mercoledì 9 aprile 2014

Il nostro dissenso sulla CIGS è totale e radicale

Non si tratta di un testamento politico, vogliamo solo riflettere assieme, dopo le 114 nuove lettere di CIGS a Castelletto e le 17 di Roma
Sono incominciate con il contagocce, da circa dieci giorni le chiamate dei prescelti per la CIGS.
Proprio come dal 2010, le persone hanno chiesto ai capi, perché io? Ricevendo le risposte più strane, NESSUNA risposta che faccia riferimento ad un criterio oggettivo.

Nei giorni scorsi molti colleghi ci hanno chiesto “Ma quando comunicano?” In molti, perché l’attesa è stata snervante e carica di tensione, l’attesa delle lettere straziante, sembrava un incubo senza fine. Decine e decine sono le persone che ci hanno scritto chiedendo di sapere, altre (poche) che avevano già ricevuto la lettera di CIGS erano disperate.
Ma assieme ai colpevoli ritardi sulla comunicazione della CIGS alle persone interessate, si sono accavallate voci circa la riduzione di una trentina di persone da un’area dell’azienda aumentando il numero delle persone in CIGS verso altre aree, questo perché la divisione territoriale degli esuberi ha creato problemi. La motivazione del responsabile è  che non si sarebbe riusciti a portare a termine le attività in corso se un certo numero di persone fosse stato messo in CIGS. Quindi? Sono state tolte dalla CIGS persone in alcune aree e messe delle altre di altre aree. In molti si sono chiesti, ma dove sono gli esuberi? In che area, in che comprensorio?
Non solo, l’Azienda oggi ci ha informato ufficialmente che contestualmente alla comunicazione di ingresso in CIGS è stato comunicato che a Castelletto 20 persone rimarranno in azienda fino al 9 luglio facendo il primo turno di lavoro. Poi dal 10 luglio entreranno in CIGS senza più rientrare fino a dicembre, con la motivazione che devono terminare le attività e trasferire il loro know-how ad altri colleghi. Contemporaneamente l’Azienda ha deciso di NON far rientrare 20 persone delle 45 che sono da più tempo in CIGS come prevede INVECE l’accordo del 25 gennaio. Queste persone rientreranno al lavoro soltanto il 10 luglio.


 
Per questo riteniamo che l’accordo vada rispettato dall’Azienda senza ripensamenti.
Una domanda sorge spontanea: perché la CIGS allora?
Sembra che tutti abbiano paura a dare una risposta vera.
L’abbiamo detto e scritto: le persone che andranno in CIGS non sono eccedenti, vengono messe in CIGS per risparmiare stipendi. A fine anno ci troveremo di fronte ad una grossa contraddizione: da una parte il Memorandum sottoscritto al MiSE dal Sindacato, dal Governo e dall’Azienda che tutela le persone e dichiara che per affrontare gli esuberi bisogna ricorrere a strumenti non traumatici e dall’altra, l’omologa del tribunale di Milano che dice che entro dicembre del 2014, gli organici Italtel devono scendere a 977 persone dagli attuali 1255.
Che fare? La situazione, non c’è dubbio, è drammatica perché Italtel è nella procedura fallimentare, il 182 bis, i debiti con le banche sono un enorme problema, per cui non serve che lo diciamo noi come delegati, se ci sono opportunità da cogliere, queste sono da cogliere, per chiunque...
Noi però dobbiamo tutelare TUTTI, IN PARTICOLARE LE PERSONE PIU’ DEBOLI, PER QUESTO NESSUNO HA IN MENTE DI ABBANDONARE NESSUNO, né vecchi né nuovi colleghi in CIGS. Non solo, per l’ennesima volta lo ribadiamo, nessuno deve chiamarsi fuori, ma proprio nessuno, perché dopo la verifica che ci sarà a settembre, dovremo calare “TUTTE LE CARTE” e tutti dobbiamo sentirci coinvolti senza retorica e smetterla di incazzarci perché questa è una strada obbligata, non ci potrà essere nessun sconto per nessuno. Bisogna mobilitarsi TUTTI per raggiungere gli obiettivi, è UNA QUESTIONE DI SOPRAVVIVENZA:
difendere il nostro posto di lavoro, il nostro futuro, salvare Italtel,
MODIFICARE L’OMOLOGA.
QUESTI DEVONO ESSERE GLI OBIETTIVI.
TUTTO deve essere chiaro e trasparente.
E’ chiaro a tutti che nella migliore delle ipotesi da gennaio del 2015, per un po’ di mesi non ci saranno più i CDS? Questo vuol dire sempre nella migliore delle ipotesi, un aumento della CIGS, che al momento non abbiamo.
Nella peggiore delle ipotesi Italtel potrebbe aprire una procedura di mobilità unilaterale ad ottobre, dopo la verifica dell’accordo prevista a settembre. Questo però sarebbe in contrasto con quanto definito nel Memorandum.

Dobbiamo essere consapevoli di tutto questo, perché se questa situazione malauguratamente dovesse verificarsi, la mobilitazione dovrà essere di TUTTI e in modo intelligente. La politica DEVE già da ora sentirsi coinvolta, (cosa che in silenzio stiamo già facendo), ma anche l’economia, (e anche qui ci siamo già mossi nelle passate settimane) per dare un futuro, risposte alle oltre mille e duecento persone che lavorano in Italtel.
Per ora ci sono solo lacrime e sangue, lacrime che stanno versando le persone che vanno in CIGS, ma sono oramai TROPPE, perché veramente questa azienda non merita le persone che ha. Dobbiamo rialzare tutti la testa e la schiena dritta!!!


Inoltre l’Azienda ci ha comunicato che sta valutando la possibilità, per 10/15 persone coinvolte dalla CIGS di Castelletto, di proporre colloqui individuali presso DEVOTEAM e altre 2 società al fine di ricollocare le persone a tempo indeterminato. Questo è già avvenuto per 5 persone di Roma. Le persone eventualmente ricollocate saranno scalate dal bacino di CIGS.


RSU Italtel Castelletto
RSU Italtel Roma
8 aprile 2014