lunedì 2 agosto 2010

Il 23 agosto 198 colleghi di Milano ritornano in CIGS per altri sei mesi. E Italtel come sta?

L’Azienda si propone come obiettivo che dal 23 agosto tutte le persone, che erano state messe in CIGS dall’ aprile scorso a Milano, ritorneranno nuovamente in CIGS per altri sei mesi.
Questo per effetto della nuova procedure di CIGS che Italtel ha aperto il 23 luglio, dopo che il 13 luglio il Giudice del Tribunale del lavoro di Milano ha emesso una sentenza favorevole al Sindacato che prevede l’immediato reintegro al posto di lavoro e il pagamento degli arretrati alle persone dell’Italtel di Milano.
Lo scorso giovedì 29 luglio si è svolto in Assolombarda l’incontro previsto dalla procedura di CIGS tra l’Azienda e il Sindacato.. La procedura prevede che entro 25 giorni dall’apertura della stessa, le parti si incontrino e verifichino la possibilità di giungere ad un accordo per evitare che la CIGS diventi operativa. In assenza di accordo, trascorsi i 25 giorni, l’Azienda può disporre l’avvio della CIGS per le 198 persone. Il Sindacato ha contestato all’Azienda di aver avviato la nuova procedura di CIGS senza aver prima ottemperato alla sentenza del Giudice, reintegrando le persone al lavoro.
Inoltre Italtel ha dichiarato che a Milano non ci sarà nessuna MINIMA ROTAZIONE DELLA CIGS AD OTTOBRE, nonostante la stessa Azienda non meno di un mese fa ha evidenziato la necessità dopo sei mesi di avviare una minima rotazione della CIGS. Certo che se la CIGS inizia adesso per Milano, la rotazione ci sarà a febbraio 2011.
L’Azienda ha poi proposto il prossimo incontro per approfondire la discussione sulla CIGS il 10 agosto presso la Regione Lombardia. Il 10 agosto? E quando dovremo parlare con le persone visto che dal 9 al 20 agosto c’è la chiusura collettiva?


Mercoledì 28 luglio l’azienda ha inviato una raccomandata alle persone in CIGS informandole che da lunedì 2 agosto a venerdì 6 agosto saranno reintegrate al lavoro.

Tanti colleghi cassintegrati, fino a sabato pomeriggio NON avevano ancora ricevuto la raccomandata per il reintegro. Siamo stati noi come Sindacato ad informare i lavoratori di presentarsi ugualmente o di far saper all’Azienda che si era impossibilitati al rientro.

Tutte le persone che entreranno al lavoro lunedì 2 agosto saranno in Azienda senza lavorare perché Italtel NON ha voluto fornire a nessuno né un PC né un telefono e, soprattutto, nessuna attività.
Poi le persone faranno le ferie fino al 18 agosto. Dal 18 agosto (o forse no, perché sulla lettera di reintegro c’è scritto che le persone saranno in ferie fino al 20 agosto e di conseguenza CIGS dal 23……) le stesse persone oggi in CIGS a Milano inizieranno la nuova CIGS per 6 mesi, quindi fino a febbraio 2011.
A fine agosto, poi, le persone di Milano in CIGS riceveranno il pagamento degli arretrati da aprile fino al 30 giugno, (stipendi, tredicesima, contributi, cometa ecc) come se non fossero mai andati in CIGS. Ma la CIGS le persone l’hanno fatta eccome. Eccome se l’hanno fatta: con stress, pianti, disperazione, bugie, sensi di colpa, drammi.....
L'Azienda in ogni caso ha annunciato che farà ricorso contro la sentenza. Se dovesse vincere, le persone dovranno restituire i soldi degli arretrati e in totale come minimo sarebbero 10 i mesi di CIGS a 800€ al mese, come adesso.
Per Palermo e Roma, invece, la CIGS è iniziata ad aprile e ad ottobre finirà il primo giro di CIGS e ci sarà un minimo di rotazione: il grosso delle persone continuerà la CIGS fino ad aprile 2011.
In ogni caso l’11 aprile 2011 si concluderà la procedura di CIGS, ma non è detto che Italtel non faccia richiesta di un’ulteriore proroga.
L’Azienda ha poi dichiarato la propria disponibilità a confrontarsi con il Sindacato da settembre/ottobre per trovare strumenti alternativi alla CIGS per il 2011, perché ad oggi Italtel è sotto osservazione, infatti con le banche è stato firmato il “compromesso, ma non ancora il rogito”.
FIN QUI LA SITUAZIONE DELLA CIGS E DELLE PERSONE CHE STANNO FACENDO E FARANNO LA CIGS PER I PROSSIMI MESI. MA “DENTRO” COME SI STA?
Dall’inizio dell’anno ad oggi sono 150 le persone che si sono dimesse, che hanno lasciato l’azienda, tra queste anche 27 persone in CIGS. Nel 2009 sono state 222 le persone che si sono licenziate da Italtel.
Tutto bene dunque? Assolutamente NO,
Oggi c’è un clima di paura in azienda, incertezza del futuro, voglia di dimenticarsi dei colleghi che sono in cassa, dirigenti licenziati con un telegramma, un’azienda “ingessata”. Anche dopo la riorganizzazione, non si vede, non si percepisce il dinamismo necessario, cosa vuol dire tutto questo? Cosa si sta aspettando?
E’ tutto l’esatto contrario di quello che sarebbe necessario oggi e cioè un’azienda dinamica, consapevole e concentrata sugli obiettivi da raggiungere. Ma sono obiettivi condivisi almeno ai livelli alti? Oggi nessuno dice niente, perché molti colleghi hanno paura di finire in CIGS o licenziati. Sappiamo però anche di alcuni dirigenti che non sono stati zitti e fermi e hanno chiesto di far rientrare le persone dalla CIGS perché necessarie, senza ottenere risultati.
Non ci pare sinceramente che in questo modo si salvi Italtel,. Noi non siamo dei manager e non vogliamo sostituirci a loro, perché non saremmo neanche all’altezza di farlo, ma una cosa ci è chiara: esiste il rischio concreto che l’anno prossimo gli esuberi non siano solo qualche centinaio, ma molti, molti di più se si continua in questa maniera, perché forse a qualche collega non è chiaro che l’anno prossimo saremo a punto e a capo?
Per questo lanciamo ai colleghi, tutti, un appello di una forte e assolutamente necessaria unità tra tutte le persone, dentro e fuori, perché difficilmente qualcuno si salverà se assieme non riusciremo a salvare Italtel, ed è solo stupida miopia, forse anche per colpa nostra, pensare di aver risolto il problema di Italtel con 341 colleghi in CIGS e con il rifinanziamento del debito. E’ chiaro a tutti che non è così e lo stiamo dicendo noi delegati sindacali non per fare terrorismo, perché siamo qui tutti i giorni al lavoro e vediamo, ascoltiamo, parliamo con le persone e percepiamo questa situazione.
Bisogna ritornare soprattutto a chiedere alla politica, perché oggi è assente: se Italtel è un’eccellenza, se le telecomunicazioni sono un settore strategico, perché non si investe?
A settembre sarà necessaria una forte mobilitazione di tutti per difendere i nostri posti di lavoro a partire dal rilancio della trattativa con Italtel sugli esuberi e per chiedere alla Regione Lombardia impegni concreti, investimenti.
Bisogna chiedere alla politica di non fermarsi a concedere la Cassa integrazione, ma di pretendere da Italtel una serietà imprenditoriale, piani di rilancio concreti, condivisi e non solo tagli.
Occorre investire risorse nel lavoro, questo è il nodo vero e per questo decideremo tutti assieme anche iniziative eclatanti per far sentire le nostre ragioni.

RSU Italtel Castelletto
FIM-FIOM Milano