martedì 16 giugno 2020

Incontro coi vertici Italtel


Martedì 16 giugno 2020 si è tenuta una videocall fra il Coordinamento Nazionale RSU, le Strutture Sindacali Territoriali, Nazionali e l’Azienda per avere dei chiarimenti in merito alle notizie (apparse anche sulla stampa) riguardanti Italtel.

Negli ultimi giorni sono apparsi due articoli sul Sole 24 Ore che riportavano da un lato l’avvicendamento, come principale creditore di Italtel, fra Unicredit e il Fondo Pillarstone Italy RSCT, dall’altro una manifestazione di interesse di Sirti nei confronti di Italtel.

Su richiesta di dettagliare quanto sopra l’AD ha precisato che il Fondo in questione ha utilizzato Pillarstone come Advisor dell’operazione ma che il Fondo fa parte di una società (la Davy Global Fund Management) con sede in Irlanda e un patrimonio di circa 16 miliardi di euro. Il Fondo, nato pochi giorni fa, ha già rilevato da alcune banche (Unicredit, Intesa, Credit Agricole, …) i crediti deteriorati (tipologia UTP, Unlikely To Pay, inadempienze che difficilmente verranno rimborsate) di 14 aziende italiane.

Dal punto di vista d’Italtel cambierebbe poco, nel senso che ora il principale creditore (detiene i circa 100ML€ prima in mano a Unicredit) è appunto il Fondo RSCT, il quale ha già contattato l’Azienda per avere un’idea dettagliata della sua posizione, con riferimento alla Prenotativa, all’operazione di M&A che Italtel porta avanti con KPMG, alle prospettive del business aziendale.

Successivamente vi è stato un incontro fra il Fondo ed Exprivia.

L’AD non ha saputo dare ulteriori dettagli sull’operazione, in particolare non sappiamo come il Fondo abbia pagato Unicredit e quale cifra abbia sborsato per rilevare i circa 100ML€ del credito detenuti dalla banca.

Sulla manifestazione di Sirti (che ha ufficialmente smentito) l’AD ha solo confermato che Pillarstone ha chiesto a Sirti (come socio detiene il 100% del capitale della Società) di entrare nella Data Room Italtel (ovvero di muoversi, al pari di altre aziende che lo stanno facendo, in modo da definire un possibile interessamento verso Italtel stessa).

L’AD ritiene che lo sviluppo del 5G e della Banda Larga dei prossimi anni renderebbe industrialmente interessante una “convergenza” Italtel / Sirti.

Difficile però allo stato attuale fare previsioni su quanto potrà accadere.

Si può ipotizzare, sempre secondo l’AD, una soluzione per Italtel anche prima della pausa estiva e comunque all’interno dei quattro mesi (che scadono verso metà settembre) definiti dalla Prenotativa.

Il Fondo RSCT potrebbe rivendere in poco tempo il proprio credito se si presentasse un soggetto disponibile a farlo oppure, in ottica di medio/lungo periodo, investire in Italtel per realizzare il Piano Industriale dell’azienda e recuperare quanto speso grazie ai profitti che Italtel garantirebbe. 

Come Sindacato abbiamo espresso la nostra preoccupazione, condivisa da molti colleghi, perché il timore che quanto stia avvenendo porti a conseguenze negative per i lavoratori Italtel è forte.

Per quanto sia oggettivamente complicato disegnare scenari precisi, è verosimile che il Fondo possa spingere a una convergenza fra Sirti e una parte di Italtel, con la restante parte che potrebbe finire in Exprivia o in uno degli altri soggetti industriali che stanno manifestando interesse per Italtel (il Fondo RSCT si trova in una posizione di forza perché agisce contemporaneamente come principale creditore Italtel e, tramite Pillarstone, come azionista unico di Sirti).

Detto in altre parole, lo spezzatino temuto potrebbe essere all’ordine del giorno.

L’AD ritiene ancora percorribile, in alternativa a quanto paventato da noi, una soluzione che veda un rifinanziamento e una ricapitalizzazione dell’azienda (come avvenuto nel 2012 e nel 2017, ricorrendo all’art.182 bis e predisponendo un’omologa da depositare in Tribunale) da parte degli attuali azionisti, proseguendo nel percorso che dovrebbe portare all’integrazione piena fra Italtel ed Exprivia.

A suo parere Italtel ha un senso se mantiene il perimetro del business attuale che la vede coinvolta in attività fra loro complementari (progettazione per la fibra ottica, gestione e integrazione delle reti, sviluppo di sw telefonico e non solo…).

Una nota positiva si ha nella convocazione che finalmente siamo riusciti a ottenere presso il MiSE: incontro fra Ministero, Regioni, Italtel, Exprivia, Sindacato, prevista per martedì 23 giugno.

Terminiamo infine con alcuni dati di bilancio.

Rispetto al 2019, nell’anno in corso, l’Azienda registra una forte diminuzione del fatturato (da 120 a 83ML€) ma una tenuta del primo e del secondo margine (da 34 a 35ML€ e da 20 a 19ML€).
Problematici risultano essere il mercato sudamericano, la Pubblica Amministrazione (la Prenotativa rende complicato partecipare a gare nel settore) e l’attività di Ultra Broad Band.
Buona la performance che riguarda i servizi (con attività che vanno oltre la mera rivendita di prodotti Cisco) e i prodotti proprietari.

Coordinamento Nazionale RSU gruppo Italtel
16 giugno 2020

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