Mercoledì 5 settembre si è svolto
in Assolombarda l’incontro fra il Coordinamento Nazionale RSU, le Strutture
Sindacali Territoriali, Nazionali e l’Azienda.
I temi trattati
riguardavano:
l’andamento Italtel nel primo semestre 2018
la situazione del Service Center
un ulteriore utilizzo dei Contratti di
Solidarietà negli ultimi tre mesi dell’anno
il recupero degli istituti di II livello
congelati.
L’AD
ha delineato un 2018 per Italtel, nella prima metà anno, sostanzialmente positivo
da un punto di vista industriale, con alcune difficoltà emerse (di recente) a
livello finanziario.
I dati principali
evidenziano un fatturato di 197 ML€ (+2 ML€ rispetto al budget), un Primo Margine
di 51 ML€ (+2 ML€), un EBIDTA di 2,1 ML€, un costo del lavoro di 56 ML€ (57 a
budget), finanziamenti a fondo perduto per la Ricerca di 3,6 ML€.
Il fatturato relativo alle
attività di TLC in Italia è superiore alle attese (76 ML€ rispetto ai 70
preventivati) grazie agli investimenti di operatori quali TIM e Fastweb, così
come positivo è il risultato per il mercato E&PS (58 ML€ rispetto ai 56
previsti).
In difficoltà l’estero (63 ML€
contro i 70 a budget) il cui negativo pareggia in sostanza il dato positivo del
mercato italiano. I problemi di natura finanziaria sono legati a quanto sta
accadendo in Sudamerica, in particolare Brasile e Argentina: la forte
svalutazione del pesos argentino ha comportato la conseguente svalutazione di
un importante credito Italtel con una perdita potenziale a bilancio di circa 3 ML€.
Proseguono le attività in
Iran: nell’attesa che si arrivi a un risultato tangibile con il principale
operatore iraniano (TCI) va segnalato il conseguimento di una commessa pari a 4
ML€ con l’operatore SamanTel.
Tornando all’Italia, Italtel
intende partecipare, insieme a SIRTI, a un bando di gara TIM sul decommissioning
integrato, per lo spegnimento di oltre 6 mila centrali telefoniche.
Prosegue l’attività
nell’area BUL che potrebbe prevedere, negli anni a venire, un possibile e
auspicabile prolungamento della collaborazione con Infratel per posare la fibra
nelle “aree grigie”. Più in generale, le attività di cablatura del paese, la
crescente richiesta di banda larga per i servizi di streaming video (ad esempio
la trasmissione in diretta di avvenimenti sportivi) fanno presupporre forti
investimenti degli operatori con ricadute positive sulla nostra azienda.
Ultimo dato relativo ai
livelli occupazionali: in azienda sono attualmente impiegati 1031 lavoratori (682
a Castelletto, 199 a Roma, 185 a Carini) ai quali vanno sommati 38 dirigenti.
Le assunzioni da inizio anno sono state 62, la gran parte delle quali relative
alla BUL.
Nel
Service Center sono tuttora coinvolti 51 colleghi con
l’uscita prevista dal reparto, nei prossimi giorni, di 7/8 unità. Tra
ottobre/novembre altre 15 persone usciranno. Il nostro obiettivo rimane quello
di azzerare, entro fine anno, il numero delle persone inserite nel Service
Center, obiettivo che sembra essere condiviso dall’Azienda (va precisato che la
previsione indicata dal Responsabile HR indica in 28/30 il numero dei
dipendenti che a dicembre dovrebbero figurare ancora all’interno dell’area, non
avendo per ora trovato una ricollocazione positiva).
L’AD
ha poi ribadito la necessità di utilizzare nell’ultimo trimestre del 2018 i
Contratti di Solidarietà rimanenti per poter far fronte alle circa 30 unità ritenute in esubero (pari a un
costo che si aggira intorno a 1,5 ML€), riproponendo una modulazione dei
CdS già indicata a giugno al MiSE (il dato principale che vogliamo ricordare è
la percentuale del 16% medio di CdS per una platea di circa 800 lavoratori).
Per l’Azienda l’utilizzo di quest’ultima tranche di Contratti di Solidarietà
segnerebbe la chiusura definitiva del travagliato percorso di gestione della
crisi e degli esuberi affrontato a partire dal 2010: senza l’accordo
rimarrebbero nel 2019 una trentina di lavoratori eccedenti.
L’Azienda ha inoltre
avanzato la proposta di una riedizione dell’accordo di febbraio riguardante
l’uscita incentivata entro dicembre 2018 per le persone che possono agganciarsi
alla pensione entro il 2023.
Come
Sindacato si è da un lato accettato di discutere della questione, senza essere aprioristicamente
contrari al dialogo, ma dall’altro si è sottolineata la necessità inderogabile
di avere contropartite chiare a fronte dell’ennesimo sacrificio richiesto ai
colleghi.
Abbiamo quindi proposto:
il ripristino del Premio di Risultato (PdR)
il recupero delle ferie aggiuntive che
avevamo in Italtel (rispetto al CCNL)
un aumento delle indennità legate alla
trasferta
l’aumento del ticket pasto (per chi ne
usufruisce a Roma dove la mensa non è presente; per gli ex One-Ans e tutte le
persone che fanno smart-working) portandolo a 7€
un abbassamento della percentuale dei CdS e il
solo ricorso al CdS “verticale”.
Italtel ha dato risposta
positiva:
sull’aumento delle giornate di ferie a
partire dal 2019, ma ha chiesto che i giorni aggiuntivi rispetto al CCNL (3 gg.
per le persone con un’anzianità aziendale fra i 10 e i 18 anni, 4 gg. per chi è
in Italtel da più di 18 anni) dovranno essere utilizzati entro l’anno di
competenza, con la perdita dei medesimi se non fruiti (verrebbe modificato il
Sapphire per consentire di specificare il tipo di ferie che un dipendente
intende utilizzare)
sull’aumento del ticket pasto a partire dal
2019
sulla riduzione della percentuale di CdS,
rispetto alla proposta da lei stessa avanzata, anche se è necessario proseguire
con gli approfondimenti perché al momento non si è entrati nello specifico dell’argomento
(a nostro avviso non si dovrebbe andare oltre un CdS al 12%, o poco più,
corrispondente a 7 gg lavorativi verticali).
Vi è stata invece risposta negativa
sulle trasferte con la proposta di discutere del tema a partire dal mese di novembre.
Per quanto riguarda il
Premio di Risultato (la parte più delicata della trattativa) l’Azienda si è
detta favorevole a reintrodurlo, dichiarandosi impossibilitata a definire ora
una formula precisa (e in particolare a quantificare l’entità economica del
premio) visto che alcuni dati, quali il budget per il 2019 e una visione chiara
dell’andamento finanziario del 2018, saranno disponibili solo verso fine anno.
Novembre, per l’AD, potrebbe essere il mese nel quale concordare la modalità di
calcolo e la conseguente quantificazione di massima del PdR.
Pensiamo
veramente che non sia accettabile la posizione di Italtel sul Premio di
Risultato: registriamo con favore l’accoglimento delle nostre rivendicazioni
su ferie, ticket e l’apertura sui CdS, ma riteniamo necessario avere da ora
dati certi sul PdR.
Pur comprendendo che solo a
fine anno sarà possibile entrare nel dettaglio, a nostro avviso Italtel
potrebbe, da subito, erogare un “Premio Ponte”, una sorta di “una-tantum”
(monetario o in welfare) demandando alla contrattazione di novembre l’entrata a
regime di quello che sarà il calcolo del PdR “definitivo”, relativo agli anni
successivi (dal 2020 in poi).
Nell’impossibilità di
giungere in questo primo incontro a un accordo completo, Sindacato e Azienda
hanno deciso di rivedersi il 18 settembre in Assolombarda per proseguire la
trattativa.
Nei prossimi giorni terremo
un’assemblea informativa per dettagliare le questioni evidenziate nel
comunicato.
Abbiamo la sensazione che il
posticipare un possibile accordo sul Premio di Risultato sia in qualche modo
legato alla trattativa che, sul medesimo tema, si sta svolgendo fra il
Sindacato ed Exprivia. Riteniamo che quanto accade a livello del principale
azionista non debba influenzare la rivendicazione dei diritti (leggasi
istituti) inerenti i soli lavoratori Italtel.
FIM-FIOM-UILM
Nazionali
Coordinamento
Nazionale RSU gruppo Italtel
6
settembre 2018
Nessun commento:
Posta un commento