lunedì 8 settembre 2014

La protesta e i nostri obiettivi!! E’ piu’ importante la notizia o il fatto?

Pensiamo sia opportuno che ognuno di noi rifletta sulla seguente domanda: farebbe più notizia che 255 lavoratori di Italtel venissero licenziati oppure che qualche centinaio di lavoratori Italtel si trovasse in piazza Duomo in mutande?
Purtroppo l’attenzione di TUTTI sarà concentrata sulle persone in mutande in piazza Duomo….. questo fatto però oltre farci riflettere su come siamo diventati e in che mondo viviamo, ci potrebbe tornare comodo per mettere in risalto la nostra situazione.
E’ meglio dirci, per l’ultima volta le cose come stanno, anche se si rischia di “offendere qualcuno”. Non siamo abituati ad usare il linguaggio che abbiamo usato sopra, ma proprio per estrema chiarezza ci sentiamo di farlo, dopo che l’appello dei 16 Sindaci del nostro territorio è stato snobbato da TUTTA la stampa e televisioni. Da tutta la stampa e televisioni, lo ribadiamo, NESSUNO ESCLUSO. Questa scelta dei Sindaci è stata una cosa importante, una possibilità vera di parlare di Italtel, di far conoscere i nostri problemi, le nostre preoccupazioni a tutti, sia cittadini che imprenditori, forze politiche.
NON per questo rinunceremo a continuare su questa strada, quella del coinvolgimento, perché è l’unica possibile, ma serve anche CONSAPEVOLEZZA E DETERMINAZIONE soprattutto da parte di tutti i lavoratori Italtel, perché oggi siamo arrivati alla resa dei conti finale e nessuno può sentirsi escluso, non coinvolto. Per questo la PARTECIPAZIONE SARA’ FONDAMENTALE PER IL RAGGIUNGIMENTO DEGLI OBIETTIVI. Lo scrivevamo anche qualche mese fa a proposito dell’accordo del 25 gennaio come riportato dal seguente stralcio:

Non abbiamo trovato tra chi ha criticato, proposte, alternative CONCRETE, utili al raggiungimento di un accordo, ma non per questo non dobbiamo tenere conto dei segnali che ci sono giunti, assieme a stanchezza e sfilacciamento. Questo per dirla in breve è un accordo “di transizione”, la vera partita si giocherà nei prossimi mesi e questi saranno DURISSIMI, perchè riguarderà il futuro di tutti noi. Molti non credono più nel futuro di Italtel, che ce la si possa fare per reggere la concorrenza, stare sul mercato, ma piaccia o meno, ci sono ancora più di 1250 persone che lavorano in Italtel e a queste tutto il sindacato deve rendere conto e rappresentarle siano esse iscritte o meno al sindacato. A settembre nella verifica che ci sarà con l’Azienda lo spartiacque sarà o la revisione dell’omologa oppure la mobilità obbligatoria, questo è bene che si sappia e ci si prepari adeguatamente.
Estratto del comunicato RSU Castelletto del 6 febbraio 2014

Non vogliamo essere né simpatici né imbonitori, perché come si è visto, si è arrivati a quello che scrivevamo. Ad oggi è meglio ricordarlo, nessuno ci ha detto che verrà aperta la procedura di mobilità obbligatoria né quali saranno le persone coinvolte, (anche perché se l’Azienda dovesse andare in questa direzione, in primo luogo DEVE sapere che deve applicare la legge e comunque si troverebbe subito 255 cause sindacali legali).
Sappiamo che scrivere queste cose può essere molto rischioso, ma è meglio che nessuno si debba trovare impreparato davanti ad una simile eventualità tra una ventina di giorni.
Il 22 di settembre ultimo giorno per aderire al percorso di uscita con un’integrazione di 18 mensilità per i lavoratori in CIGS, non è certamente una data scelta a caso dall’Azienda, perché qualche giorno dopo ci sarebbe tutto lo spazio legale necessario per un’eventuale procedura di mobilità.
In questo frangente occorre con chiarezza definire gli obiettivi, le cose su cui puntare nei prossimi due-tre mesi, le cose necessarie da fare.
E’ necessario, in primo luogo, rinnovare l’accordo con l’Azienda sulla rimanente CIGS che abbiamo a disposizione fino all’11 aprile 2015, (a fine anno termineranno gli ammortizzatori sociali CDS, ad aprile la CIGS), e contemporaneamente  ottenere dalla politica, dal Governo, UNA PROROGA O NUOVI AMMORTIZZATORI SOCIALI IN MODO DA EVITARE I LICENZIAMENTI: perché un accordo sulla CIGS di soli tre mesi NON è sufficiente e facilmente ci ritroveremo subito con la spada di Damocle della mobilità sulla testa.

E’ bene ricordare che oggi sono 210 i lavoratori in CIGS e 255 gli esuberi. NELLA MIGLIORE DELLE IPOTESI, da gennaio, terminati i CDS, aumenterà in modo consistente il numero delle persone in CIGS.

E’ necessario, in secondo luogo, intervenire SULL’OMOLOGA emessa dal tribunale di Milano il 28 febbraio 2013, perché prevede che Italtel al 31 dicembre 2014 abbia 977 dipendenti (oggi, al 30 giugno, siamo in 1232); se gli azionisti e le banche creditrici non accettano di intervenire su questi numeri, anche se abbiamo a disposizione gli ammortizzatori sociali, i licenziamenti saranno inevitabili.

Tutti a questo punto dovrebbero avere chiaro che oggi siamo arrivati alla resa dei conti finale, non ci possono essere più né alibi, né tentennamenti, ognuno dovrà fare la propria parte. Nelle prossime settimane continueremo nella comunicazione, nel fornire informazioni, convocheremo molte assemblee di discussione e decideremo tutte le iniziative necessarie, perché dovrà essere lecito tutto, nei principi della legalità democratica, per ottenere gli obiettivi che ci siamo dati.
NON dimentichiamoci però che la chiave di volta è, deve essere, il rilancio di Italtel. Un piano industriale CREDIBILE e non solo tagli del personale.
E’ bene ricordare anche che il MEMORANDUM, sottoscritto il 27 gennaio da MiSE, Azienda e Sindacato prevede che per affrontare gli eccedenti si sarebbero utilizzati strumenti non traumatici, noi siamo a richiedere il rispetto di quanto sottoscritto, risulta pertanto impensabile ricorrere a licenziamenti.

Per realizzare gli obiettivi, per ottenere risultati, NON ci stancheremo di ribadirlo, ci devono essere le persone in carne ed ossa, ognuno dovrà metterci la propria faccia, senza se e senza ma, altrimenti ci sarà solo il baratro.


RSU Italtel Castelletto
4 settembre 2014