Con un’email inviata nella tarda serata di venerdì 21 dicembre (ad azienda chiusa) a FIM-FIOM-UILM Nazionali e al Coordinamento Nazionale RSU, Italtel ha comunicato di procedere dal 1 gennaio 2019 alla disdetta unilaterale delle seguenti voci che fanno parte della Contrattazione di II Livello:
- Terzo elemento
- Quota accantonata fissa
- Premi fissi mensili
- Reperibilità
- Indennità di trasferta
- Trattamento per le centrali di Roma
- Abbonamenti ferroviari per il personale di Carini
- Verbali di accordo 2015/16/17
La
motivazione della disdetta risiede, secondo Italtel, nella necessità di
rispettare il Piano Industriale 2017/23, in particolare la parte del Piano che
indica i livelli di sostenibilità nel rapporto costi industriali - margini,
presupposto per l’approvazione dell’Omologa da parte del Tribunale di Milano (avvenuta
nel luglio 2017).
L’Azienda
ritiene inderogabile un risparmio di 3,4 ML€ sul costo del lavoro.
Dei
3,4 ML€, 1,1 sarebbero imputabili ai 25 lavoratori ritenuti eccedenti nel 2019,
colleghi per i quali Italtel dichiara di non voler procedere ad azioni
traumatiche l’anno prossimo, sostenendone il costo (in attesa che avvenga una
loro ricollocazione).
La decisione dell’Azienda
è INACCETTABILE!!!
Disdire
gli accordi sindacali vuol dire cercare lo scontro frontale con il Sindacato e
i lavoratori, ora con il taglio dei costi, poi, a fusione avvenuta, con il
taglio dei lavoratori?
Oltre il danno la
beffa
Nello
stesso giorno nel quale viene pubblicato in Intranet il messaggio di auguri del
Presidente e dell’Amministratore Delegato, messaggio che sottolinea e riconosce
l’impegno che i lavoratori hanno profuso nel 2018, li si ripaga con un
intervento a gamba tesa che va a colpire PESANTEMENTE la loro busta paga.
Nel
video, la Dirigenza Italtel pone l’accento sulla necessità che vi siano, da
parte di tutti, impegno, dedizione, professionalità, senso di responsabilità,
competenza, creatività, orgoglio per il lavoro che si svolge.
Sono,
questi, elementi che le persone hanno sempre messo in campo, nonostante gli
anni di sacrifici e di sofferenze (cassa integrazione, contratti di
solidarietà, congelamento degli istituti di II livello, riduzione degli
organici di migliaia di persone) che hanno contrassegnato la vita lavorativa dell’ultimo
decennio.
Se
Italtel è ancora viva, lo si deve in primo luogo a chi si è speso mosso proprio
dal senso di responsabilità, dal “piacere” di svolgere al meglio il lavoro,
prescindendo dalla cattiva moneta con la quale è stato più volte ripagato.
La
responsabilità, la professionalità, l’impegno a realizzare un sogno… si possono
chiedere solo mostrando di tenere realmente ai colleghi che sono l’Italtel.
Altrimenti
l’effetto che si ottiene è di esasperare le persone, colpendole sul piano
economico e, aspetto altrettanto grave, prendendole in giro.
Ci chiediamo se nelle
valutazioni finanziarie che l’Azienda fa, e che l’hanno portata alla scelta di
disdire gli accordi di II livello, vi sia una considerazione dell’impatto
negativo che una decisione come questa avrà nella normale vita quotidiana,
nell’impegno lavorativo dei dipendenti.
Se si vuole trasformare il
sogno in un incubo, venendo meno agli obiettivi sfidanti del Piano Industriale,
non vi è nulla di “meglio” che demotivare i lavoratori.
Il Piano Industriale è
definito di lungo termine (copre 7 anni): a essere di corto, cortissimo respiro
è la scelta aziendale di “ringraziare” i dipendenti con un “pacco natalizio”
comunicato la sera dell’ultimo giorno di lavoro.
Su un piano meramente
finanziario rimarchiamo alcuni punti che nella lettera aziendale non tornano.
Su tutti, il riferimento al
costo di 1,1 ML€ dato dalle 25 persone in esubero.
Ricordiamo
che la proroga di 3 mesi di CdS, da ottobre a dicembre 2018, porta a un
risparmio economico finalizzato proprio a coprire, per tutto il 2019, la
presenza dei colleghi ritenuti eccedenti.
Sorprendono poi alcune
disdette, tipo quella sugli abbonamenti ferroviari per i lavoratori di Carini,
risibili nella quantità (alcune migliaia di euro), ma indicative
dell’applicazione dei “due pesi, due misure” tenuto conto che in questo periodo
Italtel ha provveduto all’acquisto di una decina di iPhone ultimo modello per i
vertici aziendali, il cui costo è paragonabile al risparmio ottenuto con la
disdetta.
Chi
compie queste scelte dovrebbe solo VERGOGNARSI!!!
Come Sindacato risponderemo
alle disdette degli accordi sia sul piano legale (abbiamo già attivato il
nostro ufficio legale) che, con la riapertura dell’azienda il 2 gennaio,
mettendo in campo tutte le iniziative di lotta con i lavoratori.
Informeremo la Stampa, la
Politica, le Istituzioni, per bloccare la decisione, a nostro avviso del tutto
irresponsabile, presa dal gruppo Exprivia-Italtel.
È fin troppo semplice, e
privo di creatività (che un management degno di tale nome dovrebbe avere) far
ricadere i costi dell’acquisizione sui lavoratori, impoverendoli e di fatto
mancando loro di rispetto.
Non
possono essere sempre gli stessi a pagare!
AI
TAGLI DATECI UN TAGLIO!
Segreterie Nazionali di
FIM-FIOM-UILM
Coordinamento
Nazionale RSU gruppo Italtel
24
dicembre 2018
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