giovedì 19 dicembre 2019

Aumenta la preoccupazione sul futuro Italtel


Le notizie che in questi giorni si stanno accumulando, sono particolarmente preoccupanti. Nascono dall’intreccio del fallimento di Banca Popolare di Bari (la stessa che ha finanziato il prestito ad Exprivia per acquisire l’81% di Italtel), con il CDA di Italtel di venerdì scorso, 13 dicembre (ripreso in un comunicato stampa da Exprivia) e dall’incontro del Coordinamento Nazionale RSU e FIM-FIOM-UILM Nazionali con l’AD di Italtel, svoltosi ieri.

Sulla banca Popolare di Bari è intervenuto il Governo in queste ore, per evitare che migliaia di correntisti perdessero i loro risparmi.

Abbiamo contemporaneamente ascoltato le intercettazioni telefoniche vergognose del management della banca.
La crisi della Popolare è nota da tempo, per questo è lecito domandarsi come abbia potuto finanziare Exprivia per l’acquisizione di Italtel.

Sempre sul versante banche, ci chiediamo se vi sia stato un intervento di Unicredit, detentore principale del debito Italtel, per pagarci gli stipendi?
Se fosse così, UNICREDIT oggi avrebbe il potere di impedire che si compia uno scempio: la distruzione della nostra azienda!

É lecito domandarsi queste cose per capire in che ginepraio di troviamo!

Preoccupante è leggere il comunicato stampa di Exprivia sul CDA di Italtel di venerdì 13 scorso.

Nel comunicato si legge che il CDA di Italtel ha deliberato la convocazione dell’assemblea dei soci (già successo qualche anno fa, visto che Italtel è ancora soggetta al 182 bis) perché la situazione è critica: o si alza il patrimonio netto attraverso nuovi capitali o si rischia il default. Abbiamo saputo che l’assemblea dei soci si terrà tra fine gennaio e inizio febbraio, ma già da META’ GENNAIO potremmo trovarci di fronte alla dichiarazione di esuberi da parte dell’Azienda.

L’AD ci ha delineato alcune ipotesi per il futuro.

Le banche dovrebbero valutare le nuove “prospettive industriali” che Italtel ha presentato loro e verificare la sostenibilità delle medesime.

Non è da escludersi che LE BANCHE DECIDANO DI VENDERE IL DEBITO A UN FONDO che si costituirebbe appositamente con questa finalità.  
Sappiamo bene che la natura di un fondo è di per sé speculativa: si compra per guadagnare a breve, non per tener viva un’azienda coi suoi prodotti, servizi, progetti…
  
A oggi le cose non sono chiare, non vi è ancora una scelta DEFINITIVA presa dagli azionisti, dai creditori, dal management (come confermato dall’AD). In sostanza immaginiamo che PROSEGUA il confronto fra Exprivia, Italtel e gli istituti di credito.

La nostra sensazione, vista la non approvazione della trimestrale, l’assenza del nuovo piano industriale, il comunicato Exprivia, è che i vari soggetti che dovranno decidere del nostro futuro, NON stiano marciando nella medesima direzione.

Immaginiamo che le banche creditrici, UNICREDIT in particolare ma anche BANCA POPOLARE DI BARI, non vogliano perdere i soldi che hanno prestato sia ad Exprivia sia a Italtel e che vogliano evitare il fallimento Italtel (con conseguente NON ESIGIBILITÀ dei debiti).
Sottolineiamo che se le banche e gli azionisti dovessero spezzare Italtel, recupererebbero ben pochi soldi rispetto al debito che in questi 20 anni GLI AZIONISTI hanno accumulato.

È bene ribadirlo: fu il leverage buy out (i fondi si indebitarono con le banche per acquisire Italtel e addossarono il debito sui bilanci della società) a creare una situazione finanziaria e di bilancio così complicata e pesante che Italtel difficilmente potrà superare (se mai lo farà).

Tutto ciò per colpa di azionisti e management, non per demerito dei lavoratori!

L’AD si è detto convinto che il matrimonio con Exprivia possa proseguire, che la fusione si possa accelerare.
Il dato di fatto, evidenziato dalla riorganizzazione di inizio agosto, dice tutt’altro.

L’integrazione al momento non ha funzionato: il comunicato di Exprivia agli azionisti, se da un lato era doveroso come comunicazione da rilasciare ai mercati, evidenzia una presa di distanza dell’azionista di maggioranza nei confronti di Italtel.

Che fare?

Sicuramente in assenza del piano industriale non ha senso presentarsi al MiSE oggi, a discutere di una situazione GRAVISSIMA, ma non chiara.
A metà gennaio, prima della convocazione dell’assemblea dei soci, le cose si manifesteranno nella loro drammaticità: per questo motivo, come Sindacato, abbiamo inoltrato la richiesta d’incontro al ministero e contattato le forze politiche.
  
L’importante è essere consapevoli della gravità della situazione: i silenzi e la confusione NON servono, sono solo dannosi.

Italtel, senza retorica, è un’azienda strategica, un bene per il Paese, una ricchezza non dilapidabile.

Per questo siamo schierati CON I LAVORATORI e con chi difende la TECNOLOGIA.

Con la rassegnazione non si va da nessuna parte.
Serve, è bene ribadirlo, la PARTECIPAZIONE, come nel 2010.

Gli auguri di Buon Natale ce li stiamo facendo da soli con un fine anno di notizie preoccupanti, in un futuro mai come ora incerto.

Per quanto non sia semplice è necessaria la reazione di tutti: non possono pagare sempre i soliti, non è moralmente accettabile.

FIM-FIOM-UILM NAZIONALI
Coordinamento Nazionale RSU gruppo Italtel

18 dicembre 2019

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