mercoledì 22 gennaio 2020

Il gioco dell'oca


Nel comunicato di venerdì scorso abbiamo sottolineato la grave difficoltà che Italtel sta vivendo, in particolare da un punto di vista finanziario, e i tentativi che come Sindacato stiamo portando avanti per darle un futuro.

Altrettanto preoccupante è il quotidiano che Italtel sperimenta da alcuni anni a questa parte.

Ci troviamo di fronte a una progressiva riduzione d’organico: molti colleghi hanno deciso di cercare un altrove lavorativo più sicuro e stimolante.

Un organico che continua a calare crea un pericoloso circolo vizioso: meno persone allocabili sulle attività riducono la possibilità per Italtel di aggiudicarsi nuove commesse, di acquisire nuovi clienti o, peggio ancora, di mantenere quelli che segue da anni.

Non solo il personale rischia di essere insufficiente, ma quello ancora in forza è mal distribuito.

Vi sono aree sovraccariche di lavoro e altre che, proprio a causa delle commesse perdute sono, almeno in parte, non occupate.
L’azienda dovrebbe favorire la mobilità interna (e non focalizzarsi sulla mobilità intesa come “devo mandare via altre persone”), spostare un lavoratore improduttivo (non per sua scelta, ma per mancanza oggettiva di “cose da fare”) dove vi è carenza di personale. A oggi osserviamo una scarsissima mobilità interna, anche nei casi di personale con competenze adeguate per svolgere le attività che registrano sofferenze.
Vi è poi la ferita aperta del Service Center: abbiamo più volte sollecitato HR a togliere dal reparto colleghi allocati da tempo senza che questo sia avvenuto.

In tutto ciò la “convivenza” con Exprivia ha giocato un ruolo negativo.
Abbiamo assistito a un primo tentativo di fusione nei fatti fallito.
Da parte di molti colleghi vi sono lamentele sui ritardi che si accumulano dovendo adottare una modalità di lavoro che non è quella di Italtel, con l’effetto di rallentare gli ingranaggi aziendali e di perdere altre commesse.
Al di là degli intoppi nel quotidiano, preoccupa l’evidente disomogeneità di due aziende che hanno natura del tutto diversa: Italtel ha da sempre ragionato nel medio/lungo periodo sviluppando progetti e prodotti che, per forza di cose, non garantiscono un ritorno immediato. Exprivia è una società di consulenza che vive grazie al body rental, spesso a basso costo, dove il turnover degli occupati è continuo.

Ci è stato detto che il matrimonio “s’aveva da fare” vista la complementarietà di Italtel ed Exprivia (mercato TLC e IT convergenti).
Nel 2018 è stato presentato al mercato un Piano Industriale sfidante dettato da questa complementarietà. Dopo poco più di un anno il Piano viene accantonato e ne viene redatto un altro (dal contenuto, al momento, sconosciuto). Segnaliamo che a oggi non sappiamo nulla delle "problematiche" che ci verranno presentate, e che dovremo affrontare, nelle prossime settimane.
A tal fine, invitiamo tutti i lavoratori a segnalarci "situazioni anomale" per poter fronteggiare al meglio i prossimi impegni.

L’AD ha sottolineato che i problemi di bilancio del 2019 sono in larga parte dovuti a una contrazione di investimenti nel settore delle telecomunicazioni.
Il Piano Industriale del 2018 puntava, almeno a parole, a spostare il focus aziendale su settori innovativi (IoT, Smart Cities, Industry 4.0…).
Ci saremmo aspettati un impiego di molti colleghi sulle nuove attività, una formazione volta a fornire le conoscenze tecniche e le competenze necessarie a portare avanti progetti innovativi. Tutto ciò è avvenuto in minima parte, con Italtel che si è mostrata troppo “timida” nel cambiar pelle e nello sganciarsi, per quanto possibile, dal suo storico core business.

A nostro parere Italtel deve cambiare mentalità, investendo con maggior determinazione sul nuovo, puntando sulle professionalità interne, motivando le persone che garantiscono la continuità aziendale e, se necessario, ricollocando i lavoratori dopo un’adeguata formazione.
La Società ha invece adottato un approccio opposto, intervenendo a gamba tesa, con il taglio dello stipendio a partire dal 1 gennaio 2019 (a questo proposito ricordiamo che sono tuttora in corso le cause legali intentate contro l’azienda) per poi “premiare” solo alcuni colleghi con un aumento assorbibile in busta paga che, guarda caso, copre la perdita dovuta al taglio unilaterale.   
Un’amministrazione del personale padronale, che ha l’effetto di alimentare malcontento, divisioni, paure, sfiducia fra le persone.

In definitiva, se non cambierà la gestione dell’azienda, se non vi sarà un impiego più razionale delle forze al suo interno presenti, se non si valorizzeranno i lavoratori, ma si punterà, come avviene da anni, ad abbassare il costo del lavoro, se non si investirà nei fatti in progetti/prodotti innovativi, una volta scavallato l’enorme problema finanziario che rischia, tuttora, di mettere in dubbio il futuro di Italtel, ci troveremo, da qui a pochi mesi, ad affrontare di nuovo gli stessi problemi (aggravati), ritornando al punto di partenza in un gioco dell’oca pericolosissimo che potrebbe risultare esiziale.

Coordinamento Nazionale RSU Gruppo Italtel, 22/1/2020

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