giovedì 6 settembre 2018

Incontro Assolombarda 5 settembre 2018


Mercoledì 5 settembre si è svolto in Assolombarda l’incontro fra il Coordinamento Nazionale RSU, le Strutture Sindacali Territoriali, Nazionali e l’Azienda.

I temi trattati riguardavano:

l’andamento Italtel nel primo semestre 2018

la situazione del Service Center

un ulteriore utilizzo dei Contratti di Solidarietà negli ultimi tre mesi dell’anno

il recupero degli istituti di II livello congelati.

L’AD ha delineato un 2018 per Italtel, nella prima metà anno, sostanzialmente positivo da un punto di vista industriale, con alcune difficoltà emerse (di recente) a livello finanziario.
I dati principali evidenziano un fatturato di 197 ML€ (+2 ML€ rispetto al budget), un Primo Margine di 51 ML€ (+2 ML€), un EBIDTA di 2,1 ML€, un costo del lavoro di 56 ML€ (57 a budget), finanziamenti a fondo perduto per la Ricerca di 3,6 ML€.
Il fatturato relativo alle attività di TLC in Italia è superiore alle attese (76 ML€ rispetto ai 70 preventivati) grazie agli investimenti di operatori quali TIM e Fastweb, così come positivo è il risultato per il mercato E&PS (58 ML€ rispetto ai 56 previsti).
In difficoltà l’estero (63 ML€ contro i 70 a budget) il cui negativo pareggia in sostanza il dato positivo del mercato italiano. I problemi di natura finanziaria sono legati a quanto sta accadendo in Sudamerica, in particolare Brasile e Argentina: la forte svalutazione del pesos argentino ha comportato la conseguente svalutazione di un importante credito Italtel con una perdita potenziale a bilancio di circa 3 ML€.
Proseguono le attività in Iran: nell’attesa che si arrivi a un risultato tangibile con il principale operatore iraniano (TCI) va segnalato il conseguimento di una commessa pari a 4 ML€ con l’operatore SamanTel.
Tornando all’Italia, Italtel intende partecipare, insieme a SIRTI, a un bando di gara TIM sul decommissioning integrato, per lo spegnimento di oltre 6 mila centrali telefoniche.
Prosegue l’attività nell’area BUL che potrebbe prevedere, negli anni a venire, un possibile e auspicabile prolungamento della collaborazione con Infratel per posare la fibra nelle “aree grigie”. Più in generale, le attività di cablatura del paese, la crescente richiesta di banda larga per i servizi di streaming video (ad esempio la trasmissione in diretta di avvenimenti sportivi) fanno presupporre forti investimenti degli operatori con ricadute positive sulla nostra azienda.
Ultimo dato relativo ai livelli occupazionali: in azienda sono attualmente impiegati 1031 lavoratori (682 a Castelletto, 199 a Roma, 185 a Carini) ai quali vanno sommati 38 dirigenti. Le assunzioni da inizio anno sono state 62, la gran parte delle quali relative alla BUL.

Nel Service Center sono tuttora coinvolti 51 colleghi con l’uscita prevista dal reparto, nei prossimi giorni, di 7/8 unità. Tra ottobre/novembre altre 15 persone usciranno. Il nostro obiettivo rimane quello di azzerare, entro fine anno, il numero delle persone inserite nel Service Center, obiettivo che sembra essere condiviso dall’Azienda (va precisato che la previsione indicata dal Responsabile HR indica in 28/30 il numero dei dipendenti che a dicembre dovrebbero figurare ancora all’interno dell’area, non avendo per ora trovato una ricollocazione positiva).

L’AD ha poi ribadito la necessità di utilizzare nell’ultimo trimestre del 2018 i Contratti di Solidarietà rimanenti per poter far fronte alle circa 30 unità ritenute in esubero (pari a un costo che si aggira intorno a 1,5 ML€), riproponendo una modulazione dei CdS già indicata a giugno al MiSE (il dato principale che vogliamo ricordare è la percentuale del 16% medio di CdS per una platea di circa 800 lavoratori). Per l’Azienda l’utilizzo di quest’ultima tranche di Contratti di Solidarietà segnerebbe la chiusura definitiva del travagliato percorso di gestione della crisi e degli esuberi affrontato a partire dal 2010: senza l’accordo rimarrebbero nel 2019 una trentina di lavoratori eccedenti.
L’Azienda ha inoltre avanzato la proposta di una riedizione dell’accordo di febbraio riguardante l’uscita incentivata entro dicembre 2018 per le persone che possono agganciarsi alla pensione entro il 2023.

Come Sindacato si è da un lato accettato di discutere della questione, senza essere aprioristicamente contrari al dialogo, ma dall’altro si è sottolineata la necessità inderogabile di avere contropartite chiare a fronte dell’ennesimo sacrificio richiesto ai colleghi.

Abbiamo quindi proposto:

il ripristino del Premio di Risultato (PdR)

il recupero delle ferie aggiuntive che avevamo in Italtel (rispetto al CCNL)

un aumento delle indennità legate alla trasferta

l’aumento del ticket pasto (per chi ne usufruisce a Roma dove la mensa non è presente; per gli ex One-Ans e tutte le persone che fanno smart-working) portandolo a 7€

un abbassamento della percentuale dei CdS e il solo  ricorso al CdS “verticale”.

Italtel ha dato risposta positiva:

sull’aumento delle giornate di ferie a partire dal 2019, ma ha chiesto che i giorni aggiuntivi rispetto al CCNL (3 gg. per le persone con un’anzianità aziendale fra i 10 e i 18 anni, 4 gg. per chi è in Italtel da più di 18 anni) dovranno essere utilizzati entro l’anno di competenza, con la perdita dei medesimi se non fruiti (verrebbe modificato il Sapphire per consentire di specificare il tipo di ferie che un dipendente intende utilizzare)

sull’aumento del ticket pasto a partire dal 2019

sulla riduzione della percentuale di CdS, rispetto alla proposta da lei stessa avanzata, anche se è necessario proseguire con gli approfondimenti perché al momento non si è entrati nello specifico dell’argomento (a nostro avviso non si dovrebbe andare oltre un CdS al 12%, o poco più, corrispondente a 7 gg lavorativi verticali).

Vi è stata invece risposta negativa sulle trasferte con la proposta di discutere del tema a partire dal mese di novembre.

Per quanto riguarda il Premio di Risultato (la parte più delicata della trattativa) l’Azienda si è detta favorevole a reintrodurlo, dichiarandosi impossibilitata a definire ora una formula precisa (e in particolare a quantificare l’entità economica del premio) visto che alcuni dati, quali il budget per il 2019 e una visione chiara dell’andamento finanziario del 2018, saranno disponibili solo verso fine anno. Novembre, per l’AD, potrebbe essere il mese nel quale concordare la modalità di calcolo e la conseguente quantificazione di massima del PdR.

Pensiamo veramente che non sia accettabile la posizione di Italtel sul Premio di Risultato: registriamo con favore l’accoglimento delle nostre rivendicazioni su ferie, ticket e l’apertura sui CdS, ma riteniamo necessario avere da ora dati certi sul PdR.
Pur comprendendo che solo a fine anno sarà possibile entrare nel dettaglio, a nostro avviso Italtel potrebbe, da subito, erogare un “Premio Ponte”, una sorta di “una-tantum” (monetario o in welfare) demandando alla contrattazione di novembre l’entrata a regime di quello che sarà il calcolo del PdR “definitivo”, relativo agli anni successivi (dal 2020 in poi).

Nell’impossibilità di giungere in questo primo incontro a un accordo completo, Sindacato e Azienda hanno deciso di rivedersi il 18 settembre in Assolombarda per proseguire la trattativa.

Nei prossimi giorni terremo un’assemblea informativa per dettagliare le questioni evidenziate nel comunicato.

Abbiamo la sensazione che il posticipare un possibile accordo sul Premio di Risultato sia in qualche modo legato alla trattativa che, sul medesimo tema, si sta svolgendo fra il Sindacato ed Exprivia. Riteniamo che quanto accade a livello del principale azionista non debba influenzare la rivendicazione dei diritti (leggasi istituti) inerenti i soli lavoratori Italtel.

FIM-FIOM-UILM Nazionali
Coordinamento Nazionale RSU gruppo Italtel

6 settembre 2018

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