L’AD si è presentato all’incontro dicendo che l’Azienda intende onorare come sempre gli accordi, pertanto tutte le persone ancora oggi in CIGS rientreranno al lavoro a gennaio 2016, come previsto dall’accordo del 12 febbraio scorso.
I lavoratori dichiarati eccedenti dall’Azienda - è bene ricordarlo - sono 150, circa 30 in più degli attuali cassintegrati che sono 120 nell’intero gruppo.
Il debito di Italtel è ancora oggi alto, 183 ML€ netti.
Proprietari di Italtel (cioè i detentori del debito) sono le banche.
Per assorbire gli eccedenti, oltre alla riduzione di una serie di istituti di secondo livello, l’accordo dello scorso febbraio prevede la CIGS per il 2015 e l’utilizzo dei CDS per il 2016.
Il CDS che verrà applicato a partire dal prossimo anno è quello previsto dalla nuova legge del Jobs Act (dal D.Lgs. 14 settembre 2015 sul riordino della normativa in materia di ammortizzatori sociali in costanza di rapporto di lavoro) entrata in vigore il 24 settembre 2015.
Semplificando le cose ma in modo concreto, il Governo con la nuova legge ha introdotto per i CDS, un tetto uguale a quello per la CIGS. Vuol dire che dal punto di vista economico, non ci sarà più differenza nell’utilizzare i CDS o la CIGS e la perdita economica per i lavoratori sarà dunque molto più alta.
Le posizioni di partenza sono queste.
L’Azienda non è assolutamente disponibile ad un intervento economico per diminuire la perdita maggiore che avranno i lavoratori per effetto della nuova legge. La proposta è quella di fare due fasce di CDS: attorno il 15% per la stragrande maggioranza dei lavoratori e una percentuale molto più alta per le persone in CIGS che non si certificheranno entro il 2015 (certificazione CISCO e Gestionale). Solo quando avranno ottenuto la certificazione passeranno alla percentuale di CDS che faranno tutti gli altri colleghi.
La motivazione dell’Azienda è quella già espressa nella comunicazione dell’AD alle organizzazioni sindacali, e cioè che l’Azienda sta facendo investimenti su queste persone in CIGS, gli altri colleghi fanno sacrifici e pertanto TUTTI devono fare la propria parte. Per l’Azienda il prossimo CDS deve essere di tipo orizzontale.
Per la delegazione sindacale, in primo luogo l’applicazione del CDS, come tutti i lavoratori richiedono da tempo, deve essere di tipo VERTICALE. Bisogna superare l’impatto della perdita economica legata ai nuovi CDS istituendo un premio detassato e il CDS deve essere di una percentuale inferiore al 15%. l’Azienda deve sapere che questi due punti sono IRRINUNCIABILI per il Sindacato. Per quanto riguarda la percentuale di CDS da applicare, bisogna approfondire ancora bene il tema: quanti giorni, quante chiusure generalizzate...
Sulle certificazioni Cisco e Gestionali, bisogna avere un quadro preciso ed evitare le generalizzazioni, ben sapendo che aldilà dei torti e delle ragioni, della bontà o meno di essere stato inserito in un corso o in un altro, DIVENTA INSOSTENIBILE la posizione di chiunque decida di non fare la propria parte, perché un conto è non farcela, un conto è invece non partecipare e non ottenere la certificazione a prescindere. Sarà complicata la valutazione di chi non ce la fa e di chi non vuole, ma anche OGGETTIVAMENTE CONCRETA, perché non tutti siamo uguali, ma tutti devono provare concretamente a certificarsi. Ribadiamo però che sono inopportune le generalizzazioni perchè per qualcuno l’Azienda ha proprio sbagliato!
E ribadiamo anche che a Carini molti corsi sono partiti in grande ritardo (alcuni addirittura a fine ottobre e a novembre), non consentendo a tutti di avere lo stesso tempo a disposizione per prepararsi agli esami.
Entro il 23 novembre bisognerà tentare un accordo sui CDS. Poi ci sarà una settimana di tempo per presentare la domanda al Ministero del Lavoro. Questo perché la domanda per fare il CDS il prossimo anno deve essere presentata entro il 30 novembre (un mese prima che termini la CIGS).
I prossimi incontri con l’azienda sui CDS sono previsti il 10 e il 16 novembre.
Sempre secondo l’AD, la situazione di Italtel è buona, la marginalità è migliore rispetto al 2014 - del 12-13% in più - ma ovviamente a pesare molto sul fatturato sarà come sempre l’ultimo trimestre dell’anno.
Sulla vendita/nuovo azionariato, la situazione è aperta e sempre in movimento con il possibile interesse di soggetti industriali nazionali (supportati però da fondi) e il fondo turnaround “che è ancora in cantiere”. Entro fine mese è previsto un incontro al MiSE per fare il punto della situazione.
Oramai da tempo navighiamo in acque molto agitate, in questi cinque anni e mezzo i sacrifici dei lavoratori sono stati enormi, con un migliaio di colleghi che hanno lasciato Italtel. In questi mesi società come Nokia, Ericsson e Alcatel, per citare alcune aziende del settore, hanno licenziato anche lavoratori in CIGS, in Italtel QUESTO NON E’ MAI AVVENUTO e non è poca cosa.
Anche per questo, con tutte le difficoltà, continuiamo a fare la nostra parte, importante però è essere sostenuti con l’appoggio e la solidarietà di tutti.
Coordinamento Nazionale RSU Italtel
2 novembre 2015