sabato 9 maggio 2020

Cassa per Covid-19


Lunedì 4 maggio si è tenuta una videocall fra il Coordinamento Nazionale RSU, le Strutture Sindacali Territoriali, Nazionali e l’Azienda a fronte della richiesta di quest’ultima di aprire la Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria con causale COVID-19.

L’AD ha illustrato l’andamento di Italtel nei primi mesi del 2020, con una sostanziale tenuta delle attività nel primo trimestre, seguita da segnali di rallentamento a partire da aprile. Le previsioni per i mesi a venire sono negative. Il COVID-19 ha comportato un rallentamento degli investimenti (in alcuni casi la cancellazione o la sospensione) da parte di importanti clienti di Italtel.

Alcuni problemi si sono evidenziati sia nella Pubblica Amministrazione sia in aziende quali Costa Crociere, Autostrade, Ferrovie dello Stato (con un impatto su attività innovative nelle quali Italtel è impegnata). Nel mercato TLC si registrano cali di commesse con TIM e Fastweb. Il mercato estero presenta problematicità maggiori in Sud America (Perù, Brasile, Argentina) mentre vi è una sostanziale tenuta in Europa (Spagna in primis).

Italtel nei mesi scorsi si è distinta dando un importante supporto ad alcuni ospedali (Niguarda su tutti) e contribuendo alla realizzazione del nuovo ospedale in zona ex Fiera (Portello). L’AD ha sottolineato e ringraziato quanto fatto dai colleghi coinvolti su questo fronte.

Buoni risultati si sono avuti nell’utilizzo dello smart working che non ha mostrato grosse criticità, interessando il 95% della popolazione aziendale.

I dati economici, proprio per quanto detto prima, portano Italtel a dover chiedere la CIGO per COVID-19. Una CIGO che coprirà il periodo dall’11 maggio al 31 agosto 2020, 15 settimane di calendario distribuite su 9 non consecutive di CIGO. La quantità massima di CIGO e il periodo sono dettati dal Decreto Cura Italia del 17 marzo 2020.

Italtel prevedeva di coinvolgere larga parte dei dipendenti con una velocità variabile che per alcuni poteva consistere in una giornata o meno di media settimanale e per altri poteva toccare i tre giorni la settimana
(n.b.: 3 giorni per 15 settimane portava a 45 giorni di cassa, spalmati sulle 9 settimane nelle quali la CIGO si sarebbe fatta si traducevano in 9 settimane a zero ore). 

Come Sindacato non potevamo opporci alla richiesta aziendale (a differenza dei CdS, Italtel poteva procedere in modo unilaterale).
Abbiamo però tentato (e realizzato) un accordo che venisse incontro il più possibile a tutti i colleghi. L’accordo sottoscritto raccoglie la totalità delle nostre richieste e prevede:

  • una cassa media settimanale non superiore alle 2 giornate (per alcuni sarà di una giornata sola o, in casi limitati e per reali esigenze di servizio, inferiore alla giornata). Il numero massimo di giorni di cassa sarà quindi pari a 30.
  • l’anticipo del pagamento Cassa da parte Italtel (senza dover attendere settimane o mesi per il pagamento INPS)
  • la completa maturazione dei ratei (ferie, tfr…) durante il periodo di Cassa, indipendentemente da quanti giorni ogni mese un dipendente farà di CIGO
  • L’utilizzo volontario delle proprie ore di Ferie/PAR/Banca Ore residue (anni precedenti) per coprire le giornate di CIGO
  • un riguardo per le persone part-time in modo che facciano sempre un quantitativo di cassa uguale al minimo applicato ai colleghi (a tempo pieno) meno colpiti (un giorno medio a settimana)
  • una verifica settimanale fra HR e RSU per controllare la distribuzione della cassa nei vari reparti
  • un contributo dei dirigenti che si sommi al sacrificio dei lavoratori


Si sta inoltre valutando con HR se sia possibile ripetere in Italtel quanto già concordato in altre aziende: l’uso delle ferie solidali. Su base volontaria un dipendente potrebbe mettere a disposizione Ferie/Par/Banca Ore pregresse (degli anni scorsi) per coprire alcuni giorni di cassa di colleghi che si trovassero in difficoltà economica. Risentiremo HR per vedere se sia possibile implementare questo aspetto. Se realizzato rappresenterebbe l’ennesimo esempio di solidarietà dei lavoratori Italtel.

Nelle condizioni date, di forti difficoltà aziendali e di rallentamento delle attività, riteniamo che quello sulla CIGO sia un buon accordo.

Abbiamo chiesto a Italtel se vi siano novità rispetto alla Prenotativa, al congelamento dei giorni di retribuzione di inizio aprile e di alcune voci retributive variabili di marzo. L’AD ha detto che Italtel presenterà al Tribunale di Milano la richiesta di sblocco, precisando che a partire dal mese scorso, per i 120 giorni concessi dal Tribunale alla Società per trovare una soluzione, le attività dell’azienda dovranno essere valutate da tre commissari giudiziali. 

Sulla possibile uscita (positiva) da questa fase, l’AD ha ribadito che al momento Italtel ha sul tavolo le tre opzioni già presenti a fine 2019.
La prima vede Exprivia affiancata dal Fondo Clessidra, in un’azione che dovrebbe portare a rilevare il credito delle banche e ricapitalizzare l’azienda.
La seconda ipotesi è l’arrivo di Fondi (scelti dalle banche) per effettuare un’operazione simile all’ipotesi numero uno.
La terza è data dalla presenza di 6 o 7 realtà industriali interessate a Italtel, ma, meglio sottolinearlo, non all’azienda nella sua totalità, solo ad alcuni parti della stessa, portando a un potenziale spezzatino che, sia nelle dichiarazioni dell’AD e a maggior ragione nostre, è da ritenersi l’ipotesi meno interessante e praticabile: Italtel deve rimanere un’unica realtà, come è sempre stata!

FIM-FIOM-UILM NAZIONALI
Coordinamento Nazionale RSU gruppo Italtel
8 maggio 2020

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