Tutto il Paese sta assistendo in queste settimane alle discussioni su come rilanciare la crescita, come superare la crisi che oramai da sei anni sta distruggendo posti di lavoro.
Quello che osserviamo come rappresentanti sindacali dei lavoratori, è che le idee messe in campo dal Governo non fanno altro che rendere sempre più precari i lavoratori secondo il principio che essendoci più precarietà, ci sarà certamente più occupazione, con la conseguenza di indebolire la strumentazione degli ammortizzatori sociali che oggi ci sono. Vanno bene le idee di estendere le protezioni alle fasce di lavoratori che oggi ne sono sprovvisti, ma non vanno ridotte quelle che oggi sono in campo.
Le percentuali di disoccupazione dell’Istat sono inequivocabili e drammatiche, in particolare quella giovanile. Ci sono più di 50 tipologie contrattuali a disposizione delle imprese; come conseguenza quando serve ridurre il personale occupato a tempo determinato, riescono facilmente a lasciarlo a casa bypassando l’Articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori; per questo, riteniamo ingiustificata l’ennesima polemica del Presidente del Consiglio contro le organizzazioni sindacali colpevoli di cercare di tutelare al meglio i lavoratori.
In modo grave si cerca di imputare la mancanza di sviluppo allo statuto dei diritti dei lavoratori e non invece alla burocrazia, ai mancati investimenti, alle tangenti, all’illegalità diffusa.
Non vogliamo ricordare qual è il significato legale dell'articolo 18, rammentiamo però solo quello morale, ovvero quello di essere l’unica difesa della dignità dei lavoratori dinnanzi a imprenditori che di tale hanno ben poco e che intendono disporre a loro piacimento del lavoratore rendendolo il più ricattabile possibile. Il Governo, ogni Governo di turno che pensa che l’attacco allo Statuto dei Lavoratori sia la panacea dei mali italiani, rispondiamo che noi tutti, lavoratori, ma anche i disoccupati, i cittadini in generale, abbiamo bisogno che in questo Paese si parli di legalità, di libera ma corretta concorrenza imprenditoriale, di recupero dei tanti valori persi in questo ultimo ventennio. Se il terreno di sfida vuole essere questo, noi lavoratori ci stiamo, differentemente, se gli attacchi ai nostri diritti e alla nostra dignità continueranno, sapremo come alzare la nostra voce per farci sentire.
Per questo invitiamo tutto il sindacato ad intraprendere tutte le iniziative compreso lo sciopero generale per difendere i sacrosanti diritti che abbiamo conquistato.
Coordinamento Nazionale RSU Italtel
22 settembre 2014