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giovedì 14 ottobre 2021

Segnali preoccupanti

I SEGNALI DELLE ULTIME SETTIMANE SONO PREOCCUPANTI.

Stiamo assistendo a:

  • un aumento della CIGS
  • uno spostamento di diversi colleghi nel Service Center, partendo da coloro che lavoravano nella disciolta Market Unit International (da quello che intuiamo il Service Center si “ingrosserà” nei giorni a venire)
  • un taglio di commesse, attività e contratti
  • dimissioni di colleghi che nell’incertezza preferiscono guardare altrove 

In poche parole Italtel, nell’attesa della NewCO, si sta impoverendo, a un punto tale che diventa difficile ipotizzarne un futuro solido.

PSC PER ORA NON CI CONVINCE.

È realmente interessata all’intero perimetro aziendale o dietro l’angolo potremmo subire uno spezzatino della Società?

NON POSSIAMO ASSISTERE INERMI E ABULICI A QUANTO ACCADE.

Dobbiamo reagire allo stato di fatto da subito. Se non è chiaro lo evidenziamo per bene:

O CI SI MUOVE DECISI O SI AFFONDA.

SVEGLIA!

NON ESISTONO MOTIVAZIONI PER NON MUOVERSI.

È ora di finirla con rassegnazione, paura, fatalismo, interessi personali, da piccolo bottegaio egoista. Quante persone si ritenevano indispensabili e hanno scoperto, sulla propria pelle, che Italtel non li considerava tali?

PER PRIMA COSA: METTETE IN PRATICA LE FORME DI LOTTA IN ATTO.

Dobbiamo ottenere:

  • un impegno dei nuovi soci ad acquisire l’intera Italtel
  • un impegno dei nuovi soci a garantire il supporto finanziario per sbloccare gli acquisti verso i fornitori
  • una prosecuzione delle attività (in particolare nella R&D)
  • un supporto del Governo, tramite Cassa Depositi e Prestiti, per far nascere una NewCO con concrete prospettive di stabilità e crescita futura 

Nei giorni a venire, in base all’evolversi delle cose (all’esito dell’incontro che avremo con Italtel il 27 ottobre in Assolombarda) si deciderà insieme come rispondere a decisioni altrui che potrebbero farci molto male.

Coordinamento RSU Italtel

14 ottobre 2021 

martedì 29 giugno 2021

Presidio MiSE e successiva webcall col ministero

Nelle ultime settimane il percorso di salvataggio Italtel ha evidenziato dei segnali a nostro avviso preoccupanti, al punto da non essere più certi che quanto delineato con l’ingresso (futuro) di PSC, si potesse realizzare.

Ricordiamo che a oggi Italtel vede come azionisti Exprivia e Cisco, che l’affitto dell’azienda da parte di PSC non si è realizzato, che le garanzie bancarie necessarie a sbloccare i rapporti con Cisco (come fornitore) non sono ancora state ratificate (creando problemi all’operatività Italtel ed effetti negativi sui margini) e, aspetto fondamentale, senza che vi sia stata l’ufficialità di un intervento dello Stato (tramite Cassa Depositi e Prestiti) a sostegno della nascita di un Polo Nazionale dell’Impiantistica, guidato da PSC, con Italtel come uno degli elementi cardine del progetto.

Ciliegina sulla torta, nel primo incontro avuto con l’Azienda presso il Ministero del Lavoro, Italtel ha comunicato la necessità di ricorrere alla CIGS, nei prossimi 12 mesi, CIGS che coinvolgerebbe circa 800 lavoratori, con velocità variabili, in alcuni casi pesanti (ad esempio per 30 lavoratori l’Azienda propone 130 gg di CIGS in un anno, per altri 200 lavoratori 78 gg di CIGS…).

Come Sindacato in questi giorni ci siamo mossi su più versanti, in particolare con il Presidio sotto il MiSE di giovedì 24 giugno, che ci ha consentito da un lato di essere ricevuti dal viceministro Todde (alla quale abbiamo riportato i dubbi e le preoccupazioni espresse in queste comunicato) e di interloquire con alcuni parlamentari del PD, di LeU, del M5S che da mesi seguono la nostra vicenda.

Venerdì 25 giugno vi è poi stata una call, sempre con il MiSE, presenti i vertici Italtel, il Sindacato, i rappresentanti delle Regioni Lombardia, Lazio, Sicilia, il Responsabile della Segreteria Tecnica del viceministro Todde, il professor D’Addona, nella quale si è discusso del futuro di Italtel, si è fatto il punto della situazione nel percorso che dovrebbe evitare il fallimento, si è chiesto conferma della fattibilità di un intervento del Governo a supporto dell’operazione di messa in salvo, si è infine interloquito con i vertici aziendali rispetto alla scelta della CIGS.

Per riportarvi in modo dettagliato quanto è emerso, per poter rispondere alle domande che verranno da parte vostra, riteniamo fondamentale organizzare delle Web Call dove illustreremo quanto è emerso, le rassicurazioni avute e le problematiche ancora in essere. 

Successivamente alle Web Call avremo un secondo incontro con l’Azienda al Ministero del Lavoro, giovedi 1 luglio, sull’uso della CIGS o, come auspichiamo, sulla possibilità di ricorrere ad altri ammortizzatori.

È infine prevista, con data da definire, una Web Call con il MiSE, nella speranza che in quella sede siano smarcati i punti necessari al salvataggio dell’Azienda (e del posto di lavoro di chi ne fa parte).

 

Fim – Fiom – Uilm Nazionali

Coordinamento RSU Italtel

25 giugno 2021 

venerdì 19 marzo 2021

Incontro con HR del 18 marzo 2021

 

Giovedì 18 marzo si è svolto un incontro fra l'Azienda e il Coordinamento Nazionale RSU su: Service Center, percorso salvataggio e rilancio di Italtel, CIGO Covid, vaccinazioni in azienda.

Sul Service Center abbiamo ribadito in prima istanza la necessità della chiusura del reparto, essendo mutate le condizioni presenti all’epoca della sua nascita e vista l’esiguità del numero delle persone che ne fanno parte (alcune delle quali appartenenti fra l’altro a categorie protette).

Italtel non ha recepito la richiesta, ma si è detta disponibile da un lato a porre a capo del Service Center una figura (quadro o dirigente) che si muova per trovare ricollocazione alle persone, non solo attendendo eventuali richieste di forza lavoro provenienti da altre aree, ma proponendo in modo “attivo”, ai responsabili degli altri reparti, il personale del Service Center che si ritiene ricollocabile.

L’Azienda intende valutare la possibilità di usufruire del Fondo Nuove Competenze per la formazione dei colleghi del Service Center (il tutto però una volta definita con precisione l’area della loro ricollocazione e le necessità formative collegate).

Si tornerà a discutere del tema Service Center fra una quindicina di giorni.

Sul percorso salvataggio e rilancio di Italtel, l’AD ha confermato le notizie di stampa, il via libera del Tribunale di Milano alla richiesta di Concordato in continuità aziendale con assuntore. L’ok del Tribunale è un passo importante, ma non l’ultimo, per portare in salvo l’Azienda.

Il 29 settembre vi sarà l’adunanza con i creditori che dovranno dare un parere (si spera) positivo alla proposta di concordato che Italtel avanzerà loro, passo propedeutico alla sottoscrizione dell’Omologa (fine anno, primi 2022).

A valle dell’Omologa si costituirebbe una NewCO con PSC socio di maggioranza (77%) e TIM socio di minoranza (23%).

Non è ancora chiaro se PSC intenda procedere con l’affitto di Italtel.

Nella situazione attuale (affitto non presente) Italtel può comunque, a differenza del periodo di Prenotativa, partecipare a commesse pubbliche, per quanto la partecipazione risenta del momento delicato che stiamo vivendo. 

Non risultano esservi problemi di liquidità perché Italtel già dall’anno scorso ha proceduto con una gestione molto accorta a livello di flussi di cassa.

Fra le parti si è concordato di rivedersi a breve per discutere, rispetto al futuro prossimo venturo, il nuovo Piano Industriale che definisce gli obiettivi dell’Italtel per gli anni a venire.

L’Azienda ci ha poi anticipato la volontà di usufruire dell’ultimo periodo di CIGO COVID (nei mesi di aprile, maggio, giugno 2021). Anche in questo caso seguirà un incontro fra le parti per discutere le modalità di applicazione, a valle dell'ufficializzazione del Decreto Legge Sostegno.

Abbiamo quindi chiesto se Italtel avesse o meno intenzione di aderire al piano di vaccinazione in azienda, così come “sollecitato” da Confindustria.

La scelta se aderirvi o meno è sotto valutazione, nel senso che da un lato Italtel è a favore (perlomeno a fornire il locale infermeria e il servizio di prenotazione vaccinazioni), ma dovendo, prima di poter dare un assenso definitivo, valutare bene quali siano i profili di responsabilità che potrebbero ricadere sull’Azienda stessa.

Da notare che quanto sopra detto interesserebbe in prima istanza la sola sede di Castelletto, essendo l’unico sito dove è presente una struttura di infermeria ritenuta adeguata allo scopo, e tenendo conto che al momento l’iniziativa è stata proposta da Regione Lombardia e Assolombarda.

Come Sindacato, pur condividendo le perplessità dell'Azienda, abbiamo fatto presente che riteniamo che la vaccinazione sia un diritto di tutti, e che quindi ogni iniziativa in tal senso andrebbe legata a provvedimenti governativi, non a iniziative territoriali. 

 

Coordinamento Nazionale RSU gruppo Italtel

19 marzo 2021 

giovedì 21 gennaio 2021

Webcall con il MiSE

Giovedì 21 gennaio si è tenuta una videocall fra il Coordinamento Nazionale  RSU, le Strutture Sindacali Territoriali e Nazionali, i rappresentanti del Mise, del Ministero del Lavoro, delle Regioni Lombardia, Lazio, Sicilia, i vertici Italtel (Presidente e AD), i due attuali azionisti Exprivia e Cisco. 

Il Presidente Italtel ha illustrato le ultime novità sul percorso che dovrebbe portare alla messa in sicurezza dell’azienda. 

La proposta avanzata dal Gruppo PSC, e scelta il 31 dicembre scorso dal CDA Italtel, dovrà essere asseverata da un esperto e presentata al Tribunale di Milano entro il 5 febbraio. Solo a valle dell’accettazione del Tribunale si potrà fare domanda di Concordato. A detta del Presidente Italtel l’offerta PSC è importante perché contempla un dialogo con Exprivia e Cisco e prevede un prossimo coinvolgimento di TIM (che rientrerebbe come azionista di Italtel). 

È intervenuto quindi l’A.D. Italtel che ha sottolineato l’importanza del progetto di PSC di dare vita a un grande gruppo dell’ingegneria, dell’impiantistica e dello sviluppo nel settore TLC (in linea con quanto prevede il Next Generation Europe). Un gruppo leader nei settori del 5G, dell’Ultra Broad Band, dei Data Center e delle Smart Grid. Di particolare importanza la presenza di TIM come azionista, visto il suo impegno nel portare avanti le tematiche sopra citate (5G, UBB…) e la considerazione sul ruolo che avrebbe Italtel, visto come partner industriale. 

Da parte nostra, come Sindacato, preso atto del percorso che dovrebbe concludersi con il Concordato, si è sottolineato che le organizzazioni sindacali e i lavoratori Italtel, non possano assistere passivamente a decisioni prese su altri tavoli. In particolare è fondamentale che il Piano Industriale veda il coinvolgimento del Sindacato e di chi in Italtel lavora. Non è accettabile che l’azienda (e i suoi azionisti) mettano a punto un Piano e che ai lavoratori spetti solo, a valle dell’approvazione, subirne eventuali effetti negativi (esuberi) se il Piano Industriale dovesse contemplarne. 

Italtel ha una storia che si basa sulla concertazione fra le parti, una storia che per quanto problematica si sia mostrata negli ultimi anni, ha permesso all’azienda di sopravvivere. Mai come ora, con la prospettiva di un possibile rilancio, è fondamentale un confronto. 

Sempre come Sindacato abbiamo stigmatizzato il ricorso alla CIGO COVID, che proprio in queste ore sta partendo, quando, non più di tre giorni fa, l’azienda si era detta disponibile a confronti con le RSU per valutare l’impatto della CIGO sui dipendenti. L’utilizzo CIGO come “strumento tattico” per migliorare la marginalità ha come effetto negativo il far emergere problemi nel rapporto con alcuni clienti (che potrebbero rivedere la loro posizione nei confronti d’Italtel). 

Altro aspetto che abbiamo rimarcato è la necessità di ridefinire il rapporto Italtel con Cisco, nel merito del costo delle forniture dell’azienda (nostro azionista di minoranza): solo un abbassamento del costo consentirebbe a Italtel di avere maggiore marginalità sulle commesse acquisite. Fra l’altro riteniamo preoccupante che a causa di problemi nei pagamenti Italtel, su forniture Cisco, l’Azienda sia costretta a ricorrere a terze parti per recuperare materiale (con conseguente aumento dei costi).

Sia il Presidente sia l’A.D. Italtel, nella replica alle osservazioni sindacali, si sono detti disponibili a proseguire il dialogo sulla CIGO e sul Piano Industriale.

Per la Cassa facendo ricorso a un numero di giorni il più possibile limitato in linea con i carichi di lavoro dei reparti; per il Piano accettando l’idea di un confronto col Sindacato ma, tenendo conto dei tempi stretti per ottenere l’approvazione del Tribunale di Milano, solo a valle del 5 febbraio p.v.

L’A.D. ha poi ribadito che la proposta del Gruppo PSC è per l’intero perimetro aziendale (in Italia e all’estero), a garanzia della salvaguardia occupazionale. 

Le regioni presenti hanno sottolineato che proseguiranno nella loro attività di “monitoraggio” d’Italtel, avendo a cuore la salvezza della Società e la tutela di tutti i posti di lavoro. 

Il MiSE, auspicando nell’immediato un primo confronto locale fra Azienda e Sindacato, si è detto disponibile a essere sede per gli incontri che nel mese prossimo, e nelle settimane successive, avverranno fra le parti, proprio in merito all’analisi e a una eventuale rimodulazione del Piano Industriale.

 

FIM – FIOM – UILM Nazionali

Coordinamento Nazionale RSU gruppo Italtel

21 gennaio 2021


mercoledì 16 settembre 2020

L'offerta di PSC Group

Martedì 15 settembre  si  è  svolta  la  videocall  fra  il Coordinamento Nazionale RSU,  le  Strutture Sindacali Territoriali  e  Nazionali,   l’AD  e  il   Responsabile  HR Italtel. 

Nella call l’AD ha illustrato per sommi capi l’offerta di PSC Group per l’acquisizione di Italtel. 

Una proposta, scelta dal CDA Italtel lunedì 14 settembre, che ha superato quelle avanzate da Digital Value e Accenture.

L’offerta PSC Group si è rivelata la migliore in quanto unica vincolante e perché rispondeva in pieno ai “paletti” posti dal CDA Italtel: acquisizione dell’intero perimetro aziendale, sostenibilità finanziaria per realizzare l’operazione, salvaguardia dell’occupazione. 

A questo punto è quasi certa l’uscita di Exprivia mentre nei prossimi giorni Cisco dovrebbe esplicitare la propria posizione (rimarrà o se ne andrà?). 

PSC Group è una Società della Basilicata che ha circa 70 anni di storia.

Attualmente occupa 3000 persone con poco più di 300ML di fatturato.

È suddivisa in 5 BU (Elettromeccanica, Ferroviaria, Navale, Sistemi Antincendio, TLC).

Italtel non dovrebbe essere inglobata con la capogruppo (a differenza del percorso ipotizzato a suo tempo con Exprivia) ma rimanere indipendente e far parte della BU TLC.

Potrebbe ipotizzarsi un “matrimonio” con Alpitel, azienda di TLC acquisita da PSC Group nel 2019 (c’è da rimarcare che Alpitel ha dichiarato di recente 100 esuberi su 600 addetti, esuberi riassorbiti grazie a un accordo al MiSE che prevede il ricorso ai CdS al posto del licenziamento). 

L’AD ha sottolineato come PSC Group apprezzi il fatto che Italtel abbia una propria R&D e sviluppi prodotti proprietari (che possono generare margini di guadagno superiori alla mera rivendita o installazione di prodotti terzi).

Sull’occupazione vi sono state, come detto, rassicurazioni. 

L’AD ha accennato alla possibilità di fare ricorso nel 2021 ai CDS (avendo Italtel di nuovo a disposizione, nei 5 anni a venire, gli ammortizzatori sociali tradizionali). Riteniamo che questo sia un argomento prematuro da affrontare non essendo stato definito il nuovo Piano Industriale. 

Come rappresentanti dei lavoratori apprezziamo lo sforzo del Cda per risolvere la situazione attraverso la scelta di una società interessata al perimetro intero, consapevoli che il percorso sarà lungo e che solo la definizione del programma illustrato ieri, attraverso un successivo piano industriale, potrà davvero tranquillizzarci e soddisfarci. 

Ricordiamo infatti che compito del nuovo acquirente e di Italtel è la presentazione in tempi brevi del nuovo Piano Industriale, la definizione di un accordo con i creditori (Banche, Fondi, Fornitori), in modo che i due pilastri del progetto siano valutati da un esperto indipendente.

Se la valutazione sarà positiva, verrà depositata domanda di Omologa al Tribunale di Milano in base all’art. 182Bis (e contestuale termine del periodo di Prenotativa).

Il tutto entro il 7 novembre.

Da quella data passeranno altri 60 / 90 gg per l’approvazione dell’Omologa con una conclusione del percorso compresa fra dicembre 2020 e gennaio 2021. 

Riteniamo ancora valido e decisivo un interessamento dello Stato, innanzitutto con un incontro al MiSE che sancisca la buona riuscita dell’operazione e successivamente per un intervento pubblico che garantisca maggior forza a quanto portato avanti ora da PSC Group e Italtel (per ottenere stabilità e rilancio nel medio/lungo periodo).

 Vedremo, nelle settimane a venire, l’evolversi degli eventi. 

L’auspicio è per una risoluzione definitiva della crisi Italtel. 

Negli ultimi dieci anni come Sindacato ci siamo spesi per la difesa del posto di lavoro, per il salvataggio dell’azienda, per rivendicare miglioramenti salariali e crescite professionali. 

Chiediamo ora un ritorno alla normalità in modo che i colleghi si possano focalizzare sulla quotidiana gestione delle attività, delle commesse, dei progetti, dei prodotti e dei servizi professionali da fornire ai clienti. 

Un ritorno alla normalità: è chiedere troppo? 

 

Coordinamento Nazionale RSU Italtel

16 settembre 2020