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lunedì 27 giugno 2022

Incontro al MiSE del 23 giugno 2022

Giovedì 23 giugno si è tenuta una call con il Mise, presenti i sindacati a livello Nazionale, Territoriale e come Coordinamento RSU, il responsabile HR Italtel, i rappresentanti delle regioni Lombardia, Lazio e Sicilia.

L’incontro era volto a verificare la situazione Italtel a fronte anche, e non solo, delle recenti negative novità riguardanti la controllante PSC (che ha avanzato domanda di “Concordato con riserva” in Tribunale).

Il responsabile HR Italtel ha brevemente riassunto le vicende degli ultimi anni conclusesi con la nascita della NewCo a inizio aprile, i problemi economici derivanti dagli investimenti ridotti sullo sviluppo della rete in Italia, i turbamenti legati a fattori esogeni (la guerra, l’aumento del costo delle materie prime, gli impatti a livello finanziario…) ed endogeni (i persistenti  difficili rapporti con Cisco sul fronte forniture, l’emorragia di personale che ha lasciato Italtel: 200 persone negli ultimi anni, ben 70 da gennaio a maggio 2022).

Quanto descritto ha determinato a livello aziendale risultati inferiori alle attese con un fatturato nel 2021 di circa 260 milioni e previsioni peggiorative per il 2022.

Per farla breve, le problematicità esposte portano l’azienda a dover dichiarare un aumento degli esuberi rispetto a quanto scritto nel Piano Industriale presentato al Tribunale di Milano nella richiesta di Concordato del 2021.

Per Italtel si passerebbe dai 150 esuberi previsti a 200 con l’esigenza di proseguire da subito con la CIGS (quella attuale termina a fine giugno). A questo proposito la Società intenderebbe ricorrere alla CIGS per Crisi (strumento messo a disposizione quest’anno dal Governo) della durata di 8 mesi. La CIGS dovrebbe accompagnarsi a un piano di mobilità incentivata all’uscita in modo da risolvere gradualmente, in tempi comunque rapidi, il problema esuberi.

A domanda precisa Italtel ha confermato che al momento non è ancora pronto il Piano Industriale (andrà in parte modificato visto quanto avvenuto in PSC), Piano che dovrebbe essere presentato nelle prossime tre / quattro settimane.

Come commentare una proposta simile?

Una richiesta di CIGS così come avanzata è irricevibile!

Si chiede ai lavoratori Italtel di subire i soliti, consueti, “inevitabili” tagli della retribuzione senza che allo stato attuale l’Azienda abbia detto cosa intenda fare per i prossimi anni. Una cassa sulla fiducia: ti sacrifichi ora e ti dirò in seguito quale sarà il tuo destino.

Come Sindacato abbiamo fatto presente a Italtel che in primis deve coinvolgere sindacato e lavoratori nella definizione del Piano, chiarendo nei dettagli quali saranno le attività, i prodotti, i servizi, i mercati sui quali Italtel vuole puntare.

A valle di questo si potrà discutere di livelli occupazionali, tenendo però conto che:

· Italtel, lo dice HR stessa, ha subito una fuoriuscita considerevole di personale negli ultimi tempi, la maggior parte con alte qualifiche professionali oltre a figure che la stessa Azienda riteneva in esubero (logica impone che queste vadano a decrementare il numero di esuberi dichiarato)

 

· Un uso pesante della CIGS va rifiutato perché otterrebbe l’effetto d’incentivare le uscite di altri dipendenti verso aziende concorrenti la nostra

 

·  Gli ultimi 12 anni hanno visto Italtel ricorrere in continuazione ad ammortizzatori per far fronte agli esuberi. Risultato? Personale più che dimezzato al pari del fatturato e azienda ripetutamente in crisi. È mai accettabile che la stessa indigeribile ricetta venga proposta anche a questo giro, quando Italtel post Concordato è un’azienda che, pur non navigando nell’oro, è finanziariamente in una condizione sostenibile?

Serve un uso degli ammortizzatori sociali leggero accompagnato da un accordo per esodi incentivati e a un impegno da parte Italtel per ricollocare (dopo eventuale re-skilling) le persone valide che lavorano in azienda e che talvolta sono sottoutilizzate. La causa del sottoutilizzo è dovuta, almeno in parte, a un’organizzazione aziendale incompleta, dove l’irrigidimento delle tre BU è ostacolo all’utilizzo trasversale e allo spostamento delle persone, visto non come opportunità di sinergia a livello aziendale, ma di mero aumento dei costi. Alla faccia dell’efficienza!

Ricollocazione dei dipendenti attuali e assunzioni di personale giovane con skill adeguati ai nuovi trend che Italtel dichiara (a parole per ora, mancando un Piano Industriale nero su bianco) di voler perseguire.

Al MiSE abbiamo fatto presente che l’ingresso di PSC in Italtel non era volto al solo salvataggio di quest’ultima, ma si inquadrava in un contesto più ampio, con PSC come perno centrale di un Polo Nazionale dell’Impiantistica.

Il Governo deve dare risposte chiare in merito, tanto più che Cassa Depositi e Prestiti solo sei mesi fa, dicembre 2021, ha concesso un finanziamento di circa 40 milioni di euro a PSC. Che fine hanno fatto questi soldi? Il MiSE intende farsi garante della nascita del Polo Nazionale con investimenti che vadano a vantaggio dell’infrastruttura di TLC italiana e salvaguardino le aziende che se ne devono occupare?

Il Ministero ha promesso che a breve verranno riconvocate le parti per una discussione che tenga conto non solo di PSC e Italtel ma in generale del mondo delle TLC italiano.

Le Regioni Lombardia, Lazio e Sicilia si sono dette disponibili per sostenere Italtel, garantendo eventuali ammortizzatori sociali, a fronte della presentazione del Piano Industriale da parte dell’Azienda (la regione Sicilia per esempio dovrebbe coinvolgere Italtel nel piano Smartcom).

In tutto questo, dulcis in fundo, segnaliamo la non partecipazione all’incontro istituzionale del neo AD Italtel.

Per discutere della situazione, di cosa fare, per avere un parere da parte dei colleghi è indetta un’assemblea unitaria, dei tre siti di Milano, Roma e Carini, per martedì 28 giugno alle 16, con la presenza dei Segretari Nazionali di FIM-FIOM-UILM.

Invieremo a breve il link per potersi collegare.

 

FIM – FIOM – UILM Nazionali

Coordinamento RSU Italtel

27 giugno 2022

giovedì 25 novembre 2021

Incontro in Assolombarda del 23 / 11 / 2021

Martedì 23 novembre si è tenuto in Assolombarda l’incontro fra il Coordinamento Nazionale RSU, le Strutture Sindacali Territoriali, Nazionali e l’Azienda, per fare il punto della situazione su:

  • Aggiornamento sulla procedura di concordato Italtel
  • Aggiornamento sulle attività del 2021
  • Discussione sulla gestione esuberi (contestuale uso di ammortizzatori sociali e di un piano esodi incentivati per far fronte alle eccedenze)
  • Service Center

 

L’A.D. non ha evidenziato novità rilevanti rispetto alla procedura di Concordato. È prevista per il 9 dicembre p.v. l’udienza per l’Omologa, Omologa che, salvo imprevisti, sarà ufficializzata nei giorni successivi l’udienza.

A valle dell’Omologa (indicativamente nelle prime settimane del 2022) partirà la NewCO con il passaggio diretto dell’intero personale Italtel in base all’art. 47 della Legge 428/90.

Rispetto alla NewCO non vi sono purtroppo certezze sull’erogazione del finanziamento da parte di Cassa Depositi e Prestiti, che dovrebbe supportare l’operazione portata avanti dai nuovi azionisti (la speranza è di avere notizie certe e positive nelle prossime settimane).

Rispetto alle attività si registrano segnali positivi nel rapporto con Open Fiber, nelle commesse per Fibercop e nel Multivendor TIM. Inoltre, la prossima uscita dalla procedura concordataria permetterà a Italtel una partecipazione a gare pubbliche e il probabile rientro della stessa Società nell’albo fornitori di importanti clienti quali Unicredit, Intesa, Enel.

Il tema principale, oggetto dell’incontro, verteva sulla gestione dei 150 esuberi dichiarati nel Piano Industriale Italtel e sull’uso degli ammortizzatori sociali per farvi fronte.

Italtel ha ribadito la volontà di giungere a un accordo con il Sindacato per una gestione “soft” dichiarandosi però impossibilitata al momento a far meno della CIGS (scade nel giugno 2022) non avendo altri ammortizzatori disponibili.

Anche sul fronte “quantità del personale eccedente” l’Azienda ha ribadito i 150 dipendenti indicati la scorsa primavera nel Piano Industriale.

Come Sindacato non abbiamo ritenuto soddisfacente una simile risposta.

A nostro avviso è necessario siglare un accordo che preveda una gestione omnicomprensiva del “problema occupazionale” Italtel. 

Un accordo che definisca in modo chiaro:

  • il passaggio (in tempi certi) dalla CIGS a un ammortizzatore quale potrebbe essere il Contratto di Espansione (l’Azienda ha mostrato disponibilità alla discussione)

 

  • la riduzione degli esuberi tenendo conto delle uscite volontarie che vi sono state nel 2021 (personale non sostituito da assunzioni) e delle uscite che vi saranno nel biennio 2022/2023

 

  • su quest’ultime (uscite 2022/2023) la sottoscrizione di un accordo che preveda incentivi sia per coloro che si agganceranno alla pensione sia per coloro che, seppure più giovani, manifestino la volontà di dimettersi (e non rientrino nel novero delle persone ritenute indispensabili, per le quali l’Azienda manifesti la volontà di “trattenere” il lavoratore dimissionario)

 

  • una percentuale di riduzione oraria inferiore a quanto applicato ora con la CIGS (serve a poco cambiare ammortizzatore sociale se non variano le percentuali di CIGS o CDS o altro, applicate alle persone)

 

  • la chiusura del Service Center, vuoi per dimissioni/pensionamenti di alcuni colleghi che ne fanno parte, vuoi per loro ricollocazione in altri reparti.

 

Le parti hanno convenuto che i punti sopra elencati debbano essere approfonditi nelle prossime settimane (il primo incontro è previsto per il 21 dicembre) con la volontà di giungere all’accordo entro fine anno.

Si può definire soddisfacente l’esito dell’incontro odierno, ma va anche evidenziato il carattere interlocutorio del medesimo.

Ci auguriamo che prosegua un dialogo costruttivo con Italtel e si giunga a un accordo in tempi brevi, un accordo che dia certezze ai lavoratori, in modo che si chiuda la vicenda esuberi 2021/2023, vi sia un’applicazione più leggera degli ammortizzatori sociali (che incide sulle entrate dei dipendenti e impatta negativamente sulle commesse per le quali lavorano) e si risolva una volta per tutte il problema del Service Center (chiudendolo).


FIM-FIOM-UILM Nazionali

Coordinamento Nazionale RSU gruppo Italtel

24 novembre 2021

 

  

martedì 29 giugno 2021

Presidio MiSE e successiva webcall col ministero

Nelle ultime settimane il percorso di salvataggio Italtel ha evidenziato dei segnali a nostro avviso preoccupanti, al punto da non essere più certi che quanto delineato con l’ingresso (futuro) di PSC, si potesse realizzare.

Ricordiamo che a oggi Italtel vede come azionisti Exprivia e Cisco, che l’affitto dell’azienda da parte di PSC non si è realizzato, che le garanzie bancarie necessarie a sbloccare i rapporti con Cisco (come fornitore) non sono ancora state ratificate (creando problemi all’operatività Italtel ed effetti negativi sui margini) e, aspetto fondamentale, senza che vi sia stata l’ufficialità di un intervento dello Stato (tramite Cassa Depositi e Prestiti) a sostegno della nascita di un Polo Nazionale dell’Impiantistica, guidato da PSC, con Italtel come uno degli elementi cardine del progetto.

Ciliegina sulla torta, nel primo incontro avuto con l’Azienda presso il Ministero del Lavoro, Italtel ha comunicato la necessità di ricorrere alla CIGS, nei prossimi 12 mesi, CIGS che coinvolgerebbe circa 800 lavoratori, con velocità variabili, in alcuni casi pesanti (ad esempio per 30 lavoratori l’Azienda propone 130 gg di CIGS in un anno, per altri 200 lavoratori 78 gg di CIGS…).

Come Sindacato in questi giorni ci siamo mossi su più versanti, in particolare con il Presidio sotto il MiSE di giovedì 24 giugno, che ci ha consentito da un lato di essere ricevuti dal viceministro Todde (alla quale abbiamo riportato i dubbi e le preoccupazioni espresse in queste comunicato) e di interloquire con alcuni parlamentari del PD, di LeU, del M5S che da mesi seguono la nostra vicenda.

Venerdì 25 giugno vi è poi stata una call, sempre con il MiSE, presenti i vertici Italtel, il Sindacato, i rappresentanti delle Regioni Lombardia, Lazio, Sicilia, il Responsabile della Segreteria Tecnica del viceministro Todde, il professor D’Addona, nella quale si è discusso del futuro di Italtel, si è fatto il punto della situazione nel percorso che dovrebbe evitare il fallimento, si è chiesto conferma della fattibilità di un intervento del Governo a supporto dell’operazione di messa in salvo, si è infine interloquito con i vertici aziendali rispetto alla scelta della CIGS.

Per riportarvi in modo dettagliato quanto è emerso, per poter rispondere alle domande che verranno da parte vostra, riteniamo fondamentale organizzare delle Web Call dove illustreremo quanto è emerso, le rassicurazioni avute e le problematiche ancora in essere. 

Successivamente alle Web Call avremo un secondo incontro con l’Azienda al Ministero del Lavoro, giovedi 1 luglio, sull’uso della CIGS o, come auspichiamo, sulla possibilità di ricorrere ad altri ammortizzatori.

È infine prevista, con data da definire, una Web Call con il MiSE, nella speranza che in quella sede siano smarcati i punti necessari al salvataggio dell’Azienda (e del posto di lavoro di chi ne fa parte).

 

Fim – Fiom – Uilm Nazionali

Coordinamento RSU Italtel

25 giugno 2021 

venerdì 7 maggio 2021

Piano Industriale e non solo

Martedì 4 maggio si è svolto un incontro fra Azienda, il Presidente del Gruppo PSC, un rappresentante della Società di Consulenza BAIN & Company, FIM-FIOM-UILM Nazionali e territoriali, Coordinamento Nazionale RSU su: presentazione nuovo Piano Industriale.

A valle dell’incontro si sono brevemente affrontati altri argomenti, quali: il Service Center, la CIGO Covid, il trasferimento delle sedi di Roma e Castelletto.

L’A.D. Italtel e il consulente della BAIN & Company hanno illustrato le linee guida del Piano Industriale Italtel.

Il P.I. prevede un salto dimensionale dell’Azienda, all’interno del Gruppo PSC, con l’obiettivo di dare vita a un grande polo nazionale dell’impiantistica.

La “nuova” Italtel dovrà focalizzarsi su tecnologie innovative quali 5G, IoT, Hybrid Cloud, Cibersecurity, Data Center, ampliando il numero dei clienti, non solo nel settore tradizionale delle TLC, ma anche in quello Enterprise, conquistando ulteriore spazio a livello internazionale (in particolare nell’area LATAM).

Per ottenere quanto descritto servirà una maggiore incisività a livello commerciale, una riqualificazione della R&D (per coprire carenze di know-how, laddove presenti), l’assunzione di nuove figure prese dal mercato.

Il risanamento conti, oltre a un prospettato e progressivo aumento del fatturato negli anni a venire, dovrà basarsi sulle buone pratiche amministrative mutuate dal Gruppo PSC, su un incremento del personale diretto rispetto all’indiretto, sui risparmi derivanti, nel caso di Milano, dal cambio sede (alti oneri di affitto non sono più giustificati per l’attuale comprensorio di Castelletto).

Come Sindacato riteniamo importante che l’Azienda abbia presentato un Piano sfidante ed “espansivo”.

Riteniamo però che lo scenario nel quale il Piano è stato definito (2020) non sembra essere confermato da quanto si sta delineando a livello di politiche nazionali, con particolare riferimento alla possibile nascita di una Rete Unica (la cui progettazione, realizzazione, gestione, vedrebbe Italtel, all’interno del Gruppo PSC, fra le protagoniste). 

Per questo motivo abbiamo sostenuto che Italtel e PSC chiedano un incontro nei tavoli istituzionali (MiSE e Ministero del Lavoro in primis) per avere conferma che i presupposti del Piano Industriale siano tuttora validi.

Solo a valle di una conferma della validità degli scenari delineati nel Piano si potrà entrare nel merito del confronto e comprendere in quale modo i lavoratori Italtel potranno essere coinvolti nel percorso di crescita.

L’Azienda e il Presidente del Gruppo PSC si sono detti favorevoli a ricontattare le Istituzioni.

Venendo all’attualità Italtel, abbiamo sottolineato come Sindacato che non vi potrà essere possibilità di realizzare gli obiettivi presentati nel Piano senza che vi sia un reale coinvolgimento delle persone, con segnali concreti, che incidano positivamente sul loro lavoro quotidiano.

Due esempi: a fronte di un aumento dei carichi di lavoro (lo stesso Piano prevede un 2021 in crescita rispetto all’anno precedente), alla vittoria di importanti commesse (quali TIM Multivendor), al numero cospicuo di assunzioni che si sono avute, si è fatto presente che non ha più senso insistere con la CIG, distribuendo invece le persone sulle attività in crescita e su quelle che si prospettano.

Con la medesima logica, abbiamo chiesto con forza la chiusura del Service Center, un reparto che non ha più senso di esistere: le poche persone rimaste al suo interno andrebbero ricollocate sulle nuove attività o reintegrate nelle aree aziendali di provenienza.

L’Azienda si è detta disponibile a confrontarsi sui temi posti, ribadendo che per esempio, lato Service Center, alcune persone sono recentemente uscite dal reparto proprio per essere allocate su nuove commesse.

Sulle sedi, l’A.D. ha confermato che parte del personale di Roma già dalla prossima settimana potrebbe essere trasferito nel palazzo di via Schiavonetti per concludere il trasferimento di tutti i lavoratori nel mese di luglio; a Milano si sono fatti ulteriori passi in avanti per lo spostamento della sede (l’area di via Caldera, zona San Siro, in pole position come possibile futura destinazione).

Fim – Fiom – Uilm Nazionali

Coordinamento RSU Italtel

5 maggio 2021

mercoledì 31 marzo 2021

Piano industriale Italtel

Martedì 30 marzo si è svolto un incontro fra Azienda, FIM-FIOM-UILM Nazionali e territoriali, Coordinamento Nazionale RSU su: presentazione nuovo Piano Industriale, CIGO Covid, situazione organici, trasferimento sede, riqualificazione del personale, Service Center.

L’A.D. ha illustrato le linee guida del Piano Industriale Italtel (approvato dal Tribunale di Milano nella recente ammissione al Concordato) per il triennio 2021/2023.

Lo sviluppo del mercato IT e ICT, l’affermarsi di nuove tecnologie, il Recovery Plan in via di definizione fra Italia e UE, l’investimento in green e digital economy, hanno portato Italtel a definire un Piano Industriale che deve vedere l’azienda protagonista nella: progettazione Banda Ultra Larga; nel 5G (con competenze anche nel mobile); nei Data Center (in ottica dello sviluppo di un Cloud a livello europeo).

Le aree tecnologiche che Italtel dovrà presidiare riguarderanno, per esempio, IoT, Cyber Security, Cloud...

Lo sviluppo di Italtel è inquadrato nella forte espansione del Gruppo PSC che conta di arrivare a un fatturato di 1 miliardo di euro con più di 5000 addetti.

Italtel punta ad: accelerare commercialmente (nuovi clienti); ampliare i mercati presidiati; aprirsi a offerte multivendor (non più la sola Cisco); focalizzarsi su Servizi e SW; concentrarsi internazionalmente su pochi grandi mercati (Spagna, Brasile, Perù); ridurre i costi industriali.

Il fatturato dovrebbe passare dai 345 ML€ del 2019, ai 255 ML€ del 2020, ai 364 ML€ del 2023 (il secondo margine andrebbe dai 65 ML€ del 2019, ai 54 ML€ del 2020, ai 77 ML€ del 2023) con una crescita più contenuta all’estero e più marcata in Italia (in particolare nei settori Public e Private).

Il costo del personale salirebbe dai 56 ML€ del 2020 ai 73 ML€ del 2023, con un importante cambio di competenze: Italtel prevede nel triennio l’uscita di 150 lavoratori e la contestuale assunzione di 240 persone (120 quest’anno, 60 nel 2022, 60 nel 2023).

I 150 esuberi sarebbero, nelle intenzioni aziendali, gestiti con pensionamenti (non incentivati), uscite spontanee non sostituite, esodi incentivati e uso di ammortizzatori sociali (a oggi l’organico Italtel è di 993 persone: 607 Castelletto, 205 Roma, 181 Carini). 

Il contenimento costi si avrebbe anche col progressivo passaggio da personale indiretto a personale diretto e con il cambio sedi di Roma e Milano (si è parlato della sede PSC di via Schiavonetti a Roma; per Milano si stanno valutando alcuni siti, non si è presa una decisione definitiva, per un trasloco che presumibilmente avverrà nell’ultimo trimestre 2021).

Da parte nostra è stata rimarcata l’assoluta necessità di rivedersi al più presto per approfondire la discussione.

Non è plausibile, a fronte degli obiettivi di crescita indicati da Italtel, che si proceda in modo “automatico” nella definizione di esuberi (gestiti con ammortizzatori sociali “tradizionali”).

Abbiamo fatto presente che sono valutabili strumenti innovativi, per noi centrali, quali il Contratto di Espansione o il Fondo Nuove Competenze, da un lato meglio confacenti alle necessità d’Italtel (azienda in via di trasformazione) e dall’altro adatti a salvaguardare il maggior numero di posti di lavoro fra le persone attualmente occupate.

Si è sottolineata l’assoluta necessità di definire incontri fra le parti (anche a livello di confronti fra i responsabili Italtel ai vari livelli e il Sindacato, per entrare nel merito, reparto per reparto, delle attività svolte, di quelle che si metteranno in campo, della forza lavoro necessaria a svolgere tali attività).

L’A.D. si è detto disponibile a un nuovo incontro a breve, alla presenza anche del futuro azionista di maggioranza (fra l’altro ci è stato comunicato che oggi PSC rileverà il 19% di azioni attualmente in mano a Cisco).

Sulla CIGO Covid, l’azienda intende usufruire delle 13 settimane aggiuntive (dal 6 aprile al 30 giugno) previste dal Decreto Sostegni, applicando una CIGO media di un giorno la settimana, ma con quattro velocità differenti da reparto a reparto, in base ai carichi di lavoro (velocità massima: 2gg settimanali il Service Center).

Una proposta che ci vede contrari: abbiamo sottolineato che molte aree sono in difficoltà ora, avendo da gestire attività, spesso a diretto contatto coi clienti, non compatibili con l’uso della CIGO.

Un malessere nei reparti che deriva anche dalla scelta Italtel di modificare alcune figure operative, un caso su tutti è dato dalla progressiva scomparsa del ruolo di Contract Manager e dalla nascita di una nuova figura che sommerebbe in un’unica persona i ruoli di CM e PM. Si è fatto presente che i colleghi coinvolti nella riorganizzazione hanno manifestato difficoltà ad adattarsi, per il pesante impegno che un ruolo “doppio” comporta (anche in termini di responsabilità da assumersi). L’A.D. ha preso atto del problema, ma ribadito la necessità di adattarsi ai tempi che mutano. 

Sul Service Center l’A.D. ha promesso che a breve verrà nominato un nuovo responsabile e si definiranno dei percorsi di formazione per riqualificare le persone.

Formazione e ricollocazione sono strumenti essenziali per una gestione il più possibile soft delle eventuali eccedenze e per sfruttare al meglio le competenze e le abilità dei lavoratori Italtel.

 

FIM – FIOM – UILM Nazionali

Coordinamento Nazionale RSU gruppo Italtel

31 marzo 2021

giovedì 4 febbraio 2021

Incontro con HR su CIGO e Smart Working

Giovedì 28 gennaio si è svolto un incontro fra l'Azienda e il Coordinamento Nazionale RSU su: lavoro da remoto, CIGO Covid, Smart Working.

L'Azienda ha comunicato che il lavoro da remoto, tramite lo Smart Working in deroga che si sta facendo oggi, continuerà fino al 5 marzo. Successivamente si darà seguito a quanto decretato dal Governo.

Sulla CIGO Covid, Italtel ha confermato che intende avvalersi della possibilità di ricorrere alla Cassa per 11 settimane, fino alla fine di marzo. L’Azienda ha ipotizzato un uso medio della CIGO pari a un giorno la settimana per dipendente, fatte salve alcune aree, dove il carico lavorativo è estremamente elevato (BUL, Ingegneria di rete…) per le quali prevede un massimo di 3 gg mensili.

Come Sindacato abbiamo evidenziato la criticità di un’applicazione simile della CIGO, tenuto conto di elementi a nostro avviso da non sottovalutare: difficoltà di fare CIGO per lavoratori che operano presso i clienti (a tale riguardo HR concorda in linea di principio su un’applicazione minore della Cassa laddove le attività presso il Cliente si rivelassero critiche);  ricorso alle consulenze che, se ridotto, permetterebbe l’impiego di personale interno; persistenza di circa 30 persone nel Service Center che andrebbero riallocate… elementi che nel loro insieme imporrebbero una diminuzione delle giornate generali di CIGO e una loro miglior redistribuzione.

Il Responsabile HR ha ritenuto in parte valide le osservazioni sindacali, impegnandosi a un utilizzo il più possibile flessibile della CIGO in modo che vi sia un aggravio minore sui lavoratori evitando inoltre impatti negativi su attività e commesse nelle quali Italtel è impegnata.

Lato Service Center si è espresso per un ritorno a una gestione migliore del reparto (come avvenuto negli anni precedenti il 2020) con una valutazione delle competenze dei colleghi ancora allocati nel Service Center in modo che, laddove siano evidenziate necessità di colmare carenze di personale in altre aree aziendali, i lavoratori possano venir ricollocati.

Come Sindacato abbiamo ribadito che il Service Center va chiuso o in alternativa che vengano previsti corsi di formazione che favoriscano il ricollocamento dei lavoratori. 

Più in generale, al di là della CIGO Covid, Italtel ipotizza un ricorso ad altri ammortizzatori sociali nel 2021, con un impatto medio del 13% sui dipendenti. L’utilizzo di ammortizzatori sociali si renderebbe necessario a causa dei risultati economici non soddisfacenti che hanno visto, per esempio, un calo del fatturato della Società di un 30% circa (nel raffronto 2020 su 2019) dovuto ad alcuni fattori che hanno impattato sull’operatività Italtel (l’essere in una condizione di procedura concorsuale; il non poter accedere a finanziamenti agevolati; il non poter partecipare a gare nella pubblica amministrazione; i difficili rapporti con Cisco lato fornitura di loro prodotti e servizi…)

Sugli ammortizzatori sociali che verranno e sul Piano Industriale della “nuova” Italtel avremo modo, come Sindacato, di approfondire il dialogo con l’Azienda.

Riteniamo fondamentale che il Piano Industriale sia di rilancio e sia a salvaguardia delle competenze ancora presenti in Italtel utilizzando se possibili strumenti innovativi (Fondo Nuove Competenze, Contratto di Espansione…).

È infine proseguito il confronto che dovrà portare (si spera nel giro di poche settimane) ad un accordo sul nuovo Smart Working, post-Covid.

Vi è sintonia con Italtel rispetto a un allargamento dello SW a tutta la platea aziendale, per un numero di giorni pari al 50% delle giornate mensili lavorabili.

Sul tema incentivi economici a favore dei lavoratori (per spese derivanti dallo SW) Italtel si è detta disponibile a parlarne (incentivi da riconoscersi a fronte anche di riduzioni spese delle quali l’Azienda potrebbe avvantaggiarsi applicando uno SW quantitativamente superiore rispetto a quello in vigore nel periodo pre-Covid). Nei prossimi incontri andranno definiti i parametri in base ai quali calcolare l’eventuale incentivo.

Il dialogo proseguirà quindi nelle settimane a venire: confidiamo che un buon accordo sia raggiungibile, un accordo che venga incontro alle esigenze e alle aspettative dei colleghi.

 

Coordinamento Nazionale RSU gruppo Italtel

28 gennaio 2021

martedì 19 gennaio 2021

Incontro con l'Azienda

Lunedì 18 gennaio si è svolto l’incontro fra le RSU, il Sindacato Nazionale e Territoriale e l'Azienda per fare il punto su Italtel e per discutere della richiesta di ulteriore CIGO COVID proposta dalla Società.

L’A.D. ha innanzitutto ripercorso gli avvenimenti delle ultime settimane, partendo dalla scelta fatta a fine anno, da parte del CDA Italtel, in base alla quale è prevalsa l’offerta del Gruppo PSC rispetto a quella di Exprivia.

Nelle prossime settimane il Piano Industriale e l’ipotesi di accordo coi creditori dovranno essere asseverati da un esperto per ricevere poi l’avallo, da parte del Tribunale di Milano, entro fine febbraio – inizio marzo, in modo che nelle settimane successive si possa dar vita alla NewCo. Nella nuova società confluiranno il personale e le attività dell’attuale Italtel. Entro l’estate si dovrà arrivare all’Omologa ed entro fine 2021 - inizi 2022 alla fine del Concordato, con un accordo definitivo coi creditori.

L’A.D. ha definito delicata la situazione aziendale a causa del COVID, della condizione di non completa “agibilità” d’Italtel, le cui attività sono “rallentate” dall’essere all’interno di una Prenotativa presentata in Tribunale (la Prenotativa comporta la difficoltà a partecipare a gare nella Pubblica Amministrazione, a ricevere finanziamenti agevolati…), dei rapporti con il nostro principale fornitore (Cisco) che obbligano Italtel a recuperare materiale e servizi presso rivenditori terzi (con minor marginalità sulle commesse).

Dall’altro lato vi è però la notizia confortante della vittoria in quattro importanti gare (ad esempio quella inerente gli ospedali lombardi) che fanno presagire un futuro migliore, unitamente agli investimenti che nell’ambito del Recovery Plan governativo avranno un impatto significativo sul settore delle TLC.

Maggiori dettagli sul futuro di Italtel verranno discussi nell’incontro previsto per giovedì 21 p.v. presso il MiSE.

Passando alla CIGO la proposta aziendale è di continuità con quanto fatto nel periodo maggio-novembre 2020: circa un giorno di CIGO media settimanale.

Come Sindacato abbiamo ritenuto non soddisfacente l’ipotesi di Italtel, ricordando che l’ultima CIGO concordata (relativa ai mesi di dicembre 2020 e  gennaio 2021) è stata, come definito fra le parti, meno onerosa in termini assoluti e maggiormente equa.

L’A.D. si è detto disponibile a rivalutare la posizione aziendale in modo da giungere a un accordo che riprenda lo “spirito” dell’accordo del novembre scorso.

Nei prossimi giorni vi sarà un nuovo incontro con HR per definire i termini della CIGO che, come detto nel precedente comunicato, parte da questa settimana e si concluderà il 31 marzo.

Infine l’A.D. ci ha fornito i dati sui dipendenti Italtel.

Nell’anno scorso l’organico in Italia è sceso dagli iniziali 1030 addetti, compresi i dirigenti, agli attuali 978 (-5%, 68 dimissioni e 16 assunzioni), all’estero si è passati da 474 a 462 (-2,5%).

Il totale per Italtel Group scende quindi da 1504 a 1440 (-4%).

Il dettaglio per sito vede a Milano un organico di 607 lavoratori (42 dimissioni e un’assunzione nel 2020), a Roma di 189 (22 dimissioni, 13 assunzioni), a Carini di 182 (4 dimissioni, 2 assunzioni).

Per il 2021 si ipotizza l’ingresso di circa 30 unità nell’area BUL e di una ventina nei servizi di ingegneria delle reti.

Abbiamo chiesto che al di là delle assunzioni l’Italtel provi a ricollocare le persone che attualmente risultano inoccupate o comunque non occupate al 100%, tenuto conto che vi sono aree che a causa dell’ultima riorganizzazione, delle dimissioni avvenute e dei carichi di lavoro invariati, o presumibilmente in crescita, si trovano in difficoltà nel gestire l’operatività quotidiana.

 

Coordinamento Nazionale RSU Italtel

19 gennaio 2021

  

giovedì 14 gennaio 2021

Incontro con HR

Mercoledì 13 gennaio si è svolto un incontro fra l'Azienda e il Coordinamento Nazionale RSU su: Smart Working, CIGO per Covid, lavoro da remoto.

L'Azienda ha comunicato che il lavoro da remoto, tramite lo Smart Working in deroga che si sta facendo oggi, continuerà fino al 31 gennaio; successivamente si darà seguito a quanto verrà decretato dal Governo.

Per quanto riguarda il nuovo Smart Working, per il dopo pandemia, si sta cercando di migliorare, aggiornare ed estendere l'accordo aziendale del 2017. Con una prima bozza presentata dall'Azienda, oggi si è iniziato a discuterne. La riunione è stata poi sospesa, HR ha preso atto delle valutazioni sindacali; si tornerà a confrontarci per cercare di colmare le divergenze. Daremo in seguito a tutti i colleghi le informazioni al riguardo.

Italtel ci ha infine comunicato che ha intenzione di proseguire la CIGO per Covid da lunedì 18 gennaio fino al 31 marzo (11 settimane). Questo aspetto verrà discusso in sede di esame congiunto con le Organizzazioni Sindacali. 

Coordinamento Nazionale RSU gruppo Italtel

14 gennaio 2021

giovedì 3 dicembre 2020

Incontro con azienda sulla CIGO

Martedì 24 novembre si è svolto l’incontro fra le RSU, il Sindacato e l'Azienda per discutere di un eventuale proseguimento della CIGO COVID.

L’A.D. ha confermato che, a seguito della contrazione del fatturato, l’Azienda intende usufruire di ulteriori 6 settimane di CIGO previste dagli ultimi provvedimenti del Governo. Come già comunicato nel precedente incontro, a causa dell’accavallarsi dei periodi di CIGO, Italtel potrà usufruire di “sole” 5 ulteriori settimane, nel periodo 30 novembre 2020 - 15 gennaio 2021.

A seguito della nostra richiesta di un maggior equilibrio nella fruizione della CIGO fra i reparti, e all’interno dei reparti stessi, il Responsabile HR ha risposto che finora, solo dove strettamente necessario, si è applicata una CIGO con pesi differenti in base al carico di lavoro delle aree coinvolte.

Da parte sindacale si è sottolineato con forza che i lavoratori non evidenziano cali nei carichi di lavoro, che l’impatto CIGO non è equilibrato all’interno dei reparti, che il numero di uscite, circa 60 da inizio pandemia, non compensate da assunzioni, crea squilibri: per tutto questo riteniamo che l’utilizzo CIGO sia relativo più a una riduzione costi che a una riduzione del lavoro.

Abbiamo quindi ribadito la richiesta di sospendere la CIGO, utilizzandola casomai dopo la presentazione del nuovo Piano Industriale.

L’A.D. si è detto in disaccordo riguardo al tema calo attività, portando alcuni dati di bilancio relativi a settembre:

-      il fatturato è di 166 mln €, a fronte dei 238 mln del 2019 (calo del 30%)

-      il margine lordo è di 33 mln, contro i 46 del 2019 46 (calo del 30%)

-      la marginalità sale invece al 20%, contro il 19% del 2019

Per il 2020 il fatturato sarà nell’intorno di 255 mln (calo del 30% sul 2019).

Per l’Azienda non è possibile evitare l’ulteriore ricorso alla CIGO.

Da parte sindacale ci siamo detti indisponibili a firmare un accordo richiedendo, qualora l’Azienda si fosse mossa unilateralmente, un riequilibrio attraverso azioni quali la suddivisione del peso CIGO fra figure con uguale fungibilità, tramite rotazione; si è pure ipotizzato il ricorso al Fondo Nuove Competenze.

L’A.D. si è detto disponibile a un riequilibrio dove possibile fra (e nei) reparti, con l’obiettivo di “appiattire la curva” CIGO, prendendo atto della richiesta del Sindacato di non creare grossi squilibri. Italtel verificherà inoltre la possibilità di riqualificazioni/spostamenti, utilizzando (se sarà possibile) il Fondo Nuove Competenze.

L’A.D. vede invece complicata l’applicazione della rotazione.

Si è deciso di comune accordo di rivedersi fra un paio di settimane per verificare la fattibilità degli impegni che Italtel ha concordato con il Sindacato.

L’A.D. ha poi fornito aggiornamenti sull’attuale situazione aziendale.

Col rinnovo di tre mesi della Prenotativa è scaduta l’esclusiva concessa a PSC, che attualmente sta definendo la propria proposta dialogando con i vari stakeholder (il fondo SRCP/Pillarstone, le banche creditrici, CISCO, TIM). La proposta PSC, che riguarderà sia il Piano Industriale sia la soddisfazione dei creditori, dovrebbe arrivare entro fine mese in modo, dopo l’approvazione da parte di un esperto indipendente, di presentare domanda di 186 bis. L’omologa si concretizzerebbe nella seconda parte del 2021.

Confermando le notizie di stampa, l’A.D. ci ha informati che anche SIRTI sta partecipando a questa fase. In settimana SIRTI dovrebbe presentare una proposta non vincolante.

Stesso discorso per Exprivia che sembra intenzionata a presentare una sua offerta.

A precisa domanda l’A.D. ha confermato che tutte le proposte che verranno prese in considerazione dovranno soddisfare i presupposti di mantenimento dell’attuale perimetro aziendale e salvaguardia dell’occupazione. Tutt’al più le varie offerte potrebbero differire sotto l’aspetto della gestione dei debiti nei confronti dei creditori.

 

Coordinamento Nazionale RSU Italtel

26 novembre 2020

 

giovedì 12 novembre 2020

Incontro con HR

Venerdì 6 novembre le RSU e il Sindacato sono stati convocati dall'Azienda per comunicazioni riguardanti il proseguimento del lavoro da remoto e della CIGO per COVID, a fronte dei nuovi DCPM.

Come già comunicato da HR, in accordo con le RSU, l’attività da remoto proseguirà per tutti fino al 4 dicembre, utilizzando Smart Working.

È stato confermato (e pubblicato in Intranet), che da questa settimana viene sospeso il servizio Bus Castelletto, visto l'utilizzo praticamente nullo.

Il Responsabile HR ci ha informati dell’intenzione di proseguire con la CIGO COVID per ulteriori 6 settimane previste nei nuovi DPCM, in continuità con quanto fatto finora (media di 1 giorno di CIGO a settimana pro capite, con un massimo di 2 giorni a persona, e maturazione completa di tutti gli istituti).

L'inizio del nuovo periodo di CIGO nei DPCM è previsto per il 13 novembre.

Vista la pianificazione in corso della CIGO (terminerà il 20 novembre, con l’ultima settimana del mese esente da Cassa) Italtel potrebbe utilizzare solo 5 delle 6 settimane (la settimana dal 13 al 20 fa parte della CIGO in corso). Tenendo conto della chiusura natalizia, la CIGO andrebbe quindi dal 30 novembre 2020 all’8 gennaio 2021.

Per il periodo successivo, l'Azienda ha dichiarato di volersi riservare di fare una valutazione, sia per quanto riguarda l'eventuale disponibilità di ulteriore CIGO COVID sia alla luce dell'evoluzione della situazione societaria.

Sulla “proposta” di ulteriori 5 settimane di Cassa abbiamo rimarcato che a nostro avviso la CIGO COVID applicata da Italtel è motivata esclusivamente da esigenze economiche/finanziarie e non a causa di un effettivo calo del lavoro.

La risposta dell'Azienda è stata perlomeno singolare: ci è stato detto che lecitamente si possono avere valutazioni diverse!

Come sindacato abbiamo ribadito la contrarietà sulle modalità di applicazione della CIGO in essere: non è accettabile né che all’interno delle stesse aree ci sia un differente peso di CIGO sulle persone né che a livello generale siano sempre gli stessi a sopportare il peso maggiore, una minoranza a cui viene accollato costantemente l'impatto massimo di 2 giorni settimanali.

 

Uno strumento utile a un’applicazione più equa della CIGO avrebbe potuto essere, per esempio, la ricollocazione del personale. Sappiamo di alcune aree che lavorano full time mentre altre si ritrovano con un carico lavorativo ridotto. HR e il management Italtel devono, a nostro avviso, favorire lo spostamento interno per poter utilizzare al meglio il personale, abbassando l’impatto CIGO su chi finora ne ha pagato le conseguenze maggiori.

Ricollocazione che deve partire dal Service Center (reparto che da sempre abbiamo ritenuto non dovesse venire alla luce). A seguito dell’ultima riorganizzazione HR ha confermato che nel Service Center è entrato nuovo personale: possibile che la riorganizzazione non consenta anche delle uscite?

Non solo, le aziende possono ricorrere, sottoscrivendo un accordo coi sindacati, al Fondo Nuove Competenze, finalizzato a riqualificare i lavoratori in modo siano riconvertiti e trovino, all’interno dell’azienda, nuovi sbocchi professionali volti a ridurre eccedenze. Perché Italtel non valuta questo percorso? Saremo i primi a sostenere uno strumento del genere.

Le carenze gestionali di Italtel non sono però unica causa di quanto sta avvenendo. Giungono voci di persone che nonostante la CIGO lavorano più ore delle previste o che ricorrono agli straordinari. Esempio di professionalità? Timore di non inimicarsi il proprio responsabile? Impossibile rispondere: rimarchiamo che un comportamento simile non va tenuto, dà forza a Italtel per non svolgere il proprio lavoro di gestione ottimale dei lavoratori.

Abbiamo chiesto di poter usufruire delle ferie aggiuntive (ovvero quelle che ci spettano come contrattazione di II Livello), in via del tutto eccezionale data la situazione, entro aprile del prossimo anno. Possibilità negata: se non consumate, le ferie aggiuntive verranno azzerate a fine anno.

Ricordiamo inoltre ai colleghi che la tredicesima di quest’anno sarà pari ai 9/12 della tredicesima effettiva: i primi 3 mesi del 2020 non sono al momento pagabili da parte d’Italtel a causa della Prenotativa. Verranno corrisposti, al pari delle altre voci retributive congelate dal 7 aprile scorso, al termine del periodo di Prenotativa.

Tornando, in conclusione, al tema spinoso del prolungamento CIGO, ribadiamo che allo stato attuale siamo CONTRARI alle settimane aggiuntive: riqualificazione del personale, spostamenti interni, Fondo Nuove Competenze, sono meccanismi alternativi che Italtel deve prendere in considerazione.

Fra l’altro risulta incomprensibile il costante e reiterato ricorso alla CIGO in assenza di un Piano Industriale che determini le attività sulle quali Italtel punta e il personale che intende impiegare.

Pertanto invitiamo l’Azienda a fermarsi e a procedere con un incontro alla presenza dell’Amministratore Delegato, del Coordinamento e delle Segreterie Nazionali.

 

Coordinamento Nazionale RSU Italtel

FIM-FIOM-UILM territoriali

11 novembre 2020

 

mercoledì 16 settembre 2020

CIGO Covid, Rientri e Smart Working

Martedì 15 settembre si è svolta la videocall fra il Coordinamento Nazionale RSU, le Strutture Sindacali Territoriali e il Responsabile HR Italtel.

Il primo argomento trattato era la CIGO, sia quella prevista e in corso nel mese di settembre sia quella che si farà nei mesi di ottobre e novembre.

Per la CIGO di settembre HR conferma la programmazione già notificata ai dipendenti mantenendo in vigore l’eventuale scelta fatta nelle scorse settimane dai lavoratori, riguardante la copertura della CIGO con le Ferie/PAR/Banca Ore anni precedenti. 

Per la cassa di ottobre e novembre, confermando da un lato una velocità che è in linea con quanto fatto finora (media di un giorno settimanale e limite massimo di due giorni la settimana) HR per il momento non ha accolto la richiesta sindacale di evitare che le persone sottoposte al regime più pesante di CIGO continuino con la stessa velocità: sulla questione si tornerà in un successivo incontro con l’AD visto che il mandato ricevuto da HR non andava oltre quello comunicato al Sindacato.

Come Sindacato riteniamo che i sacrifici economici che hanno pesato su una ristretta platea di colleghi non debbano essere più applicati, e che per tale platea si debba procedere a un riequilibrio dell’impatto della CIGO, già da settembre. 

Sulla copertura CIGO settembre/ottobre/novembre con Ferie/PAR/Banca Ore anni precedenti o anno corrente (è questa la novità) vi è un accordo di massima con l’Azienda per l’anno in corso: sarà il lavoratore a dover notificare ad HR la volontà di usare le proprie spettanze per tale copertura. Per ora è prevista la richiesta di copertura con ferie al posto della CIGO per l’accordo in essere (settembre). 

Sui rientri programmati da lunedì 21 l’Azienda ha confermato il rientro per tutti i lavoratori 2 gg la settimana.

Abbiamo fatto presente ad HR che, al di là dei dipendenti che possono essere esonerati per legge (categorie fragili o genitori con figli in quarantena) ritenevamo opportuno estendere la facoltatività del rientro anche a coloro che per altri motivi volevano proseguire con il remote working (ci sono pervenute segnalazioni di lavoratori che convivono con persone fragili; che devono prendere più mezzi pubblici per venire in ufficio; che hanno i figli a scuola in un periodo dove l’orario scolastico è ridotto…) in una congiuntura che vede un aumento dei contagi e dei ricoveri (tenuto conto che fino al 15 ottobre si è nello stato di emergenza dichiarato dal Governo). 

HR ha ribadito l’obbligatorietà al rientro: al limite, per lavoratori conviventi con persone fragili, potrà essere consentito l’esonero dal ritorno in ufficio, dopo che questi abbiano segnalato al proprio responsabile e al medico aziendale la difficoltà derivante dalla loro condizione. 

Sempre con riferimento ai rientri abbiamo segnalato alcune criticità legate a reparti dove, se tutte le persone fossero richiamate nelle medesime giornate, non sarebbe garantito il distanziamento sociale, oltre alla necessità di effettuare una pulizia e una sanificazione attenta in quegli uffici dove le persone a rotazione occupano le medesime scrivanie (problema che riguarda diverse aree con PC, sedie e scrivanie condivise).

Per questo riteniamo fondamentale l’applicazione del PROTOCOLLO aziendale condiviso fra le parti.

HR verificherà la conformità alle disposizioni che regolano la gestione dell’emergenza sanitaria nelle situazioni che le abbiamo indicato. 

Sullo Smart Working è iniziato un confronto preliminare in vista di una modifica all’accordo del 2017 tutt’ora valido (che prevede una giornata di SW la settimana per circa 450 dipendenti) nell’ottica di ampliarlo a tutta la platea aziendale per 2 o 3 gg settimanali.

Altri punti in questione (diritto alla disconnessione, eventuale contributo aziendale alle spese di connessione…) verranno smarcati nei prossimi incontri.

Daremo tutte le informazioni necessarie man mano che seguiranno gli sviluppi. 

A valle dell’incontro con l’AD (previsto per martedì 15 nel tardo pomeriggio) sul CDA tenutosi lunedì 14 e sulla scelta del nuovo azionista Italtel, vi aggiorneremo delle novità emerse e convocheremo le assemblee. 

Coordinamento Nazionale RSU Italtel

15 settembre 2020 

venerdì 10 luglio 2020

In balia delle onde, in attesa del naufragio?


Con il comunicato ufficiale del 8 luglio, Exprivia ha informato, oltre alla propria momentanea uscita dal segmento STAR della Borsa, del ritiro della proposta di risanamento di Italtel. Siamo forse di fronte all’epilogo di quanto annunciato dai vertici di Exprivia nell’incontro con il MISE tenutosi nelle scorse settimane?

La situazione appare sempre più preoccupante: dall’inizio del concordato in bianco abbiamo assistito unicamente a un susseguirsi di annunciate scadenze, di ultimatum e voci di interessamenti terzi solo a parti di Italtel.

Di concreto cosa abbiamo? Il nulla.

Il perdurare di questa condizione aggrava ancor di più lo stato finanziario di Italtel in quanto la Prenotativa prevede alcuni vincoli: temiamo che ancora una volta il conto venga presentato ai lavoratori, che da molti anni si vedono decurtato il salario e nell’ultimo periodo anche la sospensione di voci retributive.

In questa situazione d’incertezza i lavoratori vogliono essere parte attiva, mai come adesso, al fine di salvaguardare il futuro dell’intera azienda e degli attuali livelli occupazionali. In questa ottica, la mancanza di informazioni sicure su ciò che sta accadendo non aiuta: invitiamo quindi il management a rendere concreto ed effettivo il coinvolgimento dei lavoratori anche al fine di evitare l’emorragia di competenze che si sta verificando.

È da tempo che riteniamo che la politica debba giocare un ruolo di primo piano nell’individuazione di un progetto di rilancio di Italtel, con la partecipazione dello Stato a un piano industriale concreto nell’ottica della strategicità delle telecomunicazioni nei prossimi anni. Riteniamo inoltre che questo intervento sia dovuto in quanto il debito, che ha portato alla situazione attuale, è nato una ventina di anni fa a seguito della privatizzazione e di una serie di operazioni finanziare (Leverage Buy Out).

Se la stessa politica dichiara la volontà di investire nel settore delle telecomunicazioni, sono necessarie azioni concrete e immediate che salvaguardino il patrimonio industriale e umano di Italtel, per evitare che l’azienda che ha fatto la storia delle telecomunicazioni in Italia venga smembrata e svenduta nella logica di mere speculazioni finanziarie.

Da parecchi mesi l’RSU e le OO.SS. sono in contatto con le forze politiche (nei prossimi giorni sono fissati nuovi appuntamenti); hanno incontrato la rappresentanza del presidio dello Stato sul territorio (manifestazioni davanti le prefetture); mercoledì prossimo è previsto un incontro con l’a.d. di Italtel. Stiamo cercando di fare il massimo per rendere possibile l’integrità di Italtel: sicuramente siamo convinti, mai come ora, che sia necessaria la partecipazione di tutti. 

Chiediamo quindi ai lavoratori maggiore partecipazione, all’azienda maggiore trasparenza e al Governo, con forza, che ci dia una risposta, ora!

Coordinamento Nazionale RSU gruppo Italtel
10 luglio 2020