Mercoledì 17 dicembre presso il MiSE si è tenuto un incontro tra le rappresentanze Aziendali e Sindacali. Lo scopo dell’incontro era quello di discutere sul come affrontare la situazione Italtel per il prossimo anno.
Le richieste iniziali dell’Azienda non hanno potuto trovare nessuna approvazione da parte della delegazione sindacale perché ci veniva richiesto, con inizio da gennaio 2015:
la CIGS per 12 mesi senza rotazione e senza integrazione salariale per tutte le persone nel bacino della CIGS,
Il taglio della contrattazione salariale di secondo livello (premio aziendale mensile, quota accantonata e il 3° elemento).
Dopo una lunga e dura discussione abbiamo concretamente verificato l’impossibilità di conciliare le posizioni, quella dell’Azienda, della CIGS per tutto l’anno per tutte le persone nel bacino della CIGS, quella del Sindacato che invece chiedeva la rotazione della CIGS anche con un contributo di alcune settimane collettive da parte di tutti gli altri lavoratori che oggi sono in CDS, e che dal 1 gennaio 2015 torneranno al lavoro a tempo pieno (a Carini al momento non si farà CDS per rimanere allineati con le altre due sedi).
Siamo arrivati ad un passo della rottura.
L’Azienda a questo punto aveva deciso di procedere in modo unilaterale aprendo la procedura di CIGS già dal giorno dopo. La nostra decisione, non facile, è stata di tentare di ottenere una rotazione della CIGS, come esattamente prevede l’accordo che si sta gestendo ora e cioè di far rientrare al lavoro almeno per tre settimane consecutive tutte le persone in CIGS nell’arco di tre mesi, (7 gennaio -11 aprile 2015) utilizzando attraverso una proroga, tutto il periodo di CIGS per riorganizzazione complessa a completamento dei 12 mesi previsti dalla legge, per il periodo 7 gennaio 11 aprile 2015 per tutte le persone che sono attualmente nel bacino della CIGS.
L’accordo prevede che nel primo turno di rotazione rientreranno al lavoro i lavoratori che si trovano da più tempo in CIGS.
Mai come in questo momento abbiamo verificato che l’Azienda è fortemente decisa a procedere unilateralmente, dividendo i lavoratori tra quelli che, a suo dire, sono necessari per portare avanti le attività e coloro che NON servono piu’.
Non potendo più fruire per il momento dei CDS, dal 1 gennaio, ci saranno due tipologie di lavoratori, coloro che torneranno a tempo pieno e quelli che saranno in CIGS, che dovranno essere formati sulle nuove necessità aziendali, MA che non avranno secondo l’Azienda, tutti, la certezza del rientro al lavoro e questo dal punto di vista del sindacato NON è accettabile.
Ci aspetteranno il prossimo anno sfide, situazioni, come probabilmente non abbiamo mai visto ed è bene che tutti dobbiamo essere consapevoli di questo stato di cose.
Fin da ora, una certezza è che da gennaio 2015, su decisione dell’Azienda, non ci sarà più l’incentivo dei 18 mesi d’integrazione aziendale per i lavoratori che decideranno di lasciare Italtel.
Uno scenario possibile è che dai primi di gennaio inizierà a lavorare Tech Mahindra, con modalità diverse da come siamo abituati, con un modello stile anglosassone dove tutto va sulla fiducia reciproca, sullo snellimento di procedure...
Dall’altro lato potremmo trovarci la disdetta degli accordi sindacali di secondo livello e il tentativo dell’Azienda di non far rientrare più al lavoro, lasciandoli in CIGS, alcuni colleghi.
Tutti noi dovremmo veramente fare fronte comune, unire le persone che lavoreranno e che perderanno gli istituti ed i colleghi che saranno in CIGS.
Ci aspetterà veramente un anno difficile.
Il confronto anche aspro tra di noi sarà necessario perché dovrà servire soprattutto per unire se non dovessimo riuscirci, a perdere saremo tutti.
FIM-FIOM-UILM Nazionali
Coordinamento Nazionale RSU gruppo Italtel
20 dicembre 2014