lunedì 24 dicembre 2018

Pacco di Natale


Con  un’email  inviata  nella  tarda  serata  di  venerdì 21 dicembre (ad azienda chiusa) a FIM-FIOM-UILM Nazionali e al  Coordinamento Nazionale RSU,  Italtel ha comunicato di procedere dal 1 gennaio 2019 alla disdetta unilaterale delle seguenti  voci  che  fanno  parte  della  Contrattazione  di II Livello:
  • Terzo elemento
  • Quota accantonata fissa
  • Premi fissi mensili
  • Reperibilità
  • Indennità di trasferta
  • Trattamento per le centrali di Roma
  • Abbonamenti ferroviari per il personale di Carini
  • Verbali di accordo 2015/16/17


La motivazione della disdetta risiede, secondo Italtel, nella necessità di rispettare il Piano Industriale 2017/23, in particolare la parte del Piano che indica i livelli di sostenibilità nel rapporto costi industriali - margini, presupposto per l’approvazione dell’Omologa da parte del Tribunale di Milano (avvenuta nel luglio 2017).

L’Azienda ritiene inderogabile un risparmio di 3,4 ML€ sul costo del lavoro.
Dei 3,4 ML€, 1,1 sarebbero imputabili ai 25 lavoratori ritenuti eccedenti nel 2019, colleghi per i quali Italtel dichiara di non voler procedere ad azioni traumatiche l’anno prossimo, sostenendone il costo (in attesa che avvenga una loro ricollocazione).

La decisione dell’Azienda è INACCETTABILE!!!

Disdire gli accordi sindacali vuol dire cercare lo scontro frontale con il Sindacato e i lavoratori, ora con il taglio dei costi, poi, a fusione avvenuta, con il taglio dei lavoratori?

Oltre il danno la beffa

Nello stesso giorno nel quale viene pubblicato in Intranet il messaggio di auguri del Presidente e dell’Amministratore Delegato, messaggio che sottolinea e riconosce l’impegno che i lavoratori hanno profuso nel 2018, li si ripaga con un intervento a gamba tesa che va a colpire PESANTEMENTE la loro busta paga.

Nel video, la Dirigenza Italtel pone l’accento sulla necessità che vi siano, da parte di tutti, impegno, dedizione, professionalità, senso di responsabilità, competenza, creatività, orgoglio per il lavoro che si svolge.
Sono, questi, elementi che le persone hanno sempre messo in campo, nonostante gli anni di sacrifici e di sofferenze (cassa integrazione, contratti di solidarietà, congelamento degli istituti di II livello, riduzione degli organici di migliaia di persone) che hanno contrassegnato la vita lavorativa dell’ultimo decennio.
Se Italtel è ancora viva, lo si deve in primo luogo a chi si è speso mosso proprio dal senso di responsabilità, dal “piacere” di svolgere al meglio il lavoro, prescindendo dalla cattiva moneta con la quale è stato più volte ripagato. 

La responsabilità, la professionalità, l’impegno a realizzare un sogno… si possono chiedere solo mostrando di tenere realmente ai colleghi che sono l’Italtel.
Altrimenti l’effetto che si ottiene è di esasperare le persone, colpendole sul piano economico e, aspetto altrettanto grave, prendendole in giro.

Ci chiediamo se nelle valutazioni finanziarie che l’Azienda fa, e che l’hanno portata alla scelta di disdire gli accordi di II livello, vi sia una considerazione dell’impatto negativo che una decisione come questa avrà nella normale vita quotidiana, nell’impegno lavorativo dei dipendenti.

Se si vuole trasformare il sogno in un incubo, venendo meno agli obiettivi sfidanti del Piano Industriale, non vi è nulla di “meglio” che demotivare i lavoratori.

Il Piano Industriale è definito di lungo termine (copre 7 anni): a essere di corto, cortissimo respiro è la scelta aziendale di “ringraziare” i dipendenti con un “pacco natalizio” comunicato la sera dell’ultimo giorno di lavoro.

Su un piano meramente finanziario rimarchiamo alcuni punti che nella lettera aziendale non tornano.

Su tutti, il riferimento al costo di 1,1 ML€ dato dalle 25 persone in esubero.

Ricordiamo che la proroga di 3 mesi di CdS, da ottobre a dicembre 2018, porta a un risparmio economico finalizzato proprio a coprire, per tutto il 2019, la presenza dei colleghi ritenuti eccedenti.

Sorprendono poi alcune disdette, tipo quella sugli abbonamenti ferroviari per i lavoratori di Carini, risibili nella quantità (alcune migliaia di euro), ma indicative dell’applicazione dei “due pesi, due misure” tenuto conto che in questo periodo Italtel ha provveduto all’acquisto di una decina di iPhone ultimo modello per i vertici aziendali, il cui costo è paragonabile al risparmio ottenuto con la disdetta.

Chi compie queste scelte dovrebbe solo VERGOGNARSI!!!

Come Sindacato risponderemo alle disdette degli accordi sia sul piano legale (abbiamo già attivato il nostro ufficio legale) che, con la riapertura dell’azienda il 2 gennaio, mettendo in campo tutte le iniziative di lotta con i lavoratori.

Informeremo la Stampa, la Politica, le Istituzioni, per bloccare la decisione, a nostro avviso del tutto irresponsabile, presa dal gruppo Exprivia-Italtel.

È fin troppo semplice, e privo di creatività (che un management degno di tale nome dovrebbe avere) far ricadere i costi dell’acquisizione sui lavoratori, impoverendoli e di fatto mancando loro di rispetto.

Non possono essere sempre gli stessi a pagare!
AI TAGLI DATECI UN TAGLIO!


Segreterie Nazionali di FIM-FIOM-UILM
Coordinamento Nazionale RSU gruppo Italtel
24 dicembre 2018


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