Lo scorso anno, a gennaio del 2013, l’accordo sugli esuberi a Castelletto è stato approvato dal 91% dei lavoratori, quest’anno dal 73,6%. Non è nostra abitudine nascondere la testa sotto la sabbia, facendo finta di niente, anche perché non è vero che non è successo niente ed è corretto tenere conto di questo segnale che ci viene dai lavoratori.
Sono oramai cinque anni consecutivi che la crisi ha investito pesantemente il Paese e anche la nostra azienda. Da cinque anni Italtel presenta puntualmente un conto salato ai lavoratori.
Le persone sono MOLTO generose e MOLTO rassegnate. Il clima in Italtel da oramai più di un anno è di disorientamento.
Come abbiamo avuto modo di dire anche nelle assemblee e lo vogliamo ribadire, questo non è sicuramente un buon accordo ma l’unico accordo possibile per DIFENDERCI.
Non servono scorciatoie e neanche le illusioni. E’ bene sapere che qualsiasi accordo avviene tra due parti avverse e per ottenere qualsiasi risultato serve la mobilitazione a sostegno delle trattative ma assieme anche la consapevolezza di fino a dove si può insistere per ottenere un risultato. Un accordo sindacale è una mediazione tra le parti, che spesso scontenta “molti”, a differenza di chi fa politica che non ha l’obbligo di una mediazione per ottenere un risultato, perché appunto non ha questo compito perché enuncia un principio, il sindacato invece nella trattativa DEVE trovare risposte concrete per difendere le persone.
Non abbiamo trovato tra chi ha criticato, proposte, alternative CONCRETE, utili al raggiungimento di un accordo, ma non per questo non dobbiamo tenere conto dei segnali che ci sono giunti, assieme a stanchezza e sfilacciamento. Questo per dirla in breve è un accordo “di transizione”, la vera partita si giocherà nei prossimi mesi e questi saranno DURISSIMI, perchè riguarderà il futuro di tutti noi. Molti non credono più nel futuro di Italtel, che ce la si possa fare per reggere la concorrenza, stare sul mercato, ma piaccia o meno, ci sono ancora più di 1250 persone che lavorano in Italtel e a queste tutto il sindacato deve rendere conto e rappresentarle siano esse iscritte o meno al sindacato. A settembre nella verifica che ci sarà con l’Azienda lo spartiacque sarà o la revisione dell’omologa oppure la mobilità obbligatoria, questo è bene che si sappia e ci si prepari adeguatamente.
Nei prossimi giorni come coordinamento FIM-FIOM-UILM dovremmo:
- firmare l’accordo approvato dal referendum lo scorso 31 gennaio,
- in questo mese dovremmo andare al Ministero del Lavoro per firmare la procedura della Mobilità volontaria e incentivata,
- definire le modalità di applicazione dei CDS per le 800 persone di tutto il gruppo; sottolineiamo che in questo momento NULLA è stato deciso e quando verso fine mese ci incontreremo con l’Azienda, tutte le decisioni dovranno essere condivise con tutti.
- Sulla CIGS a rotazione, riprecisiamo per chiarezza che la platea delle persone coinvolte sull’intero gruppo, è di 280 lavoratori: nei primi due turni ci saranno 80 persone che lavorano in rotazione e 200 in CIGS, nel terzo turno rientreranno al lavoro i rimanenti che non hanno ancora ruotato (COME ADESSO). Ricordiamo solamente che sono 138 i lavoratori coinvolti dalla CIGS che non hanno firmato.
- Come RSU discutere del calendario annuo 2014.
Inoltre, informiamo tutti che l’Azienda vorrebbe che le tre persone operative Italtel addette alla sorveglianza dessero le dimissioni “incentivate” per passare sotto l’appalto. Registriamo come RSU la netta contrarietà delle persone a questa proposta e pertanto sarà nostro compito TUTELARE questi colleghi sotto ogni punto di vista.
Come RSU ribadiamo con questo comunicato la necessità di costruire un rapporto sempre più stretto con le persone, di dirci anche a muso quello che pensiamo, ma con l’obiettivo di essere sempre più uniti per affrontare le sfide che ci aspettano.
RSU Italtel Castelletto
6 febbraio 2014