia dovuto a una scelta buonista da parte aziendale?).

Il secondo tema all’ordine del giorno era legato all’installazione e successiva attivazione di un impianto di videosorveglianza a circuito chiuso per garantire la sicurezza dei lavoratori, assicurare la tutela del patrimonio aziendale garantendo il controllo degli accessi negli uffici di Caldera e prevenendo eventuali comportamenti illeciti.

L’impianto registrerà le immagini negli orari di chiusura degli uffici (dalle ore 19.30 alle 7.00 nei giorni feriali e dalle 00:00 alle 24:00 nei festivi), le registrazioni saranno conservate, come previsto dalla legge, 48 ore nei giorni feriali e 72 ore nel fine settimana. La rilevazione avverrà in conformità alle norme vigenti e nel rispetto del principio di tutela della dignità e riservatezza dei lavoratori.

La RSU si è dichiarata favorevole ed è stato concordato che l’azienda informerà tutto il personale prima della messa in funzione dell’impianto. 

Infine, sul trasferimento a Rozzano di 54 lavoratori, l’Azienda ci ha comunicato che lo stesso avverrà nelle prossime settimane, essendo giunti a conclusioni i lavori di predisposizione degli uffici.

Sui trasferimenti il CCNL prevede la sola comunicazione da parte aziendale ai lavoratori.

Come Sindacato abbiamo avanzato alcune richieste sia di carattere economico, quali accordi con ristoratori locali per ridurre il costo del pranzo, seguendo l’esempio della convenzione con MyChef, e un’integrazione in busta paga, sia logistico (il numero di scrivanie presenti, la mancanza di rapporti umani con la restante parte dell’azienda).

L’Azienda ha risposto con 300€ di “una tantum” welfare, proposta che riteniamo insufficiente.

La discussione riprenderà nei prossimi giorni visto che tutti i punti sollevati sono ancora aperti, con la speranza di trovare un’intesa che riesca a soddisfare le esigenze d’entrambe le parti. 

RSU Italtel Milano

17 ottobre 2022

lunedì 19 settembre 2022

Piano Industriale e CIGS

Dopo l’assemblea della settimana scorsa vogliamo fare un riepilogo della situazione.

Il 3 agosto l’AD Di Salvo, in call con il Ministero dello Sviluppo Economico, ha presentato il Piano Industriale al Coordinamento FIM-FIOM-UILM Nazionale Italtel, alle RSU Nazionali Italtel e ai rappresentanti delle regioni Lazio, Lombardia e Sicilia.

Il nuovo Piano Industriale 2022-2026 sembra una rivisitazione del precedente per quanto riguarda criticità, possibili soluzioni… seppur con un’analisi più approfondita e, si spera, realistica degli obiettivi da perseguire.

Le criticità individuate riguardano:

  • la forte dipendenza dai clienti Telco (TIM, Fastweb, Telefonica…)
  • la forte dipendenza sui prodotti a basso margine
  • la Ricerca e Sviluppo focalizzata sul mercato Telco
  • la forte dipendenza da Cisco
  • la Banda Ultra Larga con soli due clienti, incerti e incostanti
  • la forza lavoro sovradimensionata


Il Piano Industriale prevede azioni per risolvere tali criticità, quali:

  • la ricerca di nuovi clienti
  • un catalogo prodotti e soluzioni con margini più elevati, diversificato e con tecnologie non esclusivamente Cisco
  • partnership con altri fornitori (e relative certificazioni)
  • la Ricerca e Sviluppo focalizzata su nuovi ambiti al di là del mondo Telco
  • la riduzione del costo del lavoro

Le linee di offerta innovative per Italtel riguarderanno: Cloud, Cybersecurity, 5G, IOT, Analitycs & Automation. In più, le capacità di progettazione per la Banda Ultra Larga dovrebbero essere proposte ad altri operatori e clienti all’estero. Si prevede inoltre un ricambio del personale con l’ingresso di nuove risorse.

Quello che non è stato esplicitato e non è chiaro è come realizzare tutto ciò.

Con quale organizzazione?

Dallo scorso anno siamo fermi alle 3 BU e a una TU, con la sola ufficializzazione dei primi livelli. Cosa si è deciso rispetto alle aree e ai gruppi sottostanti? Quali competenze, quali funzioni, quali mandati hanno? In quale flusso aziendale si collocano e come si relazionano fra loro?

Attualmente le 3 BU sembrano impostate come tre aziende separate, verticalizzate, ognuna con un proprio bilancio e una supposta autonomia operativa. In realtà non è così e informalmente i lavoratori e alcuni responsabili provano a colmare le mancanze di competenze, di conoscenze e di risorse della propria BU cercando collaborazione, ove possibile, con i lavoratori di un’altra.

L’ultimo grosso punto riguarda il numero di lavoratori che per l’azienda risulta sovradimensionato.

Italtel ha confermato i 200 esuberi nonostante le numerose e significative uscite da lei stessa dichiarate. Di questi 200, 57 sono considerati pensionabili mentre i restanti 143 saranno esuberi da gestire in vario modo; su questi argomenti la discussione dovrà riprendere a breve con la premessa dichiarazione aziendale che si utilizzeranno strumenti non traumatici.

In breve, l’azienda vorrebbe affrontare gli esuberi con:

  • ricollocazione interna in altri ambiti
  • formazione su nuovi filoni tecnologici e certificazioni su nuovi partner commerciali
  • ricollocazione verso altri partner commerciali
  • outplacement con percorsi formativi, con la partecipazione di organi pubblici istituzionali, per intraprendere nuovi lavori o attività
  • incentivi per uscite volontarie

 

Il Piano Industriale prevede uno “svecchiamento” (l’età media è di 52 anni) e per il 2026 un assestamento a 850 dipendenti e un piano assunzioni nell’arco dei primi tre anni di 115 profili.

Per quanto riguarda i dati economici è previsto un costante aumento del fatturato e dei margini con la contestuale riduzione del costo del lavoro.

Non vi sarà immissione di liquidità da parte degli azionisti: Italtel dovrà trovare un equilibrio finanziario in modo autonomo.

Dopo l’incontro del 3 agosto si è avuto quello del 5 agosto, in call con il Ministero del Lavoro e il MiSE, fra HR Italtel, il Coordinamento FIM-FIOM-UILM Nazionale Italtel e le RSU Nazionali Italtel per discutere della richiesta di CIGS, avanzata da Italtel, per il periodo settembre 2022 - marzo 2023.

È stata una discussione molto difficile con rigidità da parte aziendale; è importante che come Sindacato si sia riuscito a fissare dei limiti sulla percentuale massima di CIGS e a ottenere una verifica mensile della CIGS applicata dall’Azienda. Questo anche in previsione della discussione sulla gestione degli esuberi e sulle uscite che dovremo affrontare a breve.

Per quanto riguarda la CIGS, l’accordo che si è raggiunto prevede le sottostanti percentuali medie, raggiungibili per area, e il carico massimo per singolo lavoratore; tali percentuali sono da intendersi come limiti massimi se le attività o la situazione Italtel non dovesse essere in linea con quanto previsto nel Piano Industriale.

Una nota particolare riguarda la UBB la cui percentuale di CIGS potrebbe aumentare di molto se non si conseguiranno commesse per la cablatura delle cosiddette Aree Grigie.

Area

Perc. media area

Perc. massima individuale

Staff CEO

18,50%

28,00%

Internal Audit & Compliance Office

18,50%

28,00%

Human Resource & Organization

18,50%

28,00%

Chief Financial Office

18,50%

28,00%

Pertnership, Technology & Communication

18,50%

28,00%

Offering & Project Management

18,50%

28,00%

BU Private & Public Sector

13,90%

23,00%

BU Telco Media & Cloud Provider

23,10%

32,00%

TU Open Network & Platform

30,00%

35,00%

Service Center

69,00%

69,00%

Ultra Broad Band

18,50% -> 50,00%

28,00% -> 60,00%

 

Non abbiamo ottenuto per la CIGS la piena maturazione dei ratei (ferie, PAR, tredicesima) per cui i ratei mensili verranno riproporzionati in base alla quantità di Cassa effettuata. L’azienda si è però impegnata ad anticipare gli importi INPS della CIGS.

Nell’incontro abbiamo più volte ribadito l’eccessiva percentuale di CIGS (soprattutto riguardo al Service Center) che, oltre a pesare economicamente sui lavoratori, rischia di immobilizzare l’azienda anche in prospettiva di una ripresa del numero di ordini e di contratti attesi (normalmente aumentano a fine anno).

Si è anche fatto notare che ridurre drasticamente e in tempi rapidi l’organico senza una necessaria ridistribuzione delle attività e delle conoscenze, impoverisce l’operatività di Italtel; anche la dichiarazione positiva di assunzioni di giovani nuove figure rischia di essere inutile se non accompagnata da periodi di affiancamento con il personale in organico, portatore di conoscenze e know-how consolidato. In parole povere, serve un ricambio che arricchisca il patrimonio di competenze Italtel ma deve essere fatto in modo mirato e in tempi adeguati senza sguarnire le aree, mettendone a rischio l’operatività.

Ci saremmo aspettati, e abbiamo chiesto, un segnale da parte aziendale di cambiamento e rilancio che potesse essere colto dai lavoratori, ma la richiesta dell’ulteriore CIGS (al pari della dichiarazione di esuberi), è un segnale di amara continuità con la storia degli ultimi 10 anni di Italtel.

Nel Piano Industriale l’A.D. ci ha illustrato quanto descritto in questo comunicato, con un’esposizione dettagliata su fatturati, margini, che la nuova Italtel realizzerà.

A nostro avviso, da parte del management manca del tutto la valutazione di quanto una forza lavoro motivata, non sottoposta a cassa integrazione, non definita “vecchia” o in esubero, possa rendere.

La sensazione è di uno scollamento fra i vertici Italtel e i “piani bassi”, come se i primi non fossero consapevoli del clima di sfiducia, disillusione, della propensione ad andarsene (le continue dimissioni sono un segnale preoccupante), che vivono i secondi. È realistico pensare di raggiungere gli obiettivi del Piano Industriale in un contesto lavorativo simile?

Serviva, serve, maggior coraggio nel prospettare il futuro della “nuova Italtel”, partendo dalla valorizzazione delle persone e non dalla riproposizione degli ennesimi sacrifici, unica certezza nel presente. Sul futuro, come si dice, chi vivrà…

 

Coordinamento RSU Italtel

15 settembre 2022

giovedì 28 luglio 2022

CIGS di agosto

Martedì 26 luglio si è svolta una call con il Ministero del Lavoro, i vertici Italtel, il Sindacato Nazionale, Territoriale e il Coordinamento RSU, per l’esame congiunto sulla richiesta di CIGS per crisi aziendale della durata di otto mesi avanzata dall’azienda.

Il Ministero del Lavoro ha precisato che in realtà Italtel ha diritto a due CIGS distinte: la prima per il solo mese d’agosto, la seconda per i rimanenti sette mesi partendo da settembre.

Rispetto alla CIGS di settembre (e alla gestione esuberi dichiarata) ci siamo opposti a qualsiasi discussione preliminare visto che abbiamo più volte sottolineato la necessità di esaminare prima il Piano Industriale per poi fare le considerazioni del caso sugli organici.

Per questo motivo nell’incontro di martedì si è giunti a un accordo di massima per la sola CIGS d’agosto che riguarderà 905 lavoratori.

I dettagli sulle percentuali di applicazione della cassa, reparto per reparto, sono invece stati discussi mercoledì 27 luglio direttamente fra Italtel e il Coordinamento RSU.

L’azienda ha proposto le seguenti percentuali medie:

    Staff (Ceo, Audit, HR, Offering, Facility…) 18,5% (circa 4gg)

   UBB 18,5% (circa 4gg)

    Telco Media 23,1% (circa 5gg)

    ONP 30% (circa 6gg)

    P&PS 13,9% (circa 3gg)

    Service Center 69% (circa 15gg)

Nell’incontro vi è stato un acceso dibattito sulle percentuali presentate, in particolare per i 33 colleghi del Service Center. Abbiamo fatto presente ad HR che il 69% è impraticabile, altamente punitivo per un gruppo di persone già penalizzate negli ultimi anni. Si è chiesto di tornare perlomeno alla percentuale di CIGS così come applicata fino a giugno, il 50%, tenendo conto che la diminuzione della cassa, riferita ad agosto per 33 persone, avrebbe comportato un aggravio per Italtel di soli 0,5 FTE.

Da parte aziendale non vi è stata né un’apertura né la volontà di trovare una soluzione condivisa.

Riteniamo quanto accaduto grave perché denota, al di là di un’affabilità nei toni e di una dichiarata disponibilità al confronto, un atteggiamento non costruttivo nelle relazioni sindacali: il rilancio di Italtel non può prescindere da una collaborazione di tutte le parti in causa con l’obiettivo, per noi fondamentale, di non penalizzare i lavoratori, coinvolgendoli al meglio nelle attività che si devono portare avanti. 

In questo senso riteniamo necessario che nei mesi a venire vi sia un confronto con Italtel per risolvere in via definitiva il problema del Service Center. È fondamentale vedersi, analizzare caso per caso, in modo da ricollocare i 33 colleghi e chiudere il reparto.

Tornando alla CIGS di settembre l’Azienda si è impegnata a presentare il Piano Industriale il 3 agosto in modo da rivedersi al Ministero del Lavoro, per una trattativa a quel punto basata su elementi più chiari, il 5 agosto.

Quello che ci preme sottolineare da subito, come detto alla controparte, è che riteniamo sbagliata e controproducente l’impostazione sul futuro ipotizzata dai vertici Italtel.

Non ha senso in un periodo storico dove gli investimenti nel settore TLC sono elevati (PNRR), con la NewCo “in bonis” (visto l’esito positivo della procedura concorsuale), improntare il rilancio aziendale su ulteriori tagli.

Serve investire su Italtel, su chi vi lavora, su chi dovrebbe lavorarci (nuove assunzioni): la navigazione a vista, votata al mero risparmio nell’immediato, sarebbe presupposto perfetto per un insuccesso.

Quanto detto in precedenza per il Service Center è quindi applicabile all’intera popolazione aziendale: chiediamo a Italtel di impegnarsi per un dialogo costante e continuo con il Sindacato in modo da analizzare reparto per reparto quali siano i carichi di lavoro in essere, nell’ottica di ottimizzare il commitment dei lavoratori (per esempio ricorrendo a ricollocazioni interne dei colleghi, che si trovano scarichi di lavoro, verso aree che al contrario evidenziano un sottodimensionamento nell’organico).

 

Fim – Fiom – Uilm Nazionali

Coordinamento Nazionale RSU Italtel

28 luglio 2022

 

  

lunedì 27 giugno 2022

Incontro al MiSE del 23 giugno 2022

Giovedì 23 giugno si è tenuta una call con il Mise, presenti i sindacati a livello Nazionale, Territoriale e come Coordinamento RSU, il responsabile HR Italtel, i rappresentanti delle regioni Lombardia, Lazio e Sicilia.

L’incontro era volto a verificare la situazione Italtel a fronte anche, e non solo, delle recenti negative novità riguardanti la controllante PSC (che ha avanzato domanda di “Concordato con riserva” in Tribunale).

Il responsabile HR Italtel ha brevemente riassunto le vicende degli ultimi anni conclusesi con la nascita della NewCo a inizio aprile, i problemi economici derivanti dagli investimenti ridotti sullo sviluppo della rete in Italia, i turbamenti legati a fattori esogeni (la guerra, l’aumento del costo delle materie prime, gli impatti a livello finanziario…) ed endogeni (i persistenti  difficili rapporti con Cisco sul fronte forniture, l’emorragia di personale che ha lasciato Italtel: 200 persone negli ultimi anni, ben 70 da gennaio a maggio 2022).

Quanto descritto ha determinato a livello aziendale risultati inferiori alle attese con un fatturato nel 2021 di circa 260 milioni e previsioni peggiorative per il 2022.

Per farla breve, le problematicità esposte portano l’azienda a dover dichiarare un aumento degli esuberi rispetto a quanto scritto nel Piano Industriale presentato al Tribunale di Milano nella richiesta di Concordato del 2021.

Per Italtel si passerebbe dai 150 esuberi previsti a 200 con l’esigenza di proseguire da subito con la CIGS (quella attuale termina a fine giugno). A questo proposito la Società intenderebbe ricorrere alla CIGS per Crisi (strumento messo a disposizione quest’anno dal Governo) della durata di 8 mesi. La CIGS dovrebbe accompagnarsi a un piano di mobilità incentivata all’uscita in modo da risolvere gradualmente, in tempi comunque rapidi, il problema esuberi.

A domanda precisa Italtel ha confermato che al momento non è ancora pronto il Piano Industriale (andrà in parte modificato visto quanto avvenuto in PSC), Piano che dovrebbe essere presentato nelle prossime tre / quattro settimane.

Come commentare una proposta simile?

Una richiesta di CIGS così come avanzata è irricevibile!

Si chiede ai lavoratori Italtel di subire i soliti, consueti, “inevitabili” tagli della retribuzione senza che allo stato attuale l’Azienda abbia detto cosa intenda fare per i prossimi anni. Una cassa sulla fiducia: ti sacrifichi ora e ti dirò in seguito quale sarà il tuo destino.

Come Sindacato abbiamo fatto presente a Italtel che in primis deve coinvolgere sindacato e lavoratori nella definizione del Piano, chiarendo nei dettagli quali saranno le attività, i prodotti, i servizi, i mercati sui quali Italtel vuole puntare.

A valle di questo si potrà discutere di livelli occupazionali, tenendo però conto che:

· Italtel, lo dice HR stessa, ha subito una fuoriuscita considerevole di personale negli ultimi tempi, la maggior parte con alte qualifiche professionali oltre a figure che la stessa Azienda riteneva in esubero (logica impone che queste vadano a decrementare il numero di esuberi dichiarato)

 

· Un uso pesante della CIGS va rifiutato perché otterrebbe l’effetto d’incentivare le uscite di altri dipendenti verso aziende concorrenti la nostra

 

·  Gli ultimi 12 anni hanno visto Italtel ricorrere in continuazione ad ammortizzatori per far fronte agli esuberi. Risultato? Personale più che dimezzato al pari del fatturato e azienda ripetutamente in crisi. È mai accettabile che la stessa indigeribile ricetta venga proposta anche a questo giro, quando Italtel post Concordato è un’azienda che, pur non navigando nell’oro, è finanziariamente in una condizione sostenibile?

Serve un uso degli ammortizzatori sociali leggero accompagnato da un accordo per esodi incentivati e a un impegno da parte Italtel per ricollocare (dopo eventuale re-skilling) le persone valide che lavorano in azienda e che talvolta sono sottoutilizzate. La causa del sottoutilizzo è dovuta, almeno in parte, a un’organizzazione aziendale incompleta, dove l’irrigidimento delle tre BU è ostacolo all’utilizzo trasversale e allo spostamento delle persone, visto non come opportunità di sinergia a livello aziendale, ma di mero aumento dei costi. Alla faccia dell’efficienza!

Ricollocazione dei dipendenti attuali e assunzioni di personale giovane con skill adeguati ai nuovi trend che Italtel dichiara (a parole per ora, mancando un Piano Industriale nero su bianco) di voler perseguire.

Al MiSE abbiamo fatto presente che l’ingresso di PSC in Italtel non era volto al solo salvataggio di quest’ultima, ma si inquadrava in un contesto più ampio, con PSC come perno centrale di un Polo Nazionale dell’Impiantistica.

Il Governo deve dare risposte chiare in merito, tanto più che Cassa Depositi e Prestiti solo sei mesi fa, dicembre 2021, ha concesso un finanziamento di circa 40 milioni di euro a PSC. Che fine hanno fatto questi soldi? Il MiSE intende farsi garante della nascita del Polo Nazionale con investimenti che vadano a vantaggio dell’infrastruttura di TLC italiana e salvaguardino le aziende che se ne devono occupare?

Il Ministero ha promesso che a breve verranno riconvocate le parti per una discussione che tenga conto non solo di PSC e Italtel ma in generale del mondo delle TLC italiano.

Le Regioni Lombardia, Lazio e Sicilia si sono dette disponibili per sostenere Italtel, garantendo eventuali ammortizzatori sociali, a fronte della presentazione del Piano Industriale da parte dell’Azienda (la regione Sicilia per esempio dovrebbe coinvolgere Italtel nel piano Smartcom).

In tutto questo, dulcis in fundo, segnaliamo la non partecipazione all’incontro istituzionale del neo AD Italtel.

Per discutere della situazione, di cosa fare, per avere un parere da parte dei colleghi è indetta un’assemblea unitaria, dei tre siti di Milano, Roma e Carini, per martedì 28 giugno alle 16, con la presenza dei Segretari Nazionali di FIM-FIOM-UILM.

Invieremo a breve il link per potersi collegare.

 

FIM – FIOM – UILM Nazionali

Coordinamento RSU Italtel

27 giugno 2022

mercoledì 18 maggio 2022

Un silenzio assordante

Sono mesi che chiediamo l’intervento del MiSE sulla vicenda Italtel, sul futuro dell’Azienda. In particolare dallo scorso luglio sollecitiamo il Governo affinché si faccia carico degli impegni che alcuni vice-ministri hanno preso nei confronti del Sindacato.

NULLA, non è successo nulla.

Dal MiSE nessuna risposta: sembra che assista indifferente alla definizione del NUOVO PIANO INDUSTRIALE che in queste settimane gli azionisti (PSC, Tim, Fondo Clessidra) e il nuovo management Italtel stanno elaborando.

Un Piano che rischia di essere presentato a pochi giorni dalla scadenza della CIGS di fine giugno.

Non solo non si conosce al momento il Piano, ma la riorganizzazione aziendale, che ha toccato i soli vertici nei mesi scorsi, latita.

Dagli azionisti, al pari del MiSE, assoluto silenzio.

Nel frattempo assistiamo alla costante “fuga” da Italtel di molti colleghi, alcuni dei quali verso la concorrenza.

Lato Open Fiber, sappiamo che non vengono rinnovati i contratti a tempo determinato di coloro che vi lavorano.

Sugli scenari e sul mercato Open Fiber (e TIM-Fibercop) servirebbe da subito un chiarimento visto la recentissima chiusura della gara per la banda ultralarga legata al Pnrr nella quale il governo ha stanziato 3,7 Miliardi di euro. Potrebbe essere una nuova boccata di ossigeno per Italtel.

Sui prodotti Italtel vi sono novità, se ne prevedono di nuovi?

Quale sarà la sorte di chi è parcheggiato nel Service Center?

Siamo arrabbiati e preoccupati!

Non vorremmo che con il nuovo Piano Industriale si passasse immediatamente dal MiSE al Ministero del Lavoro (per discutere di altri ammortizzatori).

Siamo convinti che il MiSE debba esercitare il ruolo di indirizzo tenendo conto delle commesse che lo Stato dà a Italtel.

È necessario mettere in campo azioni per obbligare il Governo a svolgere un ruolo di garante nell’operazione “nuova Italtel”.

Continueremo come Sindacato a sollecitare CHIAREZZA sul futuro e a difendere ogni lavoratore!

Se perdurerà l’incertezza sarà necessario muoversi tutti insieme!

Coordinamento Nazionale RSU Gruppo Italtel

16 maggio 2022

 

venerdì 11 marzo 2022

Raccolta a favore dell'Ucraina

La Cgil ha deciso di promuovere una sottoscrizione tra lavoratori, lavoratrici, pensionate/i, studentesse e studenti per l’aiuto alle vittime della guerra e per l’accoglienza dei profughi in Europa ed in Italia.

I fondi saranno destinati esclusivamente a queste finalità attraverso sindacati, entità o associazioni di assoluta garanzia che già operano nel

campo dell’aiuto umanitario.  

Questi sono gli estremi per chi volesse contribuire:  

Iban: IT18Y0103003201000007777787 Bic/Swift: PASCITMMROM Causale: "Emergenza Ucraina"  

venerdì 18 febbraio 2022

Il posto di Ermanno Olmi

Domenica 20, alle 21:20 su RaiStoria, viene trasmesso il film IL POSTO di Ermanno Olmi, un film che segue con delicatezza e lieve umorismo le vicende di un ragazzo di Meda che si trova ad affrontare la vita nella Milano anni '60, la ricerca e conquista del suo primo (agognato) posto di lavoro, la scoperta dell'amore, in una Italia che si sta trasformando, dove il mondo contadino (provenienza del protagonista) lascia spazio alla città, all'affermarsi di una nuova borghesia.

https://www.youtube.com/watch?v=iYJwm4DlKU0&t=12s

martedì 30 novembre 2021

Marisa Bellisario

Nei giorni scorsi Rai Storia ha trasmesso un doc dedicato a Marisa Bellisario, l'amministratrice delegata di Italtel che rilanciò l'azienda nei primi anni 80, trasformandone la natura, di pari passo con l'evoluzione tecnologica (nacque in quel periodo la Centrale UT, una delle centrali elettroniche più avanzate al mondo) e risanando contemporaneamente i conti dell'azienda (il tutto in un rapporto a volte duro, ma corretto, con i Sindacati, in un contesto che già allora era caratterizzato dal dover gestire gli esuberi di personale, in particolare gli operai, a causa della mutazione in atto nel campo delle TLC).

Viene ripercorsa la vita della manager (nata però come programmatrice), dai primi passi alla Olivetti (altro fiore all'occhiello nel campo dell'informatica, dei computer e della gestione del personale), alle successive esperienze in Honeywell, fino al suo ingresso in Italtel.

Il doc è recuperabile su RaiPlay.it (una volta entrati nel sito potete cercare "Bellisario italiani").

giovedì 25 novembre 2021

Incontro in Assolombarda del 23 / 11 / 2021

Martedì 23 novembre si è tenuto in Assolombarda l’incontro fra il Coordinamento Nazionale RSU, le Strutture Sindacali Territoriali, Nazionali e l’Azienda, per fare il punto della situazione su:

  • Aggiornamento sulla procedura di concordato Italtel
  • Aggiornamento sulle attività del 2021
  • Discussione sulla gestione esuberi (contestuale uso di ammortizzatori sociali e di un piano esodi incentivati per far fronte alle eccedenze)
  • Service Center

 

L’A.D. non ha evidenziato novità rilevanti rispetto alla procedura di Concordato. È prevista per il 9 dicembre p.v. l’udienza per l’Omologa, Omologa che, salvo imprevisti, sarà ufficializzata nei giorni successivi l’udienza.

A valle dell’Omologa (indicativamente nelle prime settimane del 2022) partirà la NewCO con il passaggio diretto dell’intero personale Italtel in base all’art. 47 della Legge 428/90.

Rispetto alla NewCO non vi sono purtroppo certezze sull’erogazione del finanziamento da parte di Cassa Depositi e Prestiti, che dovrebbe supportare l’operazione portata avanti dai nuovi azionisti (la speranza è di avere notizie certe e positive nelle prossime settimane).

Rispetto alle attività si registrano segnali positivi nel rapporto con Open Fiber, nelle commesse per Fibercop e nel Multivendor TIM. Inoltre, la prossima uscita dalla procedura concordataria permetterà a Italtel una partecipazione a gare pubbliche e il probabile rientro della stessa Società nell’albo fornitori di importanti clienti quali Unicredit, Intesa, Enel.

Il tema principale, oggetto dell’incontro, verteva sulla gestione dei 150 esuberi dichiarati nel Piano Industriale Italtel e sull’uso degli ammortizzatori sociali per farvi fronte.

Italtel ha ribadito la volontà di giungere a un accordo con il Sindacato per una gestione “soft” dichiarandosi però impossibilitata al momento a far meno della CIGS (scade nel giugno 2022) non avendo altri ammortizzatori disponibili.

Anche sul fronte “quantità del personale eccedente” l’Azienda ha ribadito i 150 dipendenti indicati la scorsa primavera nel Piano Industriale.

Come Sindacato non abbiamo ritenuto soddisfacente una simile risposta.

A nostro avviso è necessario siglare un accordo che preveda una gestione omnicomprensiva del “problema occupazionale” Italtel. 

Un accordo che definisca in modo chiaro:

  • il passaggio (in tempi certi) dalla CIGS a un ammortizzatore quale potrebbe essere il Contratto di Espansione (l’Azienda ha mostrato disponibilità alla discussione)

 

  • la riduzione degli esuberi tenendo conto delle uscite volontarie che vi sono state nel 2021 (personale non sostituito da assunzioni) e delle uscite che vi saranno nel biennio 2022/2023

 

  • su quest’ultime (uscite 2022/2023) la sottoscrizione di un accordo che preveda incentivi sia per coloro che si agganceranno alla pensione sia per coloro che, seppure più giovani, manifestino la volontà di dimettersi (e non rientrino nel novero delle persone ritenute indispensabili, per le quali l’Azienda manifesti la volontà di “trattenere” il lavoratore dimissionario)

 

  • una percentuale di riduzione oraria inferiore a quanto applicato ora con la CIGS (serve a poco cambiare ammortizzatore sociale se non variano le percentuali di CIGS o CDS o altro, applicate alle persone)

 

  • la chiusura del Service Center, vuoi per dimissioni/pensionamenti di alcuni colleghi che ne fanno parte, vuoi per loro ricollocazione in altri reparti.

 

Le parti hanno convenuto che i punti sopra elencati debbano essere approfonditi nelle prossime settimane (il primo incontro è previsto per il 21 dicembre) con la volontà di giungere all’accordo entro fine anno.

Si può definire soddisfacente l’esito dell’incontro odierno, ma va anche evidenziato il carattere interlocutorio del medesimo.

Ci auguriamo che prosegua un dialogo costruttivo con Italtel e si giunga a un accordo in tempi brevi, un accordo che dia certezze ai lavoratori, in modo che si chiuda la vicenda esuberi 2021/2023, vi sia un’applicazione più leggera degli ammortizzatori sociali (che incide sulle entrate dei dipendenti e impatta negativamente sulle commesse per le quali lavorano) e si risolva una volta per tutte il problema del Service Center (chiudendolo).


FIM-FIOM-UILM Nazionali

Coordinamento Nazionale RSU gruppo Italtel

24 novembre 2021