Visualizzazione post con etichetta Politica. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Politica. Mostra tutti i post

lunedì 27 giugno 2022

Incontro al MiSE del 23 giugno 2022

Giovedì 23 giugno si è tenuta una call con il Mise, presenti i sindacati a livello Nazionale, Territoriale e come Coordinamento RSU, il responsabile HR Italtel, i rappresentanti delle regioni Lombardia, Lazio e Sicilia.

L’incontro era volto a verificare la situazione Italtel a fronte anche, e non solo, delle recenti negative novità riguardanti la controllante PSC (che ha avanzato domanda di “Concordato con riserva” in Tribunale).

Il responsabile HR Italtel ha brevemente riassunto le vicende degli ultimi anni conclusesi con la nascita della NewCo a inizio aprile, i problemi economici derivanti dagli investimenti ridotti sullo sviluppo della rete in Italia, i turbamenti legati a fattori esogeni (la guerra, l’aumento del costo delle materie prime, gli impatti a livello finanziario…) ed endogeni (i persistenti  difficili rapporti con Cisco sul fronte forniture, l’emorragia di personale che ha lasciato Italtel: 200 persone negli ultimi anni, ben 70 da gennaio a maggio 2022).

Quanto descritto ha determinato a livello aziendale risultati inferiori alle attese con un fatturato nel 2021 di circa 260 milioni e previsioni peggiorative per il 2022.

Per farla breve, le problematicità esposte portano l’azienda a dover dichiarare un aumento degli esuberi rispetto a quanto scritto nel Piano Industriale presentato al Tribunale di Milano nella richiesta di Concordato del 2021.

Per Italtel si passerebbe dai 150 esuberi previsti a 200 con l’esigenza di proseguire da subito con la CIGS (quella attuale termina a fine giugno). A questo proposito la Società intenderebbe ricorrere alla CIGS per Crisi (strumento messo a disposizione quest’anno dal Governo) della durata di 8 mesi. La CIGS dovrebbe accompagnarsi a un piano di mobilità incentivata all’uscita in modo da risolvere gradualmente, in tempi comunque rapidi, il problema esuberi.

A domanda precisa Italtel ha confermato che al momento non è ancora pronto il Piano Industriale (andrà in parte modificato visto quanto avvenuto in PSC), Piano che dovrebbe essere presentato nelle prossime tre / quattro settimane.

Come commentare una proposta simile?

Una richiesta di CIGS così come avanzata è irricevibile!

Si chiede ai lavoratori Italtel di subire i soliti, consueti, “inevitabili” tagli della retribuzione senza che allo stato attuale l’Azienda abbia detto cosa intenda fare per i prossimi anni. Una cassa sulla fiducia: ti sacrifichi ora e ti dirò in seguito quale sarà il tuo destino.

Come Sindacato abbiamo fatto presente a Italtel che in primis deve coinvolgere sindacato e lavoratori nella definizione del Piano, chiarendo nei dettagli quali saranno le attività, i prodotti, i servizi, i mercati sui quali Italtel vuole puntare.

A valle di questo si potrà discutere di livelli occupazionali, tenendo però conto che:

· Italtel, lo dice HR stessa, ha subito una fuoriuscita considerevole di personale negli ultimi tempi, la maggior parte con alte qualifiche professionali oltre a figure che la stessa Azienda riteneva in esubero (logica impone che queste vadano a decrementare il numero di esuberi dichiarato)

 

· Un uso pesante della CIGS va rifiutato perché otterrebbe l’effetto d’incentivare le uscite di altri dipendenti verso aziende concorrenti la nostra

 

·  Gli ultimi 12 anni hanno visto Italtel ricorrere in continuazione ad ammortizzatori per far fronte agli esuberi. Risultato? Personale più che dimezzato al pari del fatturato e azienda ripetutamente in crisi. È mai accettabile che la stessa indigeribile ricetta venga proposta anche a questo giro, quando Italtel post Concordato è un’azienda che, pur non navigando nell’oro, è finanziariamente in una condizione sostenibile?

Serve un uso degli ammortizzatori sociali leggero accompagnato da un accordo per esodi incentivati e a un impegno da parte Italtel per ricollocare (dopo eventuale re-skilling) le persone valide che lavorano in azienda e che talvolta sono sottoutilizzate. La causa del sottoutilizzo è dovuta, almeno in parte, a un’organizzazione aziendale incompleta, dove l’irrigidimento delle tre BU è ostacolo all’utilizzo trasversale e allo spostamento delle persone, visto non come opportunità di sinergia a livello aziendale, ma di mero aumento dei costi. Alla faccia dell’efficienza!

Ricollocazione dei dipendenti attuali e assunzioni di personale giovane con skill adeguati ai nuovi trend che Italtel dichiara (a parole per ora, mancando un Piano Industriale nero su bianco) di voler perseguire.

Al MiSE abbiamo fatto presente che l’ingresso di PSC in Italtel non era volto al solo salvataggio di quest’ultima, ma si inquadrava in un contesto più ampio, con PSC come perno centrale di un Polo Nazionale dell’Impiantistica.

Il Governo deve dare risposte chiare in merito, tanto più che Cassa Depositi e Prestiti solo sei mesi fa, dicembre 2021, ha concesso un finanziamento di circa 40 milioni di euro a PSC. Che fine hanno fatto questi soldi? Il MiSE intende farsi garante della nascita del Polo Nazionale con investimenti che vadano a vantaggio dell’infrastruttura di TLC italiana e salvaguardino le aziende che se ne devono occupare?

Il Ministero ha promesso che a breve verranno riconvocate le parti per una discussione che tenga conto non solo di PSC e Italtel ma in generale del mondo delle TLC italiano.

Le Regioni Lombardia, Lazio e Sicilia si sono dette disponibili per sostenere Italtel, garantendo eventuali ammortizzatori sociali, a fronte della presentazione del Piano Industriale da parte dell’Azienda (la regione Sicilia per esempio dovrebbe coinvolgere Italtel nel piano Smartcom).

In tutto questo, dulcis in fundo, segnaliamo la non partecipazione all’incontro istituzionale del neo AD Italtel.

Per discutere della situazione, di cosa fare, per avere un parere da parte dei colleghi è indetta un’assemblea unitaria, dei tre siti di Milano, Roma e Carini, per martedì 28 giugno alle 16, con la presenza dei Segretari Nazionali di FIM-FIOM-UILM.

Invieremo a breve il link per potersi collegare.

 

FIM – FIOM – UILM Nazionali

Coordinamento RSU Italtel

27 giugno 2022

martedì 29 giugno 2021

Presidio MiSE e successiva webcall col ministero

Nelle ultime settimane il percorso di salvataggio Italtel ha evidenziato dei segnali a nostro avviso preoccupanti, al punto da non essere più certi che quanto delineato con l’ingresso (futuro) di PSC, si potesse realizzare.

Ricordiamo che a oggi Italtel vede come azionisti Exprivia e Cisco, che l’affitto dell’azienda da parte di PSC non si è realizzato, che le garanzie bancarie necessarie a sbloccare i rapporti con Cisco (come fornitore) non sono ancora state ratificate (creando problemi all’operatività Italtel ed effetti negativi sui margini) e, aspetto fondamentale, senza che vi sia stata l’ufficialità di un intervento dello Stato (tramite Cassa Depositi e Prestiti) a sostegno della nascita di un Polo Nazionale dell’Impiantistica, guidato da PSC, con Italtel come uno degli elementi cardine del progetto.

Ciliegina sulla torta, nel primo incontro avuto con l’Azienda presso il Ministero del Lavoro, Italtel ha comunicato la necessità di ricorrere alla CIGS, nei prossimi 12 mesi, CIGS che coinvolgerebbe circa 800 lavoratori, con velocità variabili, in alcuni casi pesanti (ad esempio per 30 lavoratori l’Azienda propone 130 gg di CIGS in un anno, per altri 200 lavoratori 78 gg di CIGS…).

Come Sindacato in questi giorni ci siamo mossi su più versanti, in particolare con il Presidio sotto il MiSE di giovedì 24 giugno, che ci ha consentito da un lato di essere ricevuti dal viceministro Todde (alla quale abbiamo riportato i dubbi e le preoccupazioni espresse in queste comunicato) e di interloquire con alcuni parlamentari del PD, di LeU, del M5S che da mesi seguono la nostra vicenda.

Venerdì 25 giugno vi è poi stata una call, sempre con il MiSE, presenti i vertici Italtel, il Sindacato, i rappresentanti delle Regioni Lombardia, Lazio, Sicilia, il Responsabile della Segreteria Tecnica del viceministro Todde, il professor D’Addona, nella quale si è discusso del futuro di Italtel, si è fatto il punto della situazione nel percorso che dovrebbe evitare il fallimento, si è chiesto conferma della fattibilità di un intervento del Governo a supporto dell’operazione di messa in salvo, si è infine interloquito con i vertici aziendali rispetto alla scelta della CIGS.

Per riportarvi in modo dettagliato quanto è emerso, per poter rispondere alle domande che verranno da parte vostra, riteniamo fondamentale organizzare delle Web Call dove illustreremo quanto è emerso, le rassicurazioni avute e le problematiche ancora in essere. 

Successivamente alle Web Call avremo un secondo incontro con l’Azienda al Ministero del Lavoro, giovedi 1 luglio, sull’uso della CIGS o, come auspichiamo, sulla possibilità di ricorrere ad altri ammortizzatori.

È infine prevista, con data da definire, una Web Call con il MiSE, nella speranza che in quella sede siano smarcati i punti necessari al salvataggio dell’Azienda (e del posto di lavoro di chi ne fa parte).

 

Fim – Fiom – Uilm Nazionali

Coordinamento RSU Italtel

25 giugno 2021 

giovedì 21 gennaio 2021

Webcall con il MiSE

Giovedì 21 gennaio si è tenuta una videocall fra il Coordinamento Nazionale  RSU, le Strutture Sindacali Territoriali e Nazionali, i rappresentanti del Mise, del Ministero del Lavoro, delle Regioni Lombardia, Lazio, Sicilia, i vertici Italtel (Presidente e AD), i due attuali azionisti Exprivia e Cisco. 

Il Presidente Italtel ha illustrato le ultime novità sul percorso che dovrebbe portare alla messa in sicurezza dell’azienda. 

La proposta avanzata dal Gruppo PSC, e scelta il 31 dicembre scorso dal CDA Italtel, dovrà essere asseverata da un esperto e presentata al Tribunale di Milano entro il 5 febbraio. Solo a valle dell’accettazione del Tribunale si potrà fare domanda di Concordato. A detta del Presidente Italtel l’offerta PSC è importante perché contempla un dialogo con Exprivia e Cisco e prevede un prossimo coinvolgimento di TIM (che rientrerebbe come azionista di Italtel). 

È intervenuto quindi l’A.D. Italtel che ha sottolineato l’importanza del progetto di PSC di dare vita a un grande gruppo dell’ingegneria, dell’impiantistica e dello sviluppo nel settore TLC (in linea con quanto prevede il Next Generation Europe). Un gruppo leader nei settori del 5G, dell’Ultra Broad Band, dei Data Center e delle Smart Grid. Di particolare importanza la presenza di TIM come azionista, visto il suo impegno nel portare avanti le tematiche sopra citate (5G, UBB…) e la considerazione sul ruolo che avrebbe Italtel, visto come partner industriale. 

Da parte nostra, come Sindacato, preso atto del percorso che dovrebbe concludersi con il Concordato, si è sottolineato che le organizzazioni sindacali e i lavoratori Italtel, non possano assistere passivamente a decisioni prese su altri tavoli. In particolare è fondamentale che il Piano Industriale veda il coinvolgimento del Sindacato e di chi in Italtel lavora. Non è accettabile che l’azienda (e i suoi azionisti) mettano a punto un Piano e che ai lavoratori spetti solo, a valle dell’approvazione, subirne eventuali effetti negativi (esuberi) se il Piano Industriale dovesse contemplarne. 

Italtel ha una storia che si basa sulla concertazione fra le parti, una storia che per quanto problematica si sia mostrata negli ultimi anni, ha permesso all’azienda di sopravvivere. Mai come ora, con la prospettiva di un possibile rilancio, è fondamentale un confronto. 

Sempre come Sindacato abbiamo stigmatizzato il ricorso alla CIGO COVID, che proprio in queste ore sta partendo, quando, non più di tre giorni fa, l’azienda si era detta disponibile a confronti con le RSU per valutare l’impatto della CIGO sui dipendenti. L’utilizzo CIGO come “strumento tattico” per migliorare la marginalità ha come effetto negativo il far emergere problemi nel rapporto con alcuni clienti (che potrebbero rivedere la loro posizione nei confronti d’Italtel). 

Altro aspetto che abbiamo rimarcato è la necessità di ridefinire il rapporto Italtel con Cisco, nel merito del costo delle forniture dell’azienda (nostro azionista di minoranza): solo un abbassamento del costo consentirebbe a Italtel di avere maggiore marginalità sulle commesse acquisite. Fra l’altro riteniamo preoccupante che a causa di problemi nei pagamenti Italtel, su forniture Cisco, l’Azienda sia costretta a ricorrere a terze parti per recuperare materiale (con conseguente aumento dei costi).

Sia il Presidente sia l’A.D. Italtel, nella replica alle osservazioni sindacali, si sono detti disponibili a proseguire il dialogo sulla CIGO e sul Piano Industriale.

Per la Cassa facendo ricorso a un numero di giorni il più possibile limitato in linea con i carichi di lavoro dei reparti; per il Piano accettando l’idea di un confronto col Sindacato ma, tenendo conto dei tempi stretti per ottenere l’approvazione del Tribunale di Milano, solo a valle del 5 febbraio p.v.

L’A.D. ha poi ribadito che la proposta del Gruppo PSC è per l’intero perimetro aziendale (in Italia e all’estero), a garanzia della salvaguardia occupazionale. 

Le regioni presenti hanno sottolineato che proseguiranno nella loro attività di “monitoraggio” d’Italtel, avendo a cuore la salvezza della Società e la tutela di tutti i posti di lavoro. 

Il MiSE, auspicando nell’immediato un primo confronto locale fra Azienda e Sindacato, si è detto disponibile a essere sede per gli incontri che nel mese prossimo, e nelle settimane successive, avverranno fra le parti, proprio in merito all’analisi e a una eventuale rimodulazione del Piano Industriale.

 

FIM – FIOM – UILM Nazionali

Coordinamento Nazionale RSU gruppo Italtel

21 gennaio 2021


lunedì 2 novembre 2020

Incontro al MiSE del 30 ottobre 2020

Venerdì 30 ottobre si è tenuta una videocall fra il Coordinamento Nazionale RSU, le Strutture Sindacali Territoriali e Nazionali, il MiSE (alla presenza della Sottosegretaria Todde), i rappresentanti delle Regioni Lombardia, Lazio, Sicilia, i vertici Italtel (Presidente e AD), il Presidente del principale azionista (Exprivia), l’AD dell’azionista di minoranza (Cisco), il Presidente del Gruppo PSC. 

L’AD Italtel ha brevemente riassunto gli avvenimenti delle ultime settimane in particolare quanto accaduto a valle dell’offerta vincolante presentata dal Gruppo PSC per acquisire l’intera Italtel. Nelle tre settimane intercorse fra il 25 settembre e il 15 ottobre PSC ha definito il Piano Industriale per Italtel e avanzato una prima bozza di accordo ristrutturazione debiti da sottoporre ai creditori. 

Italtel dal canto suo, non potendo realisticamente essere pronta per presentare domanda di Omologa presso il Tribunale di Milano nei tempi previsti dalla legge (scadenza 7 novembre), ricorrerà all’art. 186 del Codice Fallimentare, con domanda al Tribunale di un Concordato in Continuità Aziendale con Assuntore e Affitto d’Azienda: in pratica il Gruppo PSC farà da garante per Italtel permettendole di proseguire con le proprie attività. 

L’azienda ha inoltre chiesto una ulteriore dilazione temporale (per legge fino a tre mesi) della Prenotativa. 

Lo scopo è, nelle settimane che verranno, di avere l’avvallo del Piano Industriale e del Piano Ristrutturazione Debiti da parte prima del Consiglio di Amministrazione e poi di un esperto indipendente e di ottenere dal Tribunale, indicativamente a metà dicembre, il via libera all’affitto da parte di PSC. 

Il periodo di affitto dovrebbe chiudersi verosimilmente dopo l’estate 2021 e portare all’accordo definitivo di ristrutturazione del debito con ricorso all’Omologa (art.182 bis) così come avvenuto nel 2012 e 2017. 

Nei mesi di affitto verrà alla luce una New Company, una “nuova Italtel”, con la presenza del gruppo PSC e di TIM (il Presidente di PSC ha confermato le indiscrezioni di stampa, vedi articolo recente del Sole24Ore). 

Fra l’altro, nelle intenzioni di PSC, l’acquisizione Italtel si inserisce in un progetto più ampio che dovrebbe chiudersi con la nascita di un grande polo italiano delle infrastrutture che vedrà al suo interno la partecipazione diretta di Cassa Depositi e Prestiti. 

Il Presidente PSC ha confermato che è loro intenzione investire su Italtel non solo a conclusione del processo di salvataggio, ma a partire già dai mesi prossimi, perché solo un’Italtel pienamente operativa potrà contribuire al conseguimento dei risultati economici che il Piano Industriale prevede (nel giro di due anni PSC e Italtel insieme dovrebbero raggiungere il miliardo di fatturato e una forza lavoro di 4500 dipendenti). 

Nella call sono poi intervenuti gli azionisti. 

Entrambi hanno espresso apprezzamento per l’operazione in atto sottolineando però la forte criticità del momento e il rischio che il percorso di salvataggio Italtel, in assenza di una proroga concessa dal Tribunale, possa fallire. 

L’AD Cisco ha ribadito che la sua azienda ha continuato a garantire l’operatività Italtel in modo che l’impasse di questi mesi non incidesse nei rapporti fra Italtel e i clienti (è però vero, come ammesso dall’AD Italtel, che la nostra società utilizza fornitori differenti da Cisco per il reperimento di materiale tecnico, necessario a sostenere i progetti e le soluzioni da fornire ai clienti stessi). 

Come Sindacato abbiamo chiesto maggiori dettagli su quanto enunciatoci dai soggetti presenti insistendo con il MiSE perché il governo abbia un ruolo attivo nella vicenda. 

Riteniamo non esaustive le risposte avute. 

L’incontro di oggi non rassicura del tutto sulla possibilità per Italtel di risolvere in modo positivo la propria delicata posizione. 

Abbiamo capito che perlomeno fino a metà dicembre non vi saranno indicazioni chiare sul Piano Industriale, sull’accordo coi creditori, su eventuali ricadute occupazionali (oggi non se ne è parlato). 

La sensazione avuta è che la call sia stata almeno in parte usata dagli interlocutori presenti (azionisti, management, futuri proprietari) come terreno di contrapposizione dialettica fra le parti e non come momento per fare un passo deciso in avanti a favore del futuro di Italtel e dei suoi dipendenti. 

Il MiSE ha promesso la convocazione di un tavolo dopo la presentazione del Piano Industriale e dell’accordo ristrutturazione del debito.

Ci auguriamo che in quell’occasione non solo si chiariscano i dubbi ancora aperti ma che si delinei in concreto il salvataggio dell’azienda 

Fim – Fiom – Uilm Nazionali

Coordinamento Nazionale RSU gruppo Italtel

2 novembre 2020 

venerdì 4 settembre 2020

Webcall con il MiSE

Venerdì 4 settembre  si  è  tenuta  una  videocall  fra il Coordinamento  Nazionale  RSU,  le Strutture Sindacali Territoriali  e  Nazionali, il  MiSE (alla   presenza   della Sottosegretaria Todde),  i rappresentanti  delle Regioni Lombardia, Lazio,  Sicilia, i vertic i Italtel (Presidente e AD), gli AD dei due azionisti Exprivia e Cisco.

L’AD Italtel ha fornito gli ultimi aggiornamenti sul percorso che dovrebbe portare alla messa in sicurezza dell’azienda. 

In particolare ha informato i presenti che il CDA Italtel ha dichiarato lunedì 7 settembre la data ultima entro la quale dovranno pervenire le offerte vincolanti di acquisto.

Allo stato attuale delle 8 offerte giunte entro fine luglio 5 sono state ritenute interessanti (nei giorni scorsi il CDA aveva chiesto alle aziende che hanno presentato le 5 domande di fornire la disponibilità all'acquisto dell'intero perimetro aziendale, con un occhio di riguardo alla salvaguardia dei livelli occupazionali e alla sostenibilità finanziaria dell’operazione di salvataggio).

Il 9 settembre si terrà un ulteriore CDA che, una volta fatta la scelta, dovrà comunicarla al Tribunale di Milano.

Nei due mesi che ci porteranno al prossimo 7 novembre sarà necessario definire nei dettagli il Piano Industriale Italtel (Piano che dovrà essere validato da un esperto) trovando, parallelamente, una quadra coi creditori (banche, fondi, fornitori).

Solo a valle del percorso descritto sarà possibile presentare domanda di Omologa al Tribunale di Milano e giungere, indicativamente entro fine anno, all’attuazione del medesimo, portando Italtel in salvo e rilanciandola. 

Gli attuali azionisti hanno detto di essere interessati alla fine dello stato di crisi Italtel. 

L’AD di Cisco ha sottolineato il ruolo strategico di Italtel e la necessità, già nel presente, di mantenere in essere le attività che Cisco con Italtel sta portando avanti (tenendo conto comunque delle difficoltà finanziarie e dell’esposizione debitoria che Italtel ha nei confronti dell’azionista di minoranza).

L’AD di Exprivia ha rimarcato che è interesse della stessa Exprivia portare Italtel al di fuori delle secche perché lo stallo nella situazione della controllata impedisce l’approvazione del bilancio della controllante. 

Le Regioni Lombardia, Lazio e Sicilia hanno confermato di seguire da vicino l’evolversi degli eventi rimarcando la necessità di garantire continuità all’azienda e difendere il posto di lavoro dei dipendenti Italtel. 

Come Sindacato si è ribadito che il confronto con l’azienda deve da un lato proseguire, muovendosi, ognuno nei propri ambiti, nella medesima direzione che è per l’appunto quella di dare un futuro a Italtel e a chi in Italtel vi lavora. 

Al Governo si è chiesto un intervento a sostegno dell’operazione in un’ottica che da un lato sia di aiuto a Italtel ma, superato come si spera il rischio del fallimento della Società, di un rilancio che sia inserito nel più ampio percorso di investimenti che lo Stato ha dichiarato di volere e poter fare nelle TLC. 

Il MISE ha ribadito che un ingresso diretto (ad esempio di CDP tramite CDP Equity) non è al momento fattibile.

Diverso è ipotizzare un coinvolgimento dello Stato a valle del salvataggio Italtel, salvataggio che deve vedere come primo soggetto protagonista l’azienda che avrà avanzato l’offerta vincolante ritenuta la più vantaggiosa. 

Il timore che come Sindacato abbiamo è che la distinzione netta fra un primo tempo (salvare Italtel) e un secondo tempo (inserirla nel contesto di rilancio delle TLC) rischi di risolvere solo nel contingente i problemi che gravano sull’azienda, con una Italtel che eviterebbe il pericolo maggiore (la scomparsa) ma che si ritroverebbe nel giro di pochi mesi a dover affrontare nuovamente forti criticità. 

Proprio per evitare quanto scritto abbiamo intenzione di continuare a sollecitare la politica. 

Martedì 8 settembre è previsto una riunione con il PD Nazionale (nella sede del Nazareno a Roma) dove incontreremo esponenti del partito che si occupano di TLC. 

A valle del CDA e dell’incontro con il PD, convocheremo le assemblee (indicativamente martedì 15 settembre: vi invieremo mail per confermare la data e indicare l’ora delle assemblee stesse). 

 

FIM – FIOM – UILM Nazionali

Coordinamento Nazionale RSU gruppo Italtel

4 settembre 2020

lunedì 3 agosto 2020

Le offerte per Italtel


Giovedì 30 luglio si è tenuta una webcall fra il Coordinamento Nazionale RSU, le Strutture Sindacali Territoriali e Nazionali, l’AD e il Responsabile HR Italtel.

Nella call l’AD ha riportato una breve panoramica delle offerte giunte entro il 24 luglio per l’acquisizione di Italtel.

Vi è stata una manifestazione di interesse da parte di 7 realtà industriali (un’ottava offerta è prevista per oggi).

L’AD non ha potuto indicare i nomi dei soggetti in questione, descrivendo invece per sommi capi l’impianto delle offerte.

Delle 7 proposte una sola riguarda l’intera Italtel.

Ve ne è poi una seconda che si riferisce all’intera azienda esclusa la parte di progettazione per la Banda Ultra Larga.

Una terza offerta è associata a circa il 45% dell’azienda (Servizi Professionali e Banda Ultra Larga).

Le altre proposte sono a “scendere” nel senso che manifestano un interesse a decrescere sia nei termini delle attività di Italtel che vorrebbero acquisire sia per la loro dislocazione geografica (un’offerta, ad esempio, è per la sola Italtel Spagna). 

Il CDA Italtel, convocato oggi, inizierà a vagliare le varie offerte definendo una graduatoria (Italtel in linea di massima privilegerà le proposte più vantaggiose da un punto di vista economico e che interessano il perimetro aziendale il più ampio possibile).

Nelle settimane a venire si terranno colloqui e approfondimenti con le aziende in questione (partendo dalle meglio posizionate nella graduatoria delineata dal Consiglio di Amministrazione).

Va ricordato che un ruolo decisivo nelle trattative lo avranno il Tribunale di Milano, gli azionisti, i creditori. 

Nella giornata di ieri vi è stato un incontro fra i vertici Italtel e il MiSE, con la sottosegretaria Todde che ha la delega per le crisi aziendali. 

Sempre in riferimento alla politica abbiamo avuto conferma di due interrogazioni parlamentari rivolte al Ministero dello Sviluppo Economico, dell’onorevole Varrica (M5S) e degli onorevoli Epifani e Fornaro (Liberi e Uguali) che avevamo contattato nei giorni scorsi.   

Le interrogazioni sollecitano un intervento diretto del Governo suggerendo un coinvolgimento di Cassa Depositi e Prestiti a supporto del salvataggio di Italtel. Come RSU e Organizzazioni Sindacali continueremo nei prossimi giorni il "pressing" sulle Istituzioni e sulla politica. 

Fim Fiom Uilm Nazionali

Coordinamento Nazionale RSU Italtel


venerdì 10 luglio 2020

In balia delle onde, in attesa del naufragio?


Con il comunicato ufficiale del 8 luglio, Exprivia ha informato, oltre alla propria momentanea uscita dal segmento STAR della Borsa, del ritiro della proposta di risanamento di Italtel. Siamo forse di fronte all’epilogo di quanto annunciato dai vertici di Exprivia nell’incontro con il MISE tenutosi nelle scorse settimane?

La situazione appare sempre più preoccupante: dall’inizio del concordato in bianco abbiamo assistito unicamente a un susseguirsi di annunciate scadenze, di ultimatum e voci di interessamenti terzi solo a parti di Italtel.

Di concreto cosa abbiamo? Il nulla.

Il perdurare di questa condizione aggrava ancor di più lo stato finanziario di Italtel in quanto la Prenotativa prevede alcuni vincoli: temiamo che ancora una volta il conto venga presentato ai lavoratori, che da molti anni si vedono decurtato il salario e nell’ultimo periodo anche la sospensione di voci retributive.

In questa situazione d’incertezza i lavoratori vogliono essere parte attiva, mai come adesso, al fine di salvaguardare il futuro dell’intera azienda e degli attuali livelli occupazionali. In questa ottica, la mancanza di informazioni sicure su ciò che sta accadendo non aiuta: invitiamo quindi il management a rendere concreto ed effettivo il coinvolgimento dei lavoratori anche al fine di evitare l’emorragia di competenze che si sta verificando.

È da tempo che riteniamo che la politica debba giocare un ruolo di primo piano nell’individuazione di un progetto di rilancio di Italtel, con la partecipazione dello Stato a un piano industriale concreto nell’ottica della strategicità delle telecomunicazioni nei prossimi anni. Riteniamo inoltre che questo intervento sia dovuto in quanto il debito, che ha portato alla situazione attuale, è nato una ventina di anni fa a seguito della privatizzazione e di una serie di operazioni finanziare (Leverage Buy Out).

Se la stessa politica dichiara la volontà di investire nel settore delle telecomunicazioni, sono necessarie azioni concrete e immediate che salvaguardino il patrimonio industriale e umano di Italtel, per evitare che l’azienda che ha fatto la storia delle telecomunicazioni in Italia venga smembrata e svenduta nella logica di mere speculazioni finanziarie.

Da parecchi mesi l’RSU e le OO.SS. sono in contatto con le forze politiche (nei prossimi giorni sono fissati nuovi appuntamenti); hanno incontrato la rappresentanza del presidio dello Stato sul territorio (manifestazioni davanti le prefetture); mercoledì prossimo è previsto un incontro con l’a.d. di Italtel. Stiamo cercando di fare il massimo per rendere possibile l’integrità di Italtel: sicuramente siamo convinti, mai come ora, che sia necessaria la partecipazione di tutti. 

Chiediamo quindi ai lavoratori maggiore partecipazione, all’azienda maggiore trasparenza e al Governo, con forza, che ci dia una risposta, ora!

Coordinamento Nazionale RSU gruppo Italtel
10 luglio 2020

giovedì 25 giugno 2020

Incontro con Mise e Regioni

Riportiamo il comunicato stampa di FIM FIOM UILM Nazionali.

Italtel. Salvaguardare l'integrità del gruppo

Nel tardo pomeriggio di ieri si è svolto, in videoconferenza, l'incontro, richiesto con urgenza dalle organizzazioni sindacali, tra il ministero dello Sviluppo economico, le direzioni di Italtel ed Exprivia – azionista di maggioranza – Fim, Fiom, Uilm nazionali e territoriali e il coordinamento nazionale delle Rsu Italtel.

All'incontro, cui era presente la sottosegretaria allo Sviluppo economico Mirella Liuzzi, hanno preso parte anche i rappresentanti delle Regioni Lombardia, Lazio e Sicilia e un rappresentante di Sace.

All'ordine del giorno la difficile situazione nella quale si è venuta a trovare l'Italtel, che ad aprile ha depositato al Tribunale di Milano domanda prenotativa ai sensi dell’art. 161 sesto comma l legge fallimentare. 
Il Tribunale ha fissato in 120 giorni – a decorrere dall'11 maggio – il termine per la presentazione della domanda definitiva di concordato o per quella di omologa di accordi di ristrutturazione dei debiti.

Nell'incontro l'azienda ha comunicato che nei giorni scorsi una società del gruppo finanziario Pillarstone ha acquistato la quota di debito di Italtel da Unicredit.

* * *

Dichiarazione di Marco Giglio, Roberta Turi e Michele Paliani, coordinatori nazionali Fim, Fiom e Uilm di Italtel: 

“Abbiamo espresso al ministero dello Sviluppo economico e a tutti i presenti le fortissime preoccupazioni rispetto al futuro di un'azienda che rappresenta un pezzo di storia delle telecomunicazioni di questo paese.
L'Italtel è oggi in grande difficoltà, insieme ad altre aziende del settore, a causa della riduzione del volume delle commesse Tim rispetto al 2018 e un rallentamento delle attività che svolgono per Open Fiber, che hannoprodotto una drastica diminuzione del fatturato nel 2019.”

“Il paese ha bisogno di una strategia pubblica per le telecomunicazioni che consenta di portare la banda ultralarga e connessioni veloci alla Pubblica Amministrazione, alle imprese e ai cittadini ma che permetta, nel contempo, la tenuta occupazionale delle aziende cui vengono affidati i compiti di progettazione e costruzione delle reti, dei prodotti e dei servizi per le tlc. 
È paradossale che mentre si parla della necessità di una rete di telecomunicazioni a larga banda si debbano gestire continue ristrutturazioni nelle aziende che operano in questo comparto. 

L'Italtel è un'azienda strategica, le cui lavoratrici e lavoratori hanno competenze e know how che non devono essere dispersi. 
Per questo abbiamo chiesto al Mise che si determini immediatamente un forte intervento pubblico, anche attraverso cassa depositi e prestiti, per salvaguardare e rilanciare l'azienda nella sua integrità e scongiurare spezzatini che avrebbero ripercussioni estremamente negative sui lavoratori. Riteniamo positivo che il ministero abbia condiviso la necessità di salvaguardare tutti gli asset aziendali, dichiarando che interverrà anche sull'altro azionista, Cisco. 
È necessario che al più presto vengano fatti tutti i passaggi necessari per fare in modo che si vada nella direzione di un nuovo accordo di ristrutturazione del debito”

Alla fine della riunione il Mise ha dichiarato che riconvocherà le parti nelle prossime settimane.

Uffici stampa Fim, Fiom, Uilm
Roma, 24 giugno 2020

venerdì 12 giugno 2020

Il Fondo Pillarstone


È notizia di oggi (articolo apparso su Il Sole 24 Ore) della cessione del credito detenuto da Unicredit (nei confronti di Italtel) al Fondo Pillarstone (in particolare a una sezione del Fondo che si occupa di gestire e valorizzare crediti UTP, quali sono quelli di Italtel verso le banche).

Quando si parla di valorizzare tali crediti lo si fa in riferimento al Fondo stesso ovvero, dietro un intervento che in teoria dovrebbe salvaguardare la continuità aziendale e il rilancio di Italtel, potrebbero esservi delle ipotesi che non sono a tutela dei lavoratori (spezzatino dell’azienda, vendita di alcune sue parti ad altre realtà industriali e contemporanea dichiarazione di esuberi…).

Come Sindacato abbiamo chiesto un incontro urgente con i vertici Italtel.
L’incontro avverrà probabilmente martedì 16 o mercoledì 17 giugno.

Nello stesso tempo stiamo cercando di avere un confronto con le Istituzioni (finora abbiamo potuto dialogare con Regione Lombardia e Regione Lazio: vogliamo ottenere al più presto un incontro al MiSE, cosa che finora non si è realizzata nonostante le ripetute richieste portate avanti da tempo, sia in forma diretta sia tramite i contatti politici che abbiamo).

A valle dell’incontro con Italtel organizzeremo assemblee online con tutti i lavoratori e, in quella sede, decideremo quali iniziative mettere in campo.

Iniziative che dovranno essere rapide, efficaci e soprattutto partecipate.

Un atteggiamento di attesa, remissivo, del tirare a campare, non ha senso (non lo aveva nel passato, tanto meno lo ha ora).

È fondamentale che tutti si muovano, mettendoci la faccia, lasciando da parte ogni timore o tentazione di non esporsi per salvaguardare una posizione personale che è, nei fatti, in bilico per chiunque: nessuno escluso.

Per questo l’invito che sentiamo di farvi, da adesso, è di prepararsi, qualora le condizioni lo rendessero necessario, a lottare, con determinazione, con coraggio, con l’obiettivo di difendere il posto di lavoro, il proprio, quello di tutti, per garantire un futuro a Italtel.
  
Coordinamento RSU Italtel
12 giugno 2020

venerdì 22 maggio 2020

Incontro in Regione Lombardia del 20/05/2020


Mercoledì 20 maggio si è tenuto in Regione Lombardia un incontro con  l’Assessore al Lavoro e il dirigente dell’Unità Crisi aziendali dell’assessorato, le Strutture Sindacali Nazionali, i rappresentanti della RSU Italtel di Settimo Milanese e l’Azienda.

L’incontro era stato richiesto con urgenza dal Sindacato per sollecitare un intervento da parte delle Istituzioni e dall’altro per avere, da parte dell’AD Italtel, aggiornamenti sull’evolversi della situazione dell’Azienda, a fronte delle ultime novità emerse in questi giorni, come il comunicato stampa di Exprivia e la nomina del nuovo Presidente Italtel.

L’AD, illustrando ai rappresentanti di Regione Lombardia quanto avvenuto in Italtel negli ultimi anni dal 2018 fino alla richiesta di Prenotativa dell’aprile scorso, ha ribadito che la volontà dell’azionista di maggioranza, Exprivia, è di proseguire con il proprio impegno in Italtel per il suo rilancio industriale. A detta dell’AD il comunicato stampa Exprivia è focalizzato sugli azionisti e sul mercato azionario per dare un'informativa oggettiva di quanto sta accadendo.  Pur confermando la conclusione del rapporto di esclusiva con il Fondo Clessidra, l’AD ha specificato che Exprivia si sta rivolgendo verso altri soggetti finanziari sempre nell’ottica di rilanciare Italtel, ricapitalizzandola, e rifinanziandola.

Se l’ipotesi principale non fosse perseguibile in tempi brevi in subordine rimarrebbe l’ipotesi di una vendita di Italtel ad altre realtà industriali, alcune delle quali sono interessate a una parte dell’azienda, altre interessate all’intera Società.

Sul nuovo Presidente, l’AD ha sottolineato l’esperienza decennale in molte realtà aziendali e la conoscenza approfondita del mondo finanziario.

Come Sindacato abbiamo manifestato a Regione Lombardia la forte preoccupazione per quanto sta avvenendo, chiedendo innanzitutto che la Regione intervenga anche sugli azionisti di Italtel (Exprivia e Cisco) e sul Ministero dello Sviluppo economico, al quale è stata chiesta più volte una convocazione. Per le organizzazioni sindacali e per le RSU tutte, le istituzioni devono intervenire affinché sia garantita la tenuta occupazionale e l'integrità dell'azienda.

Si è fatto presente alla Regione che Italtel è un’azienda storica nata proprio in Lombardia, che ha un ruolo in un settore fondamentale per il paese quale quello delle TLC e che da anni fornisce un valido supporto, per esempio, alle realtà ospedaliere lombarde, da Niguarda a Humanitas fino al nuovo Ospedale nato in zona Portello in occasione dell’emergenza Covid-19.

I rappresentanti della Regione hanno dichiarato che interverranno sul Mise e sugli azionisti. Indicativamente è previsto un ulteriore passaggio di verifica a giugno.

Fim – Fiom – Uilm Nazionali
20 maggio 2020

venerdì 17 gennaio 2020

Un futuro per Italtel



Negli ultimi giorni come RSU di Castelletto, in accordo con le RSU di Roma e Carini, e grazie all’appoggio delle segreterie Nazionali e Territoriali, abbiamo avuto una serie di incontri con esponenti istituzionali e politici a livello nazionale e regionale.
In particolare si è potuto interloquire con il viceministro dell’Economia Antonio Misiani e alcuni deputati e consiglieri regionali.

Obiettivo degli incontri era far presente, alle Istituzioni, la situazione di pesante incertezza che riguarda Italtel, di come i dati di bilancio 2019 e l’indebitamento con le Banche rischino di mettere in dubbio l’integrità e il futuro dell’Azienda.

Al di là del quadro drammatico che si vive, abbiamo sollecitato la Politica non richiedendo, al momento, l’ennesimo utilizzo di ammortizzatori sociali per far fronte a eventuali esuberi (vi sarà modo di farlo qualora il problema venga posto sul tavolo dall’azienda), ma un intervento organico, un supporto dello Stato, che aiuti Italtel a ritrovare una stabilità finanziaria senza la quale non vi sarebbe alcuna prospettiva per il domani.

In particolare ci ha favorevolmente colpito la disponibilità e la proattività del viceministro Misiani che ha già avuto modo di confrontarsi direttamente con l’AD Italtel e che nei prossimi giorni, vedrà gli attori le cui scelte determineranno il futuro della Società (azionisti e Istituti di Credito).

Allo stato attuale ha poco senso promettere miracoli o vendere illusioni.
Il sentiero per un salvataggio di Italtel è stretto, ma il nostro compito è far si che l’azienda si debba salvare, attraverso un rafforzamento duraturo.

Nelle prossime settimane, (tenuto conto che il 20 di febbraio è convocata l’assemblea degli azionisti) si avrà un confronto al Ministero dello Sviluppo Economico fra Sindacato e vertici aziendali.

Nel frattempo proseguiremo a contattare le Istituzioni e la Politica tenendovi aggiornati di qualsiasi novità dovesse emergere.

Coordinamento Nazionale RSU Gruppo Italtel
FIM-FIOM-UILM Nazionali

giovedì 19 dicembre 2019

Aumenta la preoccupazione sul futuro Italtel


Le notizie che in questi giorni si stanno accumulando, sono particolarmente preoccupanti. Nascono dall’intreccio del fallimento di Banca Popolare di Bari (la stessa che ha finanziato il prestito ad Exprivia per acquisire l’81% di Italtel), con il CDA di Italtel di venerdì scorso, 13 dicembre (ripreso in un comunicato stampa da Exprivia) e dall’incontro del Coordinamento Nazionale RSU e FIM-FIOM-UILM Nazionali con l’AD di Italtel, svoltosi ieri.

Sulla banca Popolare di Bari è intervenuto il Governo in queste ore, per evitare che migliaia di correntisti perdessero i loro risparmi.

Abbiamo contemporaneamente ascoltato le intercettazioni telefoniche vergognose del management della banca.
La crisi della Popolare è nota da tempo, per questo è lecito domandarsi come abbia potuto finanziare Exprivia per l’acquisizione di Italtel.

Sempre sul versante banche, ci chiediamo se vi sia stato un intervento di Unicredit, detentore principale del debito Italtel, per pagarci gli stipendi?
Se fosse così, UNICREDIT oggi avrebbe il potere di impedire che si compia uno scempio: la distruzione della nostra azienda!

É lecito domandarsi queste cose per capire in che ginepraio di troviamo!

Preoccupante è leggere il comunicato stampa di Exprivia sul CDA di Italtel di venerdì 13 scorso.

Nel comunicato si legge che il CDA di Italtel ha deliberato la convocazione dell’assemblea dei soci (già successo qualche anno fa, visto che Italtel è ancora soggetta al 182 bis) perché la situazione è critica: o si alza il patrimonio netto attraverso nuovi capitali o si rischia il default. Abbiamo saputo che l’assemblea dei soci si terrà tra fine gennaio e inizio febbraio, ma già da META’ GENNAIO potremmo trovarci di fronte alla dichiarazione di esuberi da parte dell’Azienda.

L’AD ci ha delineato alcune ipotesi per il futuro.

Le banche dovrebbero valutare le nuove “prospettive industriali” che Italtel ha presentato loro e verificare la sostenibilità delle medesime.

Non è da escludersi che LE BANCHE DECIDANO DI VENDERE IL DEBITO A UN FONDO che si costituirebbe appositamente con questa finalità.  
Sappiamo bene che la natura di un fondo è di per sé speculativa: si compra per guadagnare a breve, non per tener viva un’azienda coi suoi prodotti, servizi, progetti…
  
A oggi le cose non sono chiare, non vi è ancora una scelta DEFINITIVA presa dagli azionisti, dai creditori, dal management (come confermato dall’AD). In sostanza immaginiamo che PROSEGUA il confronto fra Exprivia, Italtel e gli istituti di credito.

La nostra sensazione, vista la non approvazione della trimestrale, l’assenza del nuovo piano industriale, il comunicato Exprivia, è che i vari soggetti che dovranno decidere del nostro futuro, NON stiano marciando nella medesima direzione.

Immaginiamo che le banche creditrici, UNICREDIT in particolare ma anche BANCA POPOLARE DI BARI, non vogliano perdere i soldi che hanno prestato sia ad Exprivia sia a Italtel e che vogliano evitare il fallimento Italtel (con conseguente NON ESIGIBILITÀ dei debiti).
Sottolineiamo che se le banche e gli azionisti dovessero spezzare Italtel, recupererebbero ben pochi soldi rispetto al debito che in questi 20 anni GLI AZIONISTI hanno accumulato.

È bene ribadirlo: fu il leverage buy out (i fondi si indebitarono con le banche per acquisire Italtel e addossarono il debito sui bilanci della società) a creare una situazione finanziaria e di bilancio così complicata e pesante che Italtel difficilmente potrà superare (se mai lo farà).

Tutto ciò per colpa di azionisti e management, non per demerito dei lavoratori!

L’AD si è detto convinto che il matrimonio con Exprivia possa proseguire, che la fusione si possa accelerare.
Il dato di fatto, evidenziato dalla riorganizzazione di inizio agosto, dice tutt’altro.

L’integrazione al momento non ha funzionato: il comunicato di Exprivia agli azionisti, se da un lato era doveroso come comunicazione da rilasciare ai mercati, evidenzia una presa di distanza dell’azionista di maggioranza nei confronti di Italtel.

Che fare?

Sicuramente in assenza del piano industriale non ha senso presentarsi al MiSE oggi, a discutere di una situazione GRAVISSIMA, ma non chiara.
A metà gennaio, prima della convocazione dell’assemblea dei soci, le cose si manifesteranno nella loro drammaticità: per questo motivo, come Sindacato, abbiamo inoltrato la richiesta d’incontro al ministero e contattato le forze politiche.
  
L’importante è essere consapevoli della gravità della situazione: i silenzi e la confusione NON servono, sono solo dannosi.

Italtel, senza retorica, è un’azienda strategica, un bene per il Paese, una ricchezza non dilapidabile.

Per questo siamo schierati CON I LAVORATORI e con chi difende la TECNOLOGIA.

Con la rassegnazione non si va da nessuna parte.
Serve, è bene ribadirlo, la PARTECIPAZIONE, come nel 2010.

Gli auguri di Buon Natale ce li stiamo facendo da soli con un fine anno di notizie preoccupanti, in un futuro mai come ora incerto.

Per quanto non sia semplice è necessaria la reazione di tutti: non possono pagare sempre i soliti, non è moralmente accettabile.

FIM-FIOM-UILM NAZIONALI
Coordinamento Nazionale RSU gruppo Italtel

18 dicembre 2019