Lunedì
7 maggio si è tenuta una video conference fra il Coordinamento
Nazionale RSU e l’Azienda, che ha avuto come tema la costituzione
del nuovo reparto, Service Center.
Il
responsabile HR e il dirigente a capo del neonato reparto hanno
precisato la composizione numerica del Service Center che vede la
presenza di 54 lavoratori di Settimo Milanese, 34 di Carini, 5 di
Roma, per un totale di 93 persone.
Sono
state illustrate nel dettaglio le modalità di riconversione dei
colleghi coinvolti, in particolare:
-
36 persone già inserite in attività (quali BUL, Service Desk per ENI, sostituzione di colleghi dimissionari ICT) o processi di riconversione (passaggi in Exprivia in corso d’opera)
-
18 ancora collocate nei reparti di provenienza per attività in continuità con quanto svolto nei reparti medesimi (in alcuni casi attività che entro breve tempo andranno a chiudersi, in altri per impieghi a “lungo termine”)
-
39 non ancora allocate
In
realtà per una parte dei 39 colleghi non allocati si prevedono
opportunità di ricollocazione (4 persone su una commessa congiunta
con Exprivia per Sky; una decina per l’acquisizione di skill sugli
strumenti OpenText, Salesforce, Java Enterprise e DotNet, skill
richiesti per lavori per conto di Exprivia; 17 per progetti
finanziati dal MiSE e dalle regioni Sicilia e Lombardia: su
quest’ultimo punto potrebbero essere coinvolti non solo i
lavoratori non allocati, ma anche una parte dei 18 dipendenti che
stanno svolgendo attività a termine nei reparti di appartenenza,
pre-Service Center).
Un
calcolo “spannometrico” vedrebbe quindi riqualificate una
settantina di persone sulle 93 facenti parte del reparto.
A
detta sempre del responsabile HR il Service Center avrebbe inoltre la
finalità di evidenziare problemi di bilancio o di utilizzo non
ottimale delle persone, nelle Business Unit aziendali, permettendo di
intervenire per tempo e ottimizzando l’impiego dei lavoratori.
Come
Sindacato continuiamo a considerare non soddisfacenti le precisazioni
che l’Azienda ha portato al tavolo (pur apprezzando la competenza e
professionalità del Responsabile del Service Center) perché
riteniamo che processi di riqualificazione e impiego ottimale delle
persone possano avvenire senza creare un reparto ad hoc che, lo
vediamo tutti i giorni, crea preoccupazioni nelle persone coinvolte
(e non solo).
Fra
l’altro non è stata indicata una data di chiusura del Service
Center, come se lo “svuotamento” che, secondo Italtel, dovrebbe
avvenire in tempi relativamente brevi, potrebbe portare a un
successivo “riempimento”, nei mesi o negli anni a venire,
ogni qual volta cause di forza maggiore (ad esempio la perdita di
commesse, come sta avvenendo in queste settimane con Tim), rendessero
necessario riconvertire una parte dei dipendenti.
QUESTO
È QUANTO HA DICHIARATO CONSAPEVOLMENTE L’AZIENDA!
VOGLIAMO
METTERE SULL’AVVISO I COLLEGHI: il meccanismo messo in atto da
Italtel potrebbe potenzialmente interessare tutti i lavoratori.
Ritenersi tutelati ed esenti dal rischio di entrare nel Service
Center è oggi, a nostro avviso, un atteggiamento errato, che non
tiene conto della mutazione in atto a livello aziendale.
Per
questo come Coordinamento Nazionale RSU del gruppo Italtel abbiamo
deciso di proseguire con le iniziative necessarie a contrastare il
processo in corso, partendo da un ingresso posticipato, con presidio,
a Castelletto e un’uscita anticipata a Carini e Roma per GIOVEDÌ
10 MAGGIO, e dal blocco degli straordinari.
Il
prossimo incontro sulla situazione del gruppo Italtel, dopo
l’avvenuta acquisizione della maggioranza societaria da parte di
Exprivia, avverrà il 23 maggio al MiSE: in quella sede continuerà
la discussione sul SERVICE CENTER!
Coordinamento
Nazionale RSU gruppo Italtel
8
maggio 2018
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