lunedì 21 ottobre 2019

Note di dettaglio incontro Assolombarda 17 ottobre


Giovedì 17 ottobre si è tenuto in Assolombarda l’incontro fra il Coordinamento Nazionale RSU, le Strutture Sindacali Territoriali, Nazionali e l’Azienda Italtel, incontro sollecitato dal Sindacato per capire l’evoluzione della situazione Italtel a fronte dei dati negativi della semestrale, della riorganizzazione dei primi di agosto, delle voci su un nuovo Piano Industriale, degli impatti sulla futura fusione con Exprivia.

L’AD ha premesso che nell’incontro non avrebbe potuto fornire informazioni complete visto che il gruppo Exprivia/Italtel è quotato in Borsa. In breve ha poi riepilogato i dati della semestrale di Italtel rimarcando il fatto che a fronte di un 2018 positivo per l’Azienda, in particolare nell’ambito del mercato TLC, il 2019 si è rivelato fortemente negativo.

Una negatività dovuta in gran parte a un forte calo degli investimenti TIM, i ricavi su questo versante sono scesi dai 60 ML€ dell’anno scorso ai 23 ML€ di quest’anno, e di Open Fiber (da 28 ML€ a 20ML€). I minori investimenti TIM (scesi nel loro complesso da 1.600 ML€ a 700ML€) hanno impattato negativamente non solo Italtel ma tutti i fornitori (Sirti, Ericsson…).

A detta dell’AD si tratta di un problema strutturale, non legato alla congiuntura 2019 e che si ripercuote immediatamente su Italtel, tuttora troppo legata al mercato TLC (e a altri pochi grandi clienti).

Su Open Fiber i minori introiti sono dovuti da un lato a un rallentamento nella consegna dei progetti (Italtel non riesce a mantenere il ruolino di marcia previsto) e dall’altro a una rimodulazione dei pagamenti del cliente (a differenza del 2018, i ricavi per i progetti esecutivi, di più complessa realizzazione, risultano ora preponderanti rispetto ai ricavi per i progetti definitivi). Nel suo complesso però, per la commessa Open Fiber (che terminerà nel 2021) l’introito previsto sarà in linea con quanto preventivato. Non solo, Italtel sta cercando di accreditarsi con Open Fiber per la cablatura di alcune zone grigie (portando la fibra fino alle abitazioni) e per un successivo progetto dove la cablatura sarà legata alla posa delle antenne 5G.

Come detto, i dati di giugno troveranno una conferma a fine anno (l’AD ha sottolineato che quanto avvenuto fra luglio e settembre lascia presagire un risultato nel prossimo dicembre negativo rispetto alle previsioni post semestrale, già negative di loro).

Le note parzialmente positive vengono da un buon risultato nel Public Sector e nei mercati esteri (l’unica criticità è rappresentata dall’Argentina).

Con Cisco si mantengono ottimi rapporti: l’azionista americano sta aiutando Italtel venendole incontro rispetto ai termini per il pagamento forniture.

Italtel, nell’ottica di diversificare le proprie attività e i mercati di riferimento, ha avviato un programma di formazione su tecnologia AWS (Amazon Web Services) in modo da formare, per ora, una cinquantina di dipendenti su Cloud Amazon, per poter sviluppare software (basato su micro servizi) destinato a potenziali nuovi clienti.

Altro mercato innovativo sul quale l’Azienda vuole puntare è l’IoT (in ambito Industria 4.0, nella manutenzione delle infrastrutture, vedi Autostrade…)

L’Ad ha confermato che una parte dei ricercatori Italtel, ora legati allo sviluppo di software TLC, potrebbe essere spostato sull’Internet of Things (sempre con l’obiettivo di modificare lo skill dei progettisti e la natura del software realizzato).

Altri settori per i quali è previsto l’impiego di risorse sono Ciber security e 5G.

L’Azienda ha inoltre dichiarato che gli obiettivi del piano industriale 2017-2023 non saranno realizzabili e, per questo motivo, si è reso necessario definire un nuovo piano che sarà pronto verso la fine di ottobre (dopodiché vi saranno i passaggi necessari, con gli azionisti Exprivia/Cisco e le banche per rendere il piano effettivamente operativo). Il confronto con le banche, anche rispetto al debito che è nuovamente aumentato rispetto l’anno scorso, proseguirà la prossima settimana. A livello di bilancio, l’applicazione dei nuovi principi contabili IFRS ha portato a considerare il costo dell’affitto di Castelletto, 2 ML€ annui, come debito aggiuntivo (l’Azienda sta valutando l’opportunità di traslocare, tenendo conto però che l’attuale affitto scade nel 2024).

Nonostante le problematicità di bilancio l’AD ha confermato che non è messo in dubbio il progetto di integrazione con Exprivia. Viste le criticità emerse vi potrebbe essere un rallentamento nel processo che porterà alla fusione, ma non la messa in dubbio della medesima. I conti economici di Italtel vanno male, e la riorganizzazione di fine luglio ha voluto affermare che ogni gruppo dirigente delle due società dovrà concentrarsi sulla propria realtà. Pertanto anche l’AD di Italtel non ha più incarichi operativi in Exprivia.

Il futuro dipenderà dal nuovo Piano Industriale e dalle decisioni degli azionisti. La situazione è complessa, delicata e preoccupante: per questo motivo abbiamo dichiarato all’Azienda la volontà di proseguire l’incontro al MISE dove dovranno essere chiarite le questioni a oggi aperte. L’Azienda si è detta favorevole a un incontro da definire prima della fine anno.

Pur non essendo stato esplicitato, il timore (la certezza?) che il quadro a tinte nere fatto dall’AD si possa tramutare in un tributo che i lavoratori Italtel dovranno pagare rimane alto.

Coordinamento Nazionale RSU gruppo Italtel

21 ottobre 2019

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