L’Amministratore delegato ha delineato per sommi capi il piano industriale che Italtel intende perseguire nei prossimi anni (dal 2017 al 2023) in previsione di un ingresso di Exprivia (come socio di maggioranza) dato per imminente.
La nuova Italtel manterrà un impegno sui prodotti proprietari, modificandone però la natura: a fronte di un mantenimento del fatturato sui prodotti “tradizionali“ (legati al VOIP) crescerebbe sensibilmente il fatturato legato ai prodotti “innovativi” (progetti OSS/BSS, Embrace, IoT…).
A grandi linee, nei prossimi anni, i primi confermerebbero i 40 (o poco più) milioni di euro di fatturato, mentre i secondi passerebbero dai 5 milioni attuali ai 30 del 2023.
Sul fronte occupazionale l’azienda ribadisce la necessità di riduzione del personale che dovrebbe attestarsi in Italia intorno alle 950 unità.
In particolare le persone legate alla filiera che segue i prodotti “tradizionali” scenderebbero di almeno 100 unità, mentre sui prodotti innovativi si avrebbe un incremento limitato delle risorse.
Da parte sindacale si è evidenziato l’illogicità di una proposta che presume:
- un mantenimento del fatturato a fronte di tagli pesanti sui prodotti che, attualmente, rappresentano gran parte del ricavo conseguito
- un aumento esponenziale dei risultati sui prodotti innovativi che dovrebbero, secondo l’Amministratore Delegato, beneficiare di una futura sinergia con Exprivia.
L’azienda ha riconfermato il ricorso alla mobilità volontaria incentivata per una platea superiore ai lavoratori che intende sottoporre a un CDS “pesante”, così come vengono confermati i corsi di riqualificazione (in particolare sul software) che potrebbero portare alcuni lavoratori a un futuro passaggio in Exprivia.
Sul fronte taglio costi, è mantenuta la sospensione degli Istituti di Secondo Livello “congelati” col precedente accordo del febbraio 2015.
Sui CDS le parti hanno concordato quanto segue:
- 114 persone al 3%
- 741 persone al 13%
- 200 persone al 35%
- 16 persone al 50%
Al momento non è stata definita con esattezza la ripartizione del CDS sui tre siti (Milano, Roma, Palermo), così come resta da concordare nel dettaglio la modalità di applicazione (CDS verticale / orizzontale).
Necessitano un ulteriore “raffinamento” i corsi di specializzazione e la definizione della platea di persone che potranno ricorrere, se vorranno, alla mobilità incentivata.
Per questo motivo Azienda e Sindacati si rivedranno mercoledì 28 dicembre in Assolombarda.
A fine incontro l’Amministratore Delegato ha tenuto a sottolineare con forza che un mancato accordo l’avrebbe costretto a ricorrere in modo unilaterale alla Cassa Integrazione e avrebbe contestualmente rappresentato un ostacolo al rifinanziamento che Italtel dovrà richiedere agli istituti di credito nel 2017.
Nel corso della trattativa il sindacato aveva proposto un accordo ponte, un proseguimento dell’attuale CDS per un periodo di tempo che consentisse di chiarire, a fronte del ventilato ingresso di Exprivia e dell’approvazione del piano industriale Italtel, il futuro della Ricerca e dei prodotti proprietari. L’azienda ha rifiutato la proposta.
In ogni caso il doveroso approfondimento si avrà in un prossimo incontro al MISE (febbraio 2017) sotto la supervisione del Ministero: il tema, come detto, verterà sul piano industriale che Italtel dovrà in quella sede dettagliare (in modo da poterne verificare l’effettiva attendibilità rispetto alle previsioni di crescita indicate).
Da parte sua il Ministero dello Sviluppo Economico conferma l’attenzione nei riguardi di Italtel e alle prospettive di crescita legate in particolare agli investimenti sui prodotti proprietari.
Coordinamento Nazionale RSU gruppo Italtel
21 dicembre 2016