Giovedì 17 ottobre si è
tenuto in Assolombarda l’incontro fra il Coordinamento Nazionale RSU, le
Strutture Sindacali Territoriali, Nazionali e l’Azienda Italtel, incontro
sollecitato dal Sindacato per capire l’evoluzione della situazione Italtel a
fronte dei dati negativi della semestrale, della riorganizzazione dei primi di
agosto, delle voci su un nuovo Piano Industriale, degli impatti sulla futura
fusione con Exprivia.
L’AD ha premesso che nell’incontro
non avrebbe potuto fornire informazioni complete visto che il gruppo
Exprivia/Italtel è quotato in Borsa. In breve ha poi riepilogato i dati della
semestrale di Italtel rimarcando il fatto che a fronte di un 2018 positivo per
l’Azienda, in particolare nell’ambito del mercato TLC, il 2019 si è rivelato
fortemente negativo.
Una negatività dovuta in
gran parte a un forte calo degli investimenti TIM, i ricavi su questo versante
sono scesi dai 60 ML€ dell’anno scorso ai 23 ML€ di quest’anno, e di Open Fiber
(da 28 ML€ a 20ML€). I minori investimenti TIM (scesi nel loro complesso da
1.600 ML€ a 700ML€) hanno impattato negativamente non solo Italtel ma tutti i
fornitori (Sirti, Ericsson…).
A detta dell’AD si tratta di
un problema strutturale, non legato alla congiuntura 2019 e che si ripercuote
immediatamente su Italtel, tuttora troppo legata al mercato TLC (e a altri
pochi grandi clienti).
Su Open Fiber i minori
introiti sono dovuti da un lato a un rallentamento nella consegna dei progetti
(Italtel non riesce a mantenere il ruolino di marcia previsto) e dall’altro a
una rimodulazione dei pagamenti del cliente (a differenza del 2018, i ricavi
per i progetti esecutivi, di più complessa realizzazione, risultano ora
preponderanti rispetto ai ricavi per i progetti definitivi). Nel suo complesso
però, per la commessa Open Fiber (che terminerà nel 2021) l’introito previsto
sarà in linea con quanto preventivato. Non solo, Italtel sta cercando di
accreditarsi con Open Fiber per la cablatura di alcune zone grigie (portando la
fibra fino alle abitazioni) e per un successivo progetto dove la cablatura sarà
legata alla posa delle antenne 5G.
Come detto, i dati di giugno
troveranno una conferma a fine anno (l’AD ha sottolineato che quanto avvenuto
fra luglio e settembre lascia presagire un risultato nel prossimo dicembre
negativo rispetto alle previsioni post semestrale, già negative di loro).
Le note parzialmente
positive vengono da un buon risultato nel Public Sector e nei mercati esteri
(l’unica criticità è rappresentata dall’Argentina).
Con Cisco si mantengono
ottimi rapporti: l’azionista americano sta aiutando Italtel venendole incontro
rispetto ai termini per il pagamento forniture.
Italtel, nell’ottica di
diversificare le proprie attività e i mercati di riferimento, ha avviato un
programma di formazione su tecnologia AWS (Amazon Web Services) in modo da
formare, per ora, una cinquantina di dipendenti su Cloud Amazon, per poter
sviluppare software (basato su micro servizi) destinato a potenziali nuovi
clienti.
Altro mercato innovativo sul
quale l’Azienda vuole puntare è l’IoT (in ambito Industria 4.0, nella
manutenzione delle infrastrutture, vedi Autostrade…)
L’Ad ha confermato che una
parte dei ricercatori Italtel, ora legati allo sviluppo di software TLC,
potrebbe essere spostato sull’Internet of Things (sempre con l’obiettivo di
modificare lo skill dei progettisti e la natura del software realizzato).
Altri settori per i quali è
previsto l’impiego di risorse sono Ciber security e 5G.
L’Azienda ha inoltre dichiarato
che gli obiettivi del piano industriale 2017-2023 non saranno realizzabili e,
per questo motivo, si è reso necessario definire un nuovo piano che sarà pronto
verso la fine di ottobre (dopodiché vi saranno i passaggi necessari, con gli
azionisti Exprivia/Cisco e le banche per rendere il piano effettivamente
operativo). Il confronto con le banche, anche rispetto al debito che è
nuovamente aumentato rispetto l’anno scorso, proseguirà la prossima settimana. A
livello di bilancio, l’applicazione dei nuovi principi contabili IFRS ha portato
a considerare il costo dell’affitto di Castelletto, 2 ML€ annui, come debito
aggiuntivo (l’Azienda sta valutando l’opportunità di traslocare, tenendo conto
però che l’attuale affitto scade nel 2024).
Nonostante le problematicità
di bilancio l’AD ha confermato che non è messo in dubbio il progetto di
integrazione con Exprivia. Viste le criticità emerse vi potrebbe essere un
rallentamento nel processo che porterà alla fusione, ma non la messa in dubbio
della medesima. I conti economici di Italtel vanno male, e la riorganizzazione
di fine luglio ha voluto affermare che ogni gruppo dirigente delle due società
dovrà concentrarsi sulla propria realtà. Pertanto anche l’AD di Italtel non ha
più incarichi operativi in Exprivia.
Il futuro dipenderà dal
nuovo Piano Industriale e dalle decisioni degli azionisti. La situazione è complessa,
delicata e preoccupante: per questo motivo abbiamo dichiarato all’Azienda la
volontà di proseguire l’incontro al MISE dove dovranno essere chiarite le
questioni a oggi aperte. L’Azienda si è detta favorevole a un incontro da
definire prima della fine anno.
Pur non essendo stato
esplicitato, il timore (la certezza?) che il quadro a tinte nere fatto dall’AD
si possa tramutare in un tributo che i lavoratori Italtel dovranno pagare
rimane alto.
Coordinamento Nazionale RSU
gruppo Italtel
21 ottobre 2019
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