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giovedì 20 ottobre 2022

CIGS, Videosorveglianza, Rozzano

Giovedì 13 ottobre si è svolto l’incontro tra l’azienda e la RSU di Milano per discutere i seguenti temi:

-      analisi dati CIGS di agosto, settembre e ottobre

-      attivazione videosorveglianza degli uffici di Caldera

-      trasferimento di alcuni lavoratori nella nuova sede di Rozzano

In merito alla cassa integrazione, i dati consuntivi dei 2 mesi passati e quelli previsionali di ottobre evidenziano un ricorso medio alla CIGS, per tutti i reparti (eccettuata la UBB, per la quale si attende lo sblocco delle commesse legate alle Aree Grigie), inferiore alla media prevista nell’accordo sottoscritto i primi di agosto.

Alcuni dati esemplificativi, per reparto:

PPS

CIGS media mensile prevista nell’accordo 3 gg

CIGS applicata a settembre 1,3 gg

CIGS prevista in ottobre 1 giorno

Telco & Media

CIGS media mensile prevista nell’accordo 5 gg

CIGS applicata a settembre 2,7 gg

CIGS prevista in ottobre 2,6 gg

ONP

CIGS media mensile prevista nell’accordo 6,5 gg

CIGS applicata a settembre 3 gg

CIGS prevista in ottobre 3 gg

UBB

CIGS media mensile prevista nell’accordo 4 gg

CIGS applicata a settembre 5,1 gg

CIGS prevista in ottobre 4,6 gg

I numeri parlano da soli: il lavoro in Italtel non manca, come sosteniamo da tempo.

La CIGS copre da settembre 2022 a marzo 2023 il costo dei 200 esuberi dichiarati dall’azienda, ma la CIGS reale, è applicata in misura nettamente inferiore alle previsioni aziendali. 

Se le percentuali di CIGS del periodo agosto-ottobre troveranno conferma nei mesi successivi, e se proseguirà l’esodo dei colleghi, andrà rivista la quantificazione degli esuberi dichiarata dal management (o dobbiamo credere che il ricorso “light” della CIGS sia dovuto a una scelta buonista da parte aziendale?).

Il secondo tema all’ordine del giorno era legato all’installazione e successiva attivazione di un impianto di videosorveglianza a circuito chiuso per garantire la sicurezza dei lavoratori, assicurare la tutela del patrimonio aziendale garantendo il controllo degli accessi negli uffici di Caldera e prevenendo eventuali comportamenti illeciti.

L’impianto registrerà le immagini negli orari di chiusura degli uffici (dalle ore 19.30 alle 7.00 nei giorni feriali e dalle 00:00 alle 24:00 nei festivi), le registrazioni saranno conservate, come previsto dalla legge, 48 ore nei giorni feriali e 72 ore nel fine settimana. La rilevazione avverrà in conformità alle norme vigenti e nel rispetto del principio di tutela della dignità e riservatezza dei lavoratori.

La RSU si è dichiarata favorevole ed è stato concordato che l’azienda informerà tutto il personale prima della messa in funzione dell’impianto. 

Infine, sul trasferimento a Rozzano di 54 lavoratori, l’Azienda ci ha comunicato che lo stesso avverrà nelle prossime settimane, essendo giunti a conclusioni i lavori di predisposizione degli uffici.

Sui trasferimenti il CCNL prevede la sola comunicazione da parte aziendale ai lavoratori.

Come Sindacato abbiamo avanzato alcune richieste sia di carattere economico, quali accordi con ristoratori locali per ridurre il costo del pranzo, seguendo l’esempio della convenzione con MyChef, e un’integrazione in busta paga, sia logistico (il numero di scrivanie presenti, la mancanza di rapporti umani con la restante parte dell’azienda).

L’Azienda ha risposto con 300€ di “una tantum” welfare, proposta che riteniamo insufficiente.

La discussione riprenderà nei prossimi giorni visto che tutti i punti sollevati sono ancora aperti, con la speranza di trovare un’intesa che riesca a soddisfare le esigenze d’entrambe le parti. 

RSU Italtel Milano

17 ottobre 2022

venerdì 11 marzo 2022

Raccolta a favore dell'Ucraina

La Cgil ha deciso di promuovere una sottoscrizione tra lavoratori, lavoratrici, pensionate/i, studentesse e studenti per l’aiuto alle vittime della guerra e per l’accoglienza dei profughi in Europa ed in Italia.

I fondi saranno destinati esclusivamente a queste finalità attraverso sindacati, entità o associazioni di assoluta garanzia che già operano nel

campo dell’aiuto umanitario.  

Questi sono gli estremi per chi volesse contribuire:  

Iban: IT18Y0103003201000007777787 Bic/Swift: PASCITMMROM Causale: "Emergenza Ucraina"  

lunedì 4 ottobre 2021

venerdì 12 giugno 2020

Il Fondo Pillarstone


È notizia di oggi (articolo apparso su Il Sole 24 Ore) della cessione del credito detenuto da Unicredit (nei confronti di Italtel) al Fondo Pillarstone (in particolare a una sezione del Fondo che si occupa di gestire e valorizzare crediti UTP, quali sono quelli di Italtel verso le banche).

Quando si parla di valorizzare tali crediti lo si fa in riferimento al Fondo stesso ovvero, dietro un intervento che in teoria dovrebbe salvaguardare la continuità aziendale e il rilancio di Italtel, potrebbero esservi delle ipotesi che non sono a tutela dei lavoratori (spezzatino dell’azienda, vendita di alcune sue parti ad altre realtà industriali e contemporanea dichiarazione di esuberi…).

Come Sindacato abbiamo chiesto un incontro urgente con i vertici Italtel.
L’incontro avverrà probabilmente martedì 16 o mercoledì 17 giugno.

Nello stesso tempo stiamo cercando di avere un confronto con le Istituzioni (finora abbiamo potuto dialogare con Regione Lombardia e Regione Lazio: vogliamo ottenere al più presto un incontro al MiSE, cosa che finora non si è realizzata nonostante le ripetute richieste portate avanti da tempo, sia in forma diretta sia tramite i contatti politici che abbiamo).

A valle dell’incontro con Italtel organizzeremo assemblee online con tutti i lavoratori e, in quella sede, decideremo quali iniziative mettere in campo.

Iniziative che dovranno essere rapide, efficaci e soprattutto partecipate.

Un atteggiamento di attesa, remissivo, del tirare a campare, non ha senso (non lo aveva nel passato, tanto meno lo ha ora).

È fondamentale che tutti si muovano, mettendoci la faccia, lasciando da parte ogni timore o tentazione di non esporsi per salvaguardare una posizione personale che è, nei fatti, in bilico per chiunque: nessuno escluso.

Per questo l’invito che sentiamo di farvi, da adesso, è di prepararsi, qualora le condizioni lo rendessero necessario, a lottare, con determinazione, con coraggio, con l’obiettivo di difendere il posto di lavoro, il proprio, quello di tutti, per garantire un futuro a Italtel.
  
Coordinamento RSU Italtel
12 giugno 2020

mercoledì 22 gennaio 2020

Il gioco dell'oca


Nel comunicato di venerdì scorso abbiamo sottolineato la grave difficoltà che Italtel sta vivendo, in particolare da un punto di vista finanziario, e i tentativi che come Sindacato stiamo portando avanti per darle un futuro.

Altrettanto preoccupante è il quotidiano che Italtel sperimenta da alcuni anni a questa parte.

Ci troviamo di fronte a una progressiva riduzione d’organico: molti colleghi hanno deciso di cercare un altrove lavorativo più sicuro e stimolante.

Un organico che continua a calare crea un pericoloso circolo vizioso: meno persone allocabili sulle attività riducono la possibilità per Italtel di aggiudicarsi nuove commesse, di acquisire nuovi clienti o, peggio ancora, di mantenere quelli che segue da anni.

Non solo il personale rischia di essere insufficiente, ma quello ancora in forza è mal distribuito.

Vi sono aree sovraccariche di lavoro e altre che, proprio a causa delle commesse perdute sono, almeno in parte, non occupate.
L’azienda dovrebbe favorire la mobilità interna (e non focalizzarsi sulla mobilità intesa come “devo mandare via altre persone”), spostare un lavoratore improduttivo (non per sua scelta, ma per mancanza oggettiva di “cose da fare”) dove vi è carenza di personale. A oggi osserviamo una scarsissima mobilità interna, anche nei casi di personale con competenze adeguate per svolgere le attività che registrano sofferenze.
Vi è poi la ferita aperta del Service Center: abbiamo più volte sollecitato HR a togliere dal reparto colleghi allocati da tempo senza che questo sia avvenuto.

In tutto ciò la “convivenza” con Exprivia ha giocato un ruolo negativo.
Abbiamo assistito a un primo tentativo di fusione nei fatti fallito.
Da parte di molti colleghi vi sono lamentele sui ritardi che si accumulano dovendo adottare una modalità di lavoro che non è quella di Italtel, con l’effetto di rallentare gli ingranaggi aziendali e di perdere altre commesse.
Al di là degli intoppi nel quotidiano, preoccupa l’evidente disomogeneità di due aziende che hanno natura del tutto diversa: Italtel ha da sempre ragionato nel medio/lungo periodo sviluppando progetti e prodotti che, per forza di cose, non garantiscono un ritorno immediato. Exprivia è una società di consulenza che vive grazie al body rental, spesso a basso costo, dove il turnover degli occupati è continuo.

Ci è stato detto che il matrimonio “s’aveva da fare” vista la complementarietà di Italtel ed Exprivia (mercato TLC e IT convergenti).
Nel 2018 è stato presentato al mercato un Piano Industriale sfidante dettato da questa complementarietà. Dopo poco più di un anno il Piano viene accantonato e ne viene redatto un altro (dal contenuto, al momento, sconosciuto). Segnaliamo che a oggi non sappiamo nulla delle "problematiche" che ci verranno presentate, e che dovremo affrontare, nelle prossime settimane.
A tal fine, invitiamo tutti i lavoratori a segnalarci "situazioni anomale" per poter fronteggiare al meglio i prossimi impegni.

L’AD ha sottolineato che i problemi di bilancio del 2019 sono in larga parte dovuti a una contrazione di investimenti nel settore delle telecomunicazioni.
Il Piano Industriale del 2018 puntava, almeno a parole, a spostare il focus aziendale su settori innovativi (IoT, Smart Cities, Industry 4.0…).
Ci saremmo aspettati un impiego di molti colleghi sulle nuove attività, una formazione volta a fornire le conoscenze tecniche e le competenze necessarie a portare avanti progetti innovativi. Tutto ciò è avvenuto in minima parte, con Italtel che si è mostrata troppo “timida” nel cambiar pelle e nello sganciarsi, per quanto possibile, dal suo storico core business.

A nostro parere Italtel deve cambiare mentalità, investendo con maggior determinazione sul nuovo, puntando sulle professionalità interne, motivando le persone che garantiscono la continuità aziendale e, se necessario, ricollocando i lavoratori dopo un’adeguata formazione.
La Società ha invece adottato un approccio opposto, intervenendo a gamba tesa, con il taglio dello stipendio a partire dal 1 gennaio 2019 (a questo proposito ricordiamo che sono tuttora in corso le cause legali intentate contro l’azienda) per poi “premiare” solo alcuni colleghi con un aumento assorbibile in busta paga che, guarda caso, copre la perdita dovuta al taglio unilaterale.   
Un’amministrazione del personale padronale, che ha l’effetto di alimentare malcontento, divisioni, paure, sfiducia fra le persone.

In definitiva, se non cambierà la gestione dell’azienda, se non vi sarà un impiego più razionale delle forze al suo interno presenti, se non si valorizzeranno i lavoratori, ma si punterà, come avviene da anni, ad abbassare il costo del lavoro, se non si investirà nei fatti in progetti/prodotti innovativi, una volta scavallato l’enorme problema finanziario che rischia, tuttora, di mettere in dubbio il futuro di Italtel, ci troveremo, da qui a pochi mesi, ad affrontare di nuovo gli stessi problemi (aggravati), ritornando al punto di partenza in un gioco dell’oca pericolosissimo che potrebbe risultare esiziale.

Coordinamento Nazionale RSU Gruppo Italtel, 22/1/2020

venerdì 9 agosto 2019

E ora?


Informiamo i colleghi che in questi giorni, con decorrenza 1 agosto (con la maggior parte delle persone in ferie), senza mettere al corrente il Sindacato e le RSU, Exprivia ha varato una nuova riorganizzazione in Italtel che, a quanto abbiamo avuto modo di vedere con la pubblicazione in Intranet, ha riportato indietro le lancette dell’orologio a dicembre 2018. Nelle prossime settimane immaginiamo che la riorganizzazione toccherà gli altri livelli dell’azienda.

Exprivia ha ritirato i suoi uomini da Italtel frenando l’accelerazione verso la fusione, a fronte dei risultati economici deludenti di Italtel nella semestrale di giugno. L’impressione è che, con la nuova riorganizzazione, Exprivia e le banche abbiano dato mandato al management di Italtel di risanare e mettere in ordine i conti prima di arrivare alla fusione.

Cosa dobbiamo aspettarci nei prossimi mesi?

- La preoccupazione fra i colleghi è alta, oggi ancor di più perché un'Italtel gravata da un debito importante e una semestrale negativa rischia di mettere in dubbio la fusione. Parliamo di Italtel perché Exprivia lo dice molto bene nelle sue comunicazioni: è la sola Italtel che perde fatturato.

- Avevamo già chiesto come Sindacato un incontro al MiSE, lo richiederemo con urgenza al rientro delle ferie: non possiamo aspettare ancora una volta che Exprivia presenti il conto. Fra taglio della busta paga, CdS, CIGS, riduzione del personale, i lavoratori stanno pagando e hanno pagato un prezzo importante in questi anni. Il MiSE d’altro canto aveva messo a disposizione di Italtel una serie di progetti finanziati per evitare nuovi tagli del personale.

È chiaro che non si possa continuare sulla strada del solo taglio dei costi.

Serve un NUOVO piano industriale per incrementare il fatturato, serve cambiare rotta!

Servono nuovi prodotti e attività con marginalità significative; le persone, le capacità e le professionalità ci sono ancora.

Con uno scenario di questo tipo è pensabile che Exprivia porti avanti la situazione da sola, senza coinvolgere il Sindacato e i lavoratori, con comportamenti unilaterali? La chiusura nei confronti del Sindacato non ha portato ad alcun risultato positivo. 

Gli azionisti lo devono sapere: il Sindacato non serve solo per firmare accordi di riduzione del personale e sugli ammortizzatori sociali!

Gli accordi più importanti sono stati quelli che hanno permesso a Italtel di divenire una grande azienda di TLC riconosciuta in tutto il mondo.

Coordinamento Nazionale RSU gruppo Italtel
9 agosto 2019

giovedì 27 giugno 2019

Sempre più preoccupati


Le preoccupazioni che avevamo espresso in tempi non sospetti, prima del closing di Exprivia per divenire azionista di maggioranza di Italtel, si stanno concretizzando: è sotto gli occhi di tutti il cambiamento di clima che si vive in Azienda. Nel silenzio più generale Italtel si sta “normalizzando”, integrandosi velocemente nel modello Exprivia.
Questo modello presuppone, dal punto di vista sindacale, il dilazionare i tempi di risposta alle richieste della RSU, non riconoscendo il valore della contrattazione e il confronto con il sindacato. Basti pensare che il primo accordo sindacale in Exprivia è stato siglato a novembre 2018 dopo un anno e mezzo di trattative (il primo accordo dopo 17 anni di vita dell’azienda!).

Un esempio utile per comprendere bene il pensiero di Exprivia, è quello dello Smart Working: Exprivia è contraria all’allargamento della platea dei lavoratori e trasferisce questa sua scelta in Italtel. Si tratta di un modo di ragionare da azienda arretrata, dove prevale l’idea di tenere sotto controllo visivo le persone, senza tener conto che Italtel non produce bulloni, non è una catena di montaggio, ma sviluppa prodotti e progetti. Lo Smart Working, però, viene pubblicizzato come uno dei capisaldi grazie ai quali Exprivia ha vinto il “premio per il miglior piano Wellfeel”, insieme a flessibilità, conciliazione vita-lavoro, welfare aziendale: cose -come detto- acquisite solo di recente, e che per Italtel si tendono invece a ridimensionare, “scendendo” appunto ai livelli di Exprivia (per non parlare dei livelli retributivi).

Ci dispiace scrivere queste considerazioni, ma è solo per far comprendere a chiunque come si ragiona e che idee di (non) Relazioni Industriali vi siano in Exprivia.

Anche dal punto di vista dell’azionariato, a nessun lavoratore, al Sindacato, è chiaro cosa stia facendo Exprivia (socio di maggioranza con il suo 81% di quota) per rilanciare Italtel.

Abbiamo seri dubbi che Exprivia voglia investire su Italtel.

Dalle piccole alle grandi questioni, si ha il sentore che le decisioni siano prese da una singola persona che esercita un controllo capillare su qualsiasi aspetto della vita lavorativa, partendo dalle strategie aziendali per scendere alle vicende quotidiane di piccolo cabotaggio. È impensabile che un’azienda di alto livello tecnologico e di medie/grandi dimensioni venga gestita in modo personalistico: vengono sviliti il ruolo, le capacità e le responsabilità delle aree e degli stessi dirigenti, vengono meno la ricchezza, le intuizioni e le visioni dei lavoratori, dei tecnici, dei progettisti. Questo comportamento fa del male a Italtel, incidendo in modo negativo sul normale funzionamento di un’azienda, a nostro parere messa in pericolo di fatto da una NON gestione.

Più in generale non si riesce a comprendere dove Exprivia voglia andare a parare per il futuro prossimo venturo.

Si ha ancora intenzione di investire nei prodotti proprietari (che da sempre garantiscono marginalità maggiore)? 

Come si intende far fronte alle dimissioni di colleghi, con professionalità elevata, che lasciano l’azienda? L’impressione è che, chi può, sceglie di andarsene perché non vede un futuro e non trova valorizzazione della propria professionalità.
Che ne sarà del reparto BUL una volta terminata la commessa per Open Fiber?

Che Italtel avremo, nei prossimi anni?

C’è un rischio reale, come paventato da alcuni, di scorporo di rami d’azienda e di ulteriori esuberi?

La paura è che se non si fanno investimenti, Italtel venga AFFOSSATA.

Per questo abbiamo ritenuto necessario chiedere un incontro al MISE, dove Exprivia venga a raccontare quali siano gli intendimenti per il futuro della Società. Vogliamo ricordare che Italtel percepisce finanziamenti sia Regionali sia dai Ministeri per progetti che vanno nella direzione dello sviluppo e della salvaguardia dell’occupazione.

La declamata Open Innovation (collaborare con start-up, centri di ricerca, università) ha un senso, ma il futuro per Italtel si deve basare innanzitutto sul saper riconoscere l’impegno e le competenze di chi in Italtel lavora.

Tutto questo si traduce, in altre parole, nel saper governare lo sviluppo, riconoscendo la contrattazione come valore, nel saper ascoltare e incentivare le persone che lavorano, nel far sì che chi passa in Italtel buona parte della propria giornata, lo faccia (al di là di una giusta retribuzione percepita e non decurtata con arroganza) orgogliosa di dare il proprio contributo, con un senso di appartenenza all’azienda, tratto distintivo dell’Italtel di un tempo.

Se passa la logica della paura e del signorsì, è l’azienda a soffrirne.

Un’ultima riflessione, non indirizzata a chi dirige Italtel, ma a tutti i lavoratori, a tutti noi: per provare a cambiare un contesto preoccupante serve muoversi, darsi da fare, reagire con convinzione, mostrando il coraggio di dire NO, non ci sto, non è questa l’Italtel nella quale ho vissuto e lavorato, non deve essere questa l’Italtel nella quale voglio continuare a poter dare il mio contributo.

Per i più giovani (poche righe che chiariscono l’attuale stato negativo)

Il forte indebitamento di Italtel non nasce per l’incapacità dei lavoratori, dei dirigenti, o per la scarsa vendibilità di prodotti e servizi, ma è dovuto in larga parte alla responsabilità dei passati azionisti, in particolare a quanto accaduto nei primi anni Duemila quando Telecom, azionista principale nel biennio 2002-2003, cede la maggioranza del pacchetto azionario a fondi di investimento USA.

I fondi, usando la formula del leverage buy-out (utilizzata in precedenza nella vendita della stessa Telecom), acquisiscono Italtel chiedendo alle banche soldi in prestito.

Le banche concedono il prestito, i fondi comprano, e il debito che hanno contratto per comprare Italtel viene trasferito, in modo vergognoso e disastroso per l’azienda, sul bilancio della società. Italtel si trova all’improvviso ad avere un debito enorme, difficilmente estinguibile, causato, come detto, da manovre finanziare lecite, ma immorali nella sostanza.

In altre parole il debito è colpa di una finanza NON sana: è bene saperlo quando ci troviamo a discutere dei debiti di Italtel.

Coordinamento Nazionale RSU gruppo Italtel
27 giugno 2019

lunedì 3 giugno 2019

Ricerca su Industria 4.0


Mercoledì 29 maggio all’Università Bicocca è stata presentata la ricerca effettuata nelle aziende di Milano e provincia su “industria 4.0”, un argomento di cui molto si parla in astratto ma la cui “traduzione” nel concreto funzionamento delle aziende e nelle condizioni delle lavoratrici e dei lavoratori è ancora poco indagata.
La ricerca, curata dalla Fondazione Claudio Sabattini in collaborazione con la Fiom di Milano è stata un lavoro sul campo durato più di un anno e mezzo.
Si è partiti da un percorso partecipativo che ha coinvolto fin dalla fine del 2017 i delegati sindacali della Fiom di Milano, con i quali si sono condivisi gli obiettivi della ricerca, facendoli prima di tutto avvicinare alla nuova idea di produzione industriale automatizzata e interconnessa attraverso seminari e incontri.
L'inchiesta si è poi trasformata in un vero e proprio viaggio all'interno dei luoghi di lavoro, per cogliere, intervistando lavoratori e delegati sindacali, il loro autonomo punto di vista rispetto ai cambiamenti in atto.
Non ci siamo limitati, quindi, a far riempire ai lavoratori dei questionari, ci siamo fatti raccontare dettagliatamente le loro giornate lavorative, la loro organizzazione, il loro stato d'animo in un mondo del lavoro che sta cambiando ad una velocità mai vista prima.
Sono stati coinvolti lavoratrici e lavoratori di aziende molto rilevanti nel panorama dell'industria milanese e non solo: ABB, Alstom Transport, Engie, Kone, Ibm, NTT Data, Italtel, Fluid-o-Tech, Mapal, StMicroelectronics, Siemens, Thales Alenia Space, Sirti.

Potete trovare il testo completo della ricerca, le slides di sintesi e il video proiettato mercoledì in Bicocca sul sito della Fiom di Milano, a questo indirizzo:



lunedì 24 dicembre 2018

Pacco di Natale


Con  un’email  inviata  nella  tarda  serata  di  venerdì 21 dicembre (ad azienda chiusa) a FIM-FIOM-UILM Nazionali e al  Coordinamento Nazionale RSU,  Italtel ha comunicato di procedere dal 1 gennaio 2019 alla disdetta unilaterale delle seguenti  voci  che  fanno  parte  della  Contrattazione  di II Livello:
  • Terzo elemento
  • Quota accantonata fissa
  • Premi fissi mensili
  • Reperibilità
  • Indennità di trasferta
  • Trattamento per le centrali di Roma
  • Abbonamenti ferroviari per il personale di Carini
  • Verbali di accordo 2015/16/17


La motivazione della disdetta risiede, secondo Italtel, nella necessità di rispettare il Piano Industriale 2017/23, in particolare la parte del Piano che indica i livelli di sostenibilità nel rapporto costi industriali - margini, presupposto per l’approvazione dell’Omologa da parte del Tribunale di Milano (avvenuta nel luglio 2017).

L’Azienda ritiene inderogabile un risparmio di 3,4 ML€ sul costo del lavoro.
Dei 3,4 ML€, 1,1 sarebbero imputabili ai 25 lavoratori ritenuti eccedenti nel 2019, colleghi per i quali Italtel dichiara di non voler procedere ad azioni traumatiche l’anno prossimo, sostenendone il costo (in attesa che avvenga una loro ricollocazione).

La decisione dell’Azienda è INACCETTABILE!!!

Disdire gli accordi sindacali vuol dire cercare lo scontro frontale con il Sindacato e i lavoratori, ora con il taglio dei costi, poi, a fusione avvenuta, con il taglio dei lavoratori?

Oltre il danno la beffa

Nello stesso giorno nel quale viene pubblicato in Intranet il messaggio di auguri del Presidente e dell’Amministratore Delegato, messaggio che sottolinea e riconosce l’impegno che i lavoratori hanno profuso nel 2018, li si ripaga con un intervento a gamba tesa che va a colpire PESANTEMENTE la loro busta paga.

Nel video, la Dirigenza Italtel pone l’accento sulla necessità che vi siano, da parte di tutti, impegno, dedizione, professionalità, senso di responsabilità, competenza, creatività, orgoglio per il lavoro che si svolge.
Sono, questi, elementi che le persone hanno sempre messo in campo, nonostante gli anni di sacrifici e di sofferenze (cassa integrazione, contratti di solidarietà, congelamento degli istituti di II livello, riduzione degli organici di migliaia di persone) che hanno contrassegnato la vita lavorativa dell’ultimo decennio.
Se Italtel è ancora viva, lo si deve in primo luogo a chi si è speso mosso proprio dal senso di responsabilità, dal “piacere” di svolgere al meglio il lavoro, prescindendo dalla cattiva moneta con la quale è stato più volte ripagato. 

La responsabilità, la professionalità, l’impegno a realizzare un sogno… si possono chiedere solo mostrando di tenere realmente ai colleghi che sono l’Italtel.
Altrimenti l’effetto che si ottiene è di esasperare le persone, colpendole sul piano economico e, aspetto altrettanto grave, prendendole in giro.

Ci chiediamo se nelle valutazioni finanziarie che l’Azienda fa, e che l’hanno portata alla scelta di disdire gli accordi di II livello, vi sia una considerazione dell’impatto negativo che una decisione come questa avrà nella normale vita quotidiana, nell’impegno lavorativo dei dipendenti.

Se si vuole trasformare il sogno in un incubo, venendo meno agli obiettivi sfidanti del Piano Industriale, non vi è nulla di “meglio” che demotivare i lavoratori.

Il Piano Industriale è definito di lungo termine (copre 7 anni): a essere di corto, cortissimo respiro è la scelta aziendale di “ringraziare” i dipendenti con un “pacco natalizio” comunicato la sera dell’ultimo giorno di lavoro.

Su un piano meramente finanziario rimarchiamo alcuni punti che nella lettera aziendale non tornano.

Su tutti, il riferimento al costo di 1,1 ML€ dato dalle 25 persone in esubero.

Ricordiamo che la proroga di 3 mesi di CdS, da ottobre a dicembre 2018, porta a un risparmio economico finalizzato proprio a coprire, per tutto il 2019, la presenza dei colleghi ritenuti eccedenti.

Sorprendono poi alcune disdette, tipo quella sugli abbonamenti ferroviari per i lavoratori di Carini, risibili nella quantità (alcune migliaia di euro), ma indicative dell’applicazione dei “due pesi, due misure” tenuto conto che in questo periodo Italtel ha provveduto all’acquisto di una decina di iPhone ultimo modello per i vertici aziendali, il cui costo è paragonabile al risparmio ottenuto con la disdetta.

Chi compie queste scelte dovrebbe solo VERGOGNARSI!!!

Come Sindacato risponderemo alle disdette degli accordi sia sul piano legale (abbiamo già attivato il nostro ufficio legale) che, con la riapertura dell’azienda il 2 gennaio, mettendo in campo tutte le iniziative di lotta con i lavoratori.

Informeremo la Stampa, la Politica, le Istituzioni, per bloccare la decisione, a nostro avviso del tutto irresponsabile, presa dal gruppo Exprivia-Italtel.

È fin troppo semplice, e privo di creatività (che un management degno di tale nome dovrebbe avere) far ricadere i costi dell’acquisizione sui lavoratori, impoverendoli e di fatto mancando loro di rispetto.

Non possono essere sempre gli stessi a pagare!
AI TAGLI DATECI UN TAGLIO!


Segreterie Nazionali di FIM-FIOM-UILM
Coordinamento Nazionale RSU gruppo Italtel
24 dicembre 2018


mercoledì 12 settembre 2018

Sostegno alla RSU


Le RSU Italtel di Castelletto vogliono esprimere la grande preoccupazione per la chiusura di questa fase di gestione dei CdS e l’apertura di una nuova fase che partirà dal 2019.
Negli ultimi 9 anni circa le RSU insieme alle O.O.S.S. nazionali e territoriali hanno contrattato e gestito una lunga fase di crisi che ha colpito il mondo occidentale, l’Europa, l’Italia, le aziende italiane e anche Italtel.
Diversamente da altre grandi aziende, dove la crisi si è scaricata pesantemente sui lavoratori con conseguenti ricorsi alla CIG, alla mobilità obbligatoria o peggio alla chiusura e ai licenziamenti, in Italtel il sindacato è riuscito, con fatica, con discussioni anche aspre con l’azienda e con i lavoratori, a salvare i posti di lavoro principalmente tramite i CdS e a consentire un esodo volontario ed incentivato per chi poteva agganciarsi alla pensione. Senza queste operazioni molti lavoratori di Italtel non sarebbero qui, oggi, al lavoro ma sarebbero fuori da questa azienda.
Questi risultati sono stati ottenuti grazie alla grande forza ed eredità sindacale che storicamente il sindacato ha avuto in Italtel, grazie ai vecchi accordi e grazie ad una prassi e a delle relazioni industriali costruttive.
Questa grande forza è stata data dai lavoratori, sia storicamente che durante la prima fase della crisi in cui compattamente avevamo partecipato a scioperi, cortei, manifestazioni, presidi ed iniziative anche davanti alle istituzioni.
Questo sostegno dei lavoratori è però via via scemato negli anni, un po’ a causa delle molte uscite che hanno ridotto il numero dei dipendenti, un po’ per disaffezione o distrazione dei lavoratori rimasti. Ne è prova la scarsa partecipazione alle iniziative degli ultimi due anni, cioè alle assemblee, agli scioperi, ai presidi, alle altre forme di lotta.
Un’altra prova di questo calo di sostegno sono le mancate iscrizioni al sindacato: su circa 700 lavoratori a Castelletto gli iscritti sono ormai solo una settantina, il 10%, una percentuale ridicola. A poco sono serviti i vari appelli all’iscrizione fatti negli ultimi due anni.
Le RSU sono quindi preoccupate nella gestione di quest’ultima fase perché hanno sempre meno forza da contrapporre all’azienda: quello che si otterrà sarà solo grazie alla forza della storia sindacale e dalle capacità di contrattazione che avremo.
Il prossimo anno scadrà il mandato delle RSU di Castelletto, le più importanti di Italtel, e si dovranno eleggere la nuova RSU e i nuovi delegati. Ma quello che vi chiediamo è: vi interessa avere ancora in Italtel una RSU e un sindacato che contratti, che tuteli i lavoratori? O volete fare ognuno per conto proprio lasciando fare all’azienda quello che vuole senza contrapposizione? Ognuno rifletta sapendo che nulla è scontato e non basta l’esistenza di quei 3 o 4 delegati rimasti a cui manca un vero sostegno. una RSU che non ha il sostegno dei lavoratori non ha forza, non ha possibilità di confrontarsi con l’azienda; il rischio è di non avere più una RSU. Serve un segnale tangibile da parte dei lavoratori che significa nuovi candidati, nuove iscrizioni, nuovo interesse, insomma un sostegno vero che ora le RSU sentono mancare.
A maggior ragione, ora che Exprivia è sempre più padrona di Italtel c’è bisogno di una forza dei lavoratori più ampia e determinata. In Exprivia i lavoratori cominciano a capirlo e stanno iniziando ad iscriversi al sindacato e a rivendicare condizioni migliorative.
In Italtel ancora non succede. Cosa impedisce l’iscrizione? Il costo della tessera secondo alcuni? Che però non tengono presente alcune cose: che gli operai, che guadagnavano senz’altro meno di noi, la tessera la facevano. Che da agosto lo stipendio è pieno e precedentemente il peso dei CdS era sceso. Insomma non c’è, se non per alcune persone, un vero motivo economico.
Nei prossimi giorni le RSU riprenderanno la trattativa con Italtel per ottenere, fra le altre cose, il ripristino di almeno una parte significativa degli istituti di secondo livello congelati da gennaio 2015; pensate che senza sindacato o con una RSU senza forza sia possibile?

giovedì 26 luglio 2018

Area BUL


Mercoledì 25/7 i colleghi “dell’Area BUL” hanno ricevuto dal loro responsabile diretto un’email nella quale venivano esortati a:
  • essere presenti in azienda dalle 8:30
  • dimostrarsi disponibili a un impegno lavorativo “non convenzionale” tenuto conto dell’importanza che il progetto BUL ha per Italtel
il tutto accompagnato da osservazioni quali: “Il messaggio non è rivolto chiaramente a quelli di voi che già applicano questa modalità di lavoro e che ho ben presente” o, ancora: “Monitorerò con attenzione il rispetto di questi termini, ma sono sicuro che tutti abbiate compreso…” che hanno giustamente suscitato in diversi lavoratori un sentimento di preoccupazione per il tono minaccioso usato.
Allegata alla email c’era anche una foto che il responsabile aveva scattato alle 9:00 della mattina a testimonianza della scarsa presenza dei colleghi alle scrivanie.
Purtroppo anche nel recente passato ci erano giunte segnalazioni sulla criticità relazionale del responsabile in questione: l’episodio di ieri è l’ultimo di una serie che ha, rispetto a quanto accaduto nelle settimane scorse, una “intensità negativa” maggiore.
Abbiamo sentito in giornata il Responsabile di HR per segnalare quanto avvenuto.
HR ha precisato che il progetto BUL è un progetto “complicato” e vive da mesi una situazione di forte pressione (a partire dalle relazioni fra Italtel e il committente Open Fiber, scendendo, gerarchicamente, dai dirigenti di primo livello, ai livelli intermedi, arrivando ai dipendenti), che la sua riuscita ha un’influenza diretta sulla tenuta di Italtel nel suo complesso e che l’email, vista in quest’ottica, ha una sua “giustificazione”.
HR ha però convenuto che una comunicazione scritta, fatta in questo modo, non produce il risultato sperato (che dovrebbe essere quello di motivare e incentivare i lavoratori ad un ulteriore sforzo collettivo per il raggiungimento degli obiettivi aziendali)
A questo proposito HR ha già parlato con il dirigente che è a capo dell’intero progetto BUL e si riserva la possibilità anche di un colloquio diretto con il responsabile che ha inviato l’email.
Italtel inoltre sta valutando la possibilità di assumere nuovo personale da dedicare all’Ultra Broad Band riconvertendo, se possibile, anche personale interno.
Come RSU, nei prossimi giorni, contatteremo direttamente i colleghi dell’area BUL, per una breve assemblea nella quale poter parlare direttamente di quanto avvenuto, raccogliendo le osservazioni, commenti, suggerimenti che possono venire solo dalle persone direttamente coinvolte nell’attività.
Abbiamo ricordato come RSU all’Azienda, che il comportamento dei lavoratori non si pone fuori dagli accordi sull’orario di lavoro e sulla flessibilità oraria, anzi, le persone sono già molto impegnate e le RSU sono favorevoli ad un potenziamento dell’area utilizzando possibilmente lavoratori del Service Center. Gli approcci usati da questo responsabile NON sono accettabili, pensiamo che sia necessario il dialogo, motivando correttamente tutti. I messaggi di questo tipo e tantomeno le foto possono ottenere solo l’effetto contrario della sensibilizzazione.


RSU Italtel Castelletto
26 luglio 2018


venerdì 20 luglio 2018

Flexy mensile, Banca Ora, Permessi I7


Venerdì 6 luglio abbiamo chiesto ad HR spiegazioni in merito ad alcuni dubbi, posti da diversi colleghi, sorti una volta terminati i Contratti di Solidarietà il 30 giugno scorso.
In particolare ci sono giunte domande sulla flessibilità mensile, la Banca Ore, la chiusura delle presenze mensili in Sapphire per i lavoratori in trasferta, sul ripristino o meno del permesso per i colleghi I7, sull’avvenuta decurtazione delle ferie maturate in Contratto di Solidarietà.
Per quest’ultimo punto rimandiamo alla comunicazione aziendale pubblicata in data odierna in Intranet.
Per quelli precedenti riportiamo di seguito le risposte fornite ieri da HR.

* * * *

Nel ricordare che l’orario flessibile mensile è rimasto regolarmente in vigore anche durate il Contratto di Solidarietà, con le sole 2 modifiche relative alle fasce di flessibilità (da 2 a 3 ore) e alla impossibilità di retribuire/accantonare in Banca Ore le ore di flessibilità positiva, vi informiamo che:

1. alla fine di ogni mese sarà possibile richiedere l’accantonamento nella Banca delle Ore, previa autorizzazione del responsabile, delle ore di flessibilità positiva eccedenti le prime sei. Ovviamente la relativa funzionalità in Sapphire sarà disponibile a partire dall’ultimo giorno del mese;

2. le ore di lavoro che risultano essere prestate in misura inferiore rispetto alle ore teoriche del mese sono automaticamente dedotte dalla Banca delle Ore o, in assenza di disponibilità nel contatore della Banca delle Ore, sono automaticamente coperte con ferie o PAR;

3. la chiusura a sistema delle presenze mensili non può essere tecnicamente differenziata in base al tipo di attività svolta dai dipendenti: anche coloro che prestano la loro attività in trasferta stabile hanno la possibilità di collegarsi ai sistemi aziendali per aggiornare almeno settimanalmente il proprio cartellino. A fronte di casi eccezionali di reale documentata impossibilità per lunghi periodi di connettersi a Sapphire, i dipendenti possono inviare via mail all’Amministrazione del Personale le informazioni necessarie alla compilazione del cartellino, purché in tempo utile (cioè prima della scadenza mensile);

4. la prassi aziendale dei permessi per i dipendenti di 7° livello, non più utilizzati dal 1 maggio 2014, non è più in linea con le attuali esigenze tecnico–organizzative aziendali e pertanto, anche in relazione all’applicazione dell’orario flessibile mensile, nei fatti superata e non più applicata.

Coordinamento Nazionale RSU gruppo Italtel
20 luglio 2018