L’Amministratore delegato ha sottolineato la delicata condizione finanziaria di Italtel, con un fatturato a fine anno che dovrebbe attestarsi intorno ai 420 milioni di euro (60 in meno dei 480 previsti, risultato negativo anche in rapporto ai 440 milioni del fatturato 2015). Il calo in particolare è dovuto al non raggiungimento degli obiettivi di fatturato per i prodotti proprietari e a un rallentamento verificatosi su commesse messe a bilancio per il 2016 che sono slittate o che si sono perse (particolari sofferenze sui mercati sudamericani, Colombia e Perù su tutti).
La gravità della situazione impone un taglio sensibile dei costi secondo le modalità prospettate nel precedente incontro del 16 novembre.
In particolare Italtel ha ribadito la NON negoziabilità sull’applicazione a “velocità variabile” del Contratto di Solidarietà.
Le richieste aziendali prescindono dal contesto nel quale si troverà la Società nei mesi a venire: l’ingresso di Exprivia o l’ipotesi di un’Italtel “standalone” richiederebbero il medesimo sacrificio (nel secondo caso si porrebbe il problema di rinegoziare con le banche creditrici un debito in scadenza nel 2017 pari a circa 200 milioni di euro).
Da parte del sindacato si ritiene non ricevibile un piano di riduzione costi e una modalità di applicazione del medesimo che di fatto porterebbe a definire 200 nuovi esuberi. La crisi è a nostro avviso gestibile con un utilizzo equamente distribuito del CDS e con una rimodulazione del medesimo (in termini di percentuale di applicazione e di bilanciamento fra CDS orizzontale e verticale) che possa tenere insieme l’esigenza di taglio dei costi, la non individuazione di eccedenze e l’operatività aziendale.
È stato inoltre richiesto che Italtel:
- dia informazioni più chiare sul come si sia arrivati all’importo richiesto riguardo al taglio del costo del lavoro
- chieda un sacrificio economico certo alla dirigenza, proporzionale a quanto prospettato ai lavoratori
- intervenga in modo capillare sulle trasferte e sulla reperibilità (nell’ottica di eliminare eventuali abusi/sprechi)
- analizzi le attività svolte da consulenze esterne con l’obiettivo, laddove possibile, di impiegare personale interno per la loro esecuzione.
Senza alcun dubbio la stato di Italtel è “problematico” (calo fatturato e margini, taglio dei costi, rifinanziamento del debito, probabile acquisizione da parte di Exprivia che non ci ha mai convinto…).
Vorremmo evitare la rottura del tavolo delle trattative per non incorrere in un nuovo 2010, con l’avvio unilaterale delle lettere di CIGS a zero ore per 200 persone.
A oggi non è nell’ordine delle cose un avvicinamento fra la posizione aziendale e quella del Sindacato: gli spazi per la discussione sono molto stretti.
Sottolineiamo la preoccupazione per la vicenda in corso evidenziando che il prosieguo del negoziato si può realizzare con il solo sostegno, di tutti i lavoratori, alle iniziative che verranno messe in campo.
Martedì 29/11 si terranno a Milano, Roma e Palermo le assemblee nelle quali chiederemo ai colleghi con quale mandato proseguire la trattativa.
Il prossimo incontro si svolgerà, sempre in Assolombarda, giovedì 1 dicembre.
FIM-FIOM-UILM Nazionali
Coordinamento Nazionale RSU gruppo Italtel
25 novembre 2016