Nel comunicato di venerdì scorso abbiamo sottolineato la grave
difficoltà che Italtel sta vivendo, in particolare da un punto di vista
finanziario, e i tentativi che come Sindacato stiamo portando avanti per darle
un futuro.
Altrettanto preoccupante è il quotidiano che Italtel sperimenta
da alcuni anni a questa parte.
Ci troviamo di fronte a
una progressiva riduzione d’organico: molti colleghi hanno deciso di cercare un
altrove lavorativo più sicuro e stimolante.
Un organico che continua a calare crea un pericoloso circolo
vizioso: meno persone allocabili sulle attività riducono la possibilità per
Italtel di aggiudicarsi nuove commesse, di acquisire nuovi clienti o, peggio
ancora, di mantenere quelli che segue da anni.
Non solo il personale
rischia di essere insufficiente, ma quello ancora in forza è mal distribuito.
Vi sono aree sovraccariche di lavoro e altre che, proprio a
causa delle commesse perdute sono, almeno in parte, non occupate.
L’azienda dovrebbe favorire la mobilità interna (e non
focalizzarsi sulla mobilità intesa come “devo mandare via altre persone”),
spostare un lavoratore improduttivo (non per sua scelta, ma per mancanza
oggettiva di “cose da fare”) dove vi è carenza di personale. A oggi osserviamo
una scarsissima mobilità interna, anche nei casi di personale con competenze
adeguate per svolgere le attività che registrano sofferenze.
Vi è poi la ferita
aperta del Service Center: abbiamo più volte sollecitato HR a togliere dal
reparto colleghi allocati da tempo senza che questo sia avvenuto.
In tutto ciò la
“convivenza” con Exprivia ha giocato un ruolo negativo.
Abbiamo assistito a un primo tentativo di fusione nei fatti
fallito.
Da parte di molti colleghi vi sono lamentele sui ritardi che si
accumulano dovendo adottare una modalità di lavoro che non è quella di Italtel,
con l’effetto di rallentare gli ingranaggi aziendali e di perdere altre
commesse.
Al di là degli intoppi
nel quotidiano, preoccupa l’evidente disomogeneità di due aziende che hanno
natura del tutto diversa: Italtel ha da sempre ragionato nel medio/lungo periodo
sviluppando progetti e prodotti che, per forza di cose, non garantiscono un
ritorno immediato. Exprivia è una società di consulenza che vive grazie al body
rental, spesso a basso costo, dove il turnover degli occupati è continuo.
Ci è stato detto che il
matrimonio “s’aveva da fare” vista la complementarietà di Italtel ed Exprivia
(mercato TLC e IT convergenti).
Nel 2018 è stato presentato al mercato un Piano Industriale
sfidante dettato da questa complementarietà. Dopo poco più di un anno il Piano
viene accantonato e ne viene redatto un altro (dal contenuto, al momento,
sconosciuto). Segnaliamo che a oggi non sappiamo nulla delle
"problematiche" che ci verranno presentate, e che dovremo affrontare,
nelle prossime settimane.
A tal fine, invitiamo
tutti i lavoratori a segnalarci "situazioni anomale" per poter fronteggiare
al meglio i prossimi impegni.
L’AD ha sottolineato che i problemi di bilancio del 2019 sono in
larga parte dovuti a una contrazione di investimenti nel settore delle
telecomunicazioni.
Il Piano Industriale del
2018 puntava, almeno a parole, a spostare il focus aziendale su settori
innovativi (IoT, Smart Cities, Industry 4.0…).
Ci saremmo aspettati un impiego di molti colleghi sulle nuove
attività, una formazione volta a fornire le conoscenze tecniche e le competenze
necessarie a portare avanti progetti innovativi. Tutto ciò è avvenuto in minima
parte, con Italtel che si è mostrata troppo “timida” nel cambiar pelle e nello
sganciarsi, per quanto possibile, dal suo storico core business.
A nostro parere Italtel
deve cambiare mentalità, investendo con maggior determinazione sul nuovo, puntando
sulle professionalità interne, motivando le persone che garantiscono la
continuità aziendale e, se necessario, ricollocando i lavoratori dopo
un’adeguata formazione.
La Società ha invece adottato un approccio opposto, intervenendo
a gamba tesa, con il taglio dello stipendio a partire dal 1 gennaio 2019 (a
questo proposito ricordiamo che sono tuttora in corso le cause legali intentate
contro l’azienda) per poi “premiare” solo alcuni colleghi con un aumento
assorbibile in busta paga che, guarda caso, copre la perdita dovuta al taglio
unilaterale.
Un’amministrazione del
personale padronale, che ha l’effetto di alimentare malcontento, divisioni,
paure, sfiducia fra le persone.
In definitiva, se non
cambierà la gestione dell’azienda, se non vi sarà un impiego più razionale delle forze al suo
interno presenti, se non si valorizzeranno i lavoratori, ma si punterà, come
avviene da anni, ad abbassare il costo del lavoro, se non si investirà nei
fatti in progetti/prodotti innovativi, una volta scavallato l’enorme problema
finanziario che rischia, tuttora, di mettere in dubbio il futuro di Italtel, ci troveremo, da qui a pochi mesi, ad
affrontare di nuovo gli stessi problemi (aggravati), ritornando al punto di
partenza in un gioco dell’oca pericolosissimo che potrebbe risultare esiziale.
Coordinamento Nazionale
RSU Gruppo Italtel, 22/1/2020
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