Le RSU
Italtel di Castelletto vogliono esprimere la grande preoccupazione per la
chiusura di questa fase di gestione dei CdS e l’apertura di una nuova fase che
partirà dal 2019.
Negli ultimi
9 anni circa le RSU insieme alle O.O.S.S. nazionali e territoriali hanno
contrattato e gestito una lunga fase di crisi che ha colpito il mondo
occidentale, l’Europa, l’Italia, le aziende italiane e anche Italtel.
Diversamente
da altre grandi aziende, dove la crisi si è scaricata pesantemente sui
lavoratori con conseguenti ricorsi alla CIG, alla mobilità obbligatoria o
peggio alla chiusura e ai licenziamenti, in Italtel il sindacato è riuscito,
con fatica, con discussioni anche aspre con l’azienda e con i lavoratori, a
salvare i posti di lavoro principalmente tramite i CdS e a consentire un esodo
volontario ed incentivato per chi poteva agganciarsi alla pensione. Senza
queste operazioni molti lavoratori di Italtel non sarebbero qui, oggi, al
lavoro ma sarebbero fuori da questa azienda.
Questi
risultati sono stati ottenuti grazie alla grande forza ed eredità sindacale che
storicamente il sindacato ha avuto in Italtel, grazie ai vecchi accordi e
grazie ad una prassi e a delle relazioni industriali costruttive.
Questa
grande forza è stata data dai lavoratori, sia storicamente che durante la prima
fase della crisi in cui compattamente avevamo partecipato a scioperi, cortei,
manifestazioni, presidi ed iniziative anche davanti alle istituzioni.
Questo
sostegno dei lavoratori è però via via scemato negli anni, un po’ a causa delle
molte uscite che hanno ridotto il numero dei dipendenti, un po’ per
disaffezione o distrazione dei lavoratori rimasti. Ne è prova la scarsa
partecipazione alle iniziative degli ultimi due anni, cioè alle assemblee, agli
scioperi, ai presidi, alle altre forme di lotta.
Un’altra
prova di questo calo di sostegno sono le mancate iscrizioni al sindacato: su
circa 700 lavoratori a Castelletto gli iscritti sono ormai solo una settantina,
il 10%, una percentuale ridicola. A poco sono serviti i vari appelli
all’iscrizione fatti negli ultimi due anni.
Le RSU sono
quindi preoccupate nella gestione di quest’ultima fase perché hanno sempre meno
forza da contrapporre all’azienda: quello che si otterrà sarà solo grazie alla
forza della storia sindacale e dalle capacità di contrattazione che avremo.
Il prossimo
anno scadrà il mandato delle RSU di Castelletto, le più importanti di Italtel,
e si dovranno eleggere la nuova RSU e i nuovi delegati. Ma quello che vi chiediamo
è: vi interessa avere ancora in Italtel una RSU e un sindacato che contratti,
che tuteli i lavoratori? O volete fare ognuno per conto proprio lasciando fare
all’azienda quello che vuole senza contrapposizione? Ognuno rifletta sapendo
che nulla è scontato e non basta l’esistenza di quei 3 o 4 delegati rimasti a
cui manca un vero sostegno. una RSU che non ha il sostegno dei lavoratori non
ha forza, non ha possibilità di confrontarsi con l’azienda; il rischio è di non
avere più una RSU. Serve un segnale tangibile da parte dei lavoratori che
significa nuovi candidati, nuove iscrizioni, nuovo interesse, insomma un
sostegno vero che ora le RSU sentono mancare.
A maggior
ragione, ora che Exprivia è sempre più padrona di Italtel c’è bisogno di una
forza dei lavoratori più ampia e determinata. In Exprivia i lavoratori
cominciano a capirlo e stanno iniziando ad iscriversi al sindacato e a
rivendicare condizioni migliorative.
In Italtel
ancora non succede. Cosa impedisce l’iscrizione? Il costo della tessera secondo
alcuni? Che però non tengono presente alcune cose: che gli operai, che
guadagnavano senz’altro meno di noi, la tessera la facevano. Che da agosto lo
stipendio è pieno e precedentemente il peso dei CdS era sceso. Insomma non c’è,
se non per alcune persone, un vero motivo economico.
Nei prossimi
giorni le RSU riprenderanno la trattativa con Italtel per ottenere, fra le
altre cose, il ripristino di almeno una parte significativa degli istituti di
secondo livello congelati da gennaio 2015; pensate che senza sindacato o con
una RSU senza forza sia possibile?
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